“L’alfabeto della Misericordia” | Y come YES

il: 

1 Aprile 2026

di: 

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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – Y

Dall’“HIC SUM” di spazio + spadoni al sì di Maria: Ze Vong ci parla della risposta concreta alla chiamata di Dio

C’è una parola breve che attraversa la Bibbia, la storia della fede e anche la vita quotidiana: Yes, sì.

Non è soltanto un consenso, ma un atto di consegna. È il momento in cui una persona smette di restare spettatrice e diventa risposta.

Nella spiritualità proposta da spazio + spadoni, questo atteggiamento prende il nome antico di “HIC SUM”.  Non un’affermazione teorica, ma una disponibilità incarnata: esserci dove la vita chiama, dove il dolore interpella, dove Dio passa spesso senza preavviso. Dire “yes” significa accettare di non avere tutto chiaro, ma scegliere comunque di restare presenti.

Il primo grande “yes” della storia cristiana è quello di Maria di Nazareth. Il suo “eccomi” non nasce dalla sicurezza, ma dalla fiducia. Maria non conosce il futuro, non possiede garanzie, eppure accoglie una promessa che supera ogni logica.

Il suo sì diventa spazio perché Dio entri nella storia. In questo senso, ogni opera di misericordia è un’eco di quell’Annunciazione: visitare chi è solo, nutrire chi ha fame, consolare chi soffre, accompagnare chi vive nel dubbio o nella fragilità.

La misericordia non è un progetto astratto; è il sì pronunciato dentro le situazioni concrete, spesso imperfette, della vita.

L’“HIC SUM” di oggi assume allora il volto delle opere di misericordia vissute nel quotidiano.

Dire “yes” significa fermarsi quando tutti passano oltre, ascoltare quando il mondo urla, prendersi cura quando sarebbe più semplice restare indifferenti.

È un sì che diventa gesto: mani che sostengono, parole che rialzano, presenza che non abbandona. Così il credente diventa luogo di incontro tra cielo e terra. Come Maria, anche noi siamo chiamati a generare speranza attraverso un sì pronunciato ogni giorno. Perché la misericordia comincia sempre da una parola semplice — eccomi — ma capace di cambiare la storia.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

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Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – Y

Dall’“HIC SUM” di spazio + spadoni al sì di Maria: Ze Vong ci parla della risposta concreta alla chiamata di Dio

C’è una parola breve che attraversa la Bibbia, la storia della fede e anche la vita quotidiana: Yes, sì.

Non è soltanto un consenso, ma un atto di consegna. È il momento in cui una persona smette di restare spettatrice e diventa risposta.

Nella spiritualità proposta da spazio + spadoni, questo atteggiamento prende il nome antico di “HIC SUM”.  Non un’affermazione teorica, ma una disponibilità incarnata: esserci dove la vita chiama, dove il dolore interpella, dove Dio passa spesso senza preavviso. Dire “yes” significa accettare di non avere tutto chiaro, ma scegliere comunque di restare presenti.

Il primo grande “yes” della storia cristiana è quello di Maria di Nazareth. Il suo “eccomi” non nasce dalla sicurezza, ma dalla fiducia. Maria non conosce il futuro, non possiede garanzie, eppure accoglie una promessa che supera ogni logica.

Il suo sì diventa spazio perché Dio entri nella storia. In questo senso, ogni opera di misericordia è un’eco di quell’Annunciazione: visitare chi è solo, nutrire chi ha fame, consolare chi soffre, accompagnare chi vive nel dubbio o nella fragilità.

La misericordia non è un progetto astratto; è il sì pronunciato dentro le situazioni concrete, spesso imperfette, della vita.

L’“HIC SUM” di oggi assume allora il volto delle opere di misericordia vissute nel quotidiano.

Dire “yes” significa fermarsi quando tutti passano oltre, ascoltare quando il mondo urla, prendersi cura quando sarebbe più semplice restare indifferenti.

È un sì che diventa gesto: mani che sostengono, parole che rialzano, presenza che non abbandona. Così il credente diventa luogo di incontro tra cielo e terra. Come Maria, anche noi siamo chiamati a generare speranza attraverso un sì pronunciato ogni giorno. Perché la misericordia comincia sempre da una parola semplice — eccomi — ma capace di cambiare la storia.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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