“L’alfabeto della Misericordia” | H come HABITAT

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3 Dicembre 2025

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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – H

Padre Renato Zilio, missionario scalabriniano, ci scrive dal Marocco, dove opera con i migranti.

Promotore del dialogo interreligioso, riconosce nella convivenza tra cristiani e musulmani una sfida evangelica e un segno di speranza.

Ha fondato e diretto il Centro Interculturale di Écoublay in Francia ed è autore di vari libri tra cui Lettere da Gibuti (2008), Le Parole dal deserto (2009), Vangelo dei migranti (2010) e Dio attende alla Frontiera (2011).

Habitat (termine che nella lingua latina significa “egli abita”) è il luogo le cui caratteristiche fisiche e ambientali possono permettere ad una specie di vivere, svilupparsi, riprodursi, garantendo la sua qualità di vita.

La sua capacità protettiva è una componente della misericordia, che come una madre stende la sua vigile cura su un essere vivente.

L’habitat, cioè l’ambiente, presenta un’intrinseca assonanza con casa, la quale articola armoniosamente le qualità per la vita come cura, conservazione, libertà, sviluppo, intimità e interrelazione. In fondo, un ambiente del creato che protegge e custodisce.

La nostra casa dell’equipe sacerdotale – tre preti africani e uno italiano a Casablanca, – per anni ha accolto una ventina di giovani migranti subsahariani malati o con tubercolosi.

Nomadi, tra deserti e frontiere, passando il Mali, l’Algeria e il Marocco feriti o spossati, trovavano nella nostra parrocchia il loro habitat per mesi.

E la misericordia il suo vero valore.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

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Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – H

Padre Renato Zilio, missionario scalabriniano, ci scrive dal Marocco, dove opera con i migranti.

Promotore del dialogo interreligioso, riconosce nella convivenza tra cristiani e musulmani una sfida evangelica e un segno di speranza.

Ha fondato e diretto il Centro Interculturale di Écoublay in Francia ed è autore di vari libri tra cui Lettere da Gibuti (2008), Le Parole dal deserto (2009), Vangelo dei migranti (2010) e Dio attende alla Frontiera (2011).

Habitat (termine che nella lingua latina significa “egli abita”) è il luogo le cui caratteristiche fisiche e ambientali possono permettere ad una specie di vivere, svilupparsi, riprodursi, garantendo la sua qualità di vita.

La sua capacità protettiva è una componente della misericordia, che come una madre stende la sua vigile cura su un essere vivente.

L’habitat, cioè l’ambiente, presenta un’intrinseca assonanza con casa, la quale articola armoniosamente le qualità per la vita come cura, conservazione, libertà, sviluppo, intimità e interrelazione. In fondo, un ambiente del creato che protegge e custodisce.

La nostra casa dell’equipe sacerdotale – tre preti africani e uno italiano a Casablanca, – per anni ha accolto una ventina di giovani migranti subsahariani malati o con tubercolosi.

Nomadi, tra deserti e frontiere, passando il Mali, l’Algeria e il Marocco feriti o spossati, trovavano nella nostra parrocchia il loro habitat per mesi.

E la misericordia il suo vero valore.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

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