“L’alfabeto della Misericordia” | M come MISSIONE

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – M
Da Greccio, il diacono Giuseppe Angelucci condivide con noi la parola “Missione”.
La missione nasce sempre da un incontro e si traduce in misericordia concreta. È questo il filo che unisce l’esperienza di tante comunità religiose impegnate nei contesti più fragili del mondo: non grandi opere, ma una presenza quotidiana capace di farsi carico delle ferite delle persone.
La misericordia, infatti, non è un concetto astratto, ma un modo di stare accanto. Nella missione, essa prende forma nel dare da mangiare a chi ha fame, nel prendersi cura dei malati, nell’ascoltare chi è solo, nel restituire dignità a chi è stato dimenticato. È una misericordia che non chiede nulla in cambio e che spesso opera nel silenzio, lontano dai riflettori.
In molti territori segnati da povertà, isolamento o marginalità sociale, i missionari diventano segni visibili di speranza. Attraverso piccoli gesti quotidiani – un pasto caldo, una visita, una parola di conforto – la misericordia diventa linguaggio universale, capace di superare barriere culturali e religiose. È così che il Vangelo si incarna nella vita reale delle persone.
La missione legata alla misericordia non si limita a rispondere alle emergenze, ma accompagna i percorsi di crescita e di rinascita. Educare, sostenere le famiglie, aiutare i più fragili a ritrovare fiducia significa costruire futuro. Ogni gesto diventa un seme che, nel tempo, può portare frutto.
Tra indifferenza e conflitti, la missione misericordiosa ricorda che l’amore è ancora possibile e necessario. Vivere la misericordia significa aprire porte, creare legami, restituire speranza. È questa la forza silenziosa della missione: rendere visibile, giorno dopo giorno, un Dio che si prende cura dell’umanità attraverso mani, cuori e storie donate.
E annunciarlo, oltre che a parole, con le opere!
Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)
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Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – M
Da Greccio, il diacono Giuseppe Angelucci condivide con noi la parola “Missione”.
La missione nasce sempre da un incontro e si traduce in misericordia concreta. È questo il filo che unisce l’esperienza di tante comunità religiose impegnate nei contesti più fragili del mondo: non grandi opere, ma una presenza quotidiana capace di farsi carico delle ferite delle persone.
La misericordia, infatti, non è un concetto astratto, ma un modo di stare accanto. Nella missione, essa prende forma nel dare da mangiare a chi ha fame, nel prendersi cura dei malati, nell’ascoltare chi è solo, nel restituire dignità a chi è stato dimenticato. È una misericordia che non chiede nulla in cambio e che spesso opera nel silenzio, lontano dai riflettori.
In molti territori segnati da povertà, isolamento o marginalità sociale, i missionari diventano segni visibili di speranza. Attraverso piccoli gesti quotidiani – un pasto caldo, una visita, una parola di conforto – la misericordia diventa linguaggio universale, capace di superare barriere culturali e religiose. È così che il Vangelo si incarna nella vita reale delle persone.
La missione legata alla misericordia non si limita a rispondere alle emergenze, ma accompagna i percorsi di crescita e di rinascita. Educare, sostenere le famiglie, aiutare i più fragili a ritrovare fiducia significa costruire futuro. Ogni gesto diventa un seme che, nel tempo, può portare frutto.
Tra indifferenza e conflitti, la missione misericordiosa ricorda che l’amore è ancora possibile e necessario. Vivere la misericordia significa aprire porte, creare legami, restituire speranza. È questa la forza silenziosa della missione: rendere visibile, giorno dopo giorno, un Dio che si prende cura dell’umanità attraverso mani, cuori e storie donate.
E annunciarlo, oltre che a parole, con le opere!
Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)
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