“L’alfabeto della Misericordia” | Z come zhèn xù (sollievo)

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8 Aprile 2026

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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – Z

Dalla Cina, la nostra corrispondente suor Marinei Pessanha Alves ci presenta la parola “zhèn xù”

Il carattere “赈” (赈) deriva dal radicale “貝” (bèi), che significa ricchezza e proprietà; il carattere “恤” (xù) deriva dal radicale “心” (xin – cuore), che enfatizza la cura psicologica. Questa struttura riflette direttamente le caratteristiche semantiche della parola, che enfatizza sia il sollievo materiale che il conforto spirituale. Durante il processo di semplificazione del carattere, la forma dei due caratteri “赈恤” (赈恤) è rimasta sostanzialmente stabile, senza cambiamenti strutturali.

Il significato originale di “赈” (zhèn) è ricchezza e sollievo. “Shuowen Jiezi” lo spiega come “ricco”, che viene esteso a fornire assistenza finanziaria. “恤” significa simpatia e sollievo. “Yu Pian” lo spiega come “preoccupazione, soccorso”.
Il termine “zhenxù” è un termine cinese che indica l’assistenza finanziaria ai poveri o alle persone colpite da calamità. Il termine è stato menzionato per la prima volta nel “Libro della tarda dinastia Han: Biografia di Lang Xi “, che riporta la frase “chiedere notizie degli orfani e delle vedove e fornire soccorso ai poveri e ai deboli”.

Nella letteratura delle dinastie passate, il termine “soccorso” è spesso utilizzato per descrivere le attività sistematiche di soccorso delle organizzazioni ufficiali, così come la “donazione personale di denaro per fornire soccorso” alle vittime della carestia, per esempio da parte del prefetto di Lianping Mou Yingshou durante la dinastia Ming, riflettendo la pratica sociale dell’antico pensiero di governo benevolo..

Possiamo facilmente vedere la connessione tra il significato di questi due caratteri cinesi e le opere corporali di misericordia, vale a dire: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati e vestire gli ignudi…
Possiamo anche dire che “zhenxù” si collega anche con le seguenti opere di misericordia spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori e consolare gli afflitti.
Ricordiamo quanto S. Paolo ci dice nella seconda lettera ai Corinzi 8,9: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà».
Questa citazione biblica è stata utilizzata da Papa Francesco come tema per la VI Giornata Mondiale dei Poveri (2022). Nel suo messaggio, lui ci diceva: «Gesù Cristo […] si è fatto povero per voi» (cfr 2 Cor 8,9). Con queste parole l’apostolo Paolo si rivolge ai primi cristiani di Corinto, per dare fondamento al loro impegno di solidarietà con i fratelli bisognosi».
Essa continua ad essere per tutti noi una sana ed attuale provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sul nostro impegno personale e comunitario verso tante povertà del momento presente.

Esperienza personale di sollievo nella mia vita missionaria qui a Hong Kong, Cina:
Quest’estate, ho avuto il piacere di ricevere la visita del signor Tran Vu, un giovane sulla quarantina. Era arrivato a Hong Kong con la moglie e la figlia quattordicenne, entrambe da me sconosciute. Ci teneva a portarle a Hong Kong, soprattutto la figlia, perché Vu era stato rifugiato nei campi vietnamiti chiusi di Hong Kong all’inizio degli anni ’90, quando era solo un ragazzino.
A quel tempo, io e un’altra delle nostre suore, Suor Angelica, visitavamo i campi vietnamiti. Ogni settimana vedevamo Vu, suo fratello Tuan e i suoi genitori. Dato che a Vu piaceva molto disegnare ed era molto talentuoso, gli portavamo carta e penne colorate. Gli davamo anche dei francobolli, perché amavano collezionarli.
Per fortuna, la famiglia di Vu fu tra i fortunati che riuscirono a ottenere lo status di rifugiato e a stabilirsi negli Stati Uniti. Vu, con il suo talento, divenne regista di film e documentari. Suo fratello è entrato nell’Aeronautica Militare americana ed è ora uno dei militari americani nelle forze NATO.
Mossi da profonda gratitudine, questi ragazzi sono sempre rimasti in contatto con noi e Vu è venuto a trovarci perché voleva mostrare a sua moglie e a sua figlia (che non avevano avuto esperienze di vita da rifugiati) chi erano le suore missionarie che avevano aiutato la sua famiglia con diversi tipi di aiuti durante la sua infanzia.
È stato con grande gioia che abbiamo accolto Vu e la sua famiglia lo scorso luglio. Abbiamo trascorso una giornata intera insieme. Abbiamo rievocato i ricordi dell’infanzia di Vu e siamo tornati al campo dove ha trascorso un paio d’anni della sua infanzia: il campo vietnamita di Shek Kong. Ora il sito, che è una pista di atterraggio, è utilizzato dall’aeronautica militare dell’Esercito Popolare di Liberazione Cinese.
Vu, che aveva già raccontato a sua moglie e a sua figlia la difficile vita vissuta dai rifugiati vietnamiti a Hong Kong durante gli anni ’80 e ’90, ha voluto mostrare il luogo in cui aveva vissuto e anche farle incontrare noi perché anche loro imparassero ad essere grate a noi per il sollievo sia materiale come spirituale ricevuto.
Per me è stata una giornata memorabile. Ho scoperto per la prima volta la difficile situazione dei rifugiati vietnamiti dopo tre mesi dal mio arrivo a Hong Kong nel 1989. È stato amore a prima vista! Ho lavorato con loro per i primi sette anni della mia vita come missionaria a Hong Kong. Devo dire che più che dare, ho ricevuto molto da questo popolo. La loro dignità, la loro fede in Dio e il loro esempio di resilienza sono stati per me una grande spinta ed anche un vero sollievo nei miei primi anni di inserimento nella vita missionaria oltre le frontiere.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

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Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. Questo mercoledì, abbiamo la – Z

Dalla Cina, la nostra corrispondente suor Marinei Pessanha Alves ci presenta la parola “zhèn xù”

Il carattere “赈” (赈) deriva dal radicale “貝” (bèi), che significa ricchezza e proprietà; il carattere “恤” (xù) deriva dal radicale “心” (xin – cuore), che enfatizza la cura psicologica. Questa struttura riflette direttamente le caratteristiche semantiche della parola, che enfatizza sia il sollievo materiale che il conforto spirituale. Durante il processo di semplificazione del carattere, la forma dei due caratteri “赈恤” (赈恤) è rimasta sostanzialmente stabile, senza cambiamenti strutturali.

Il significato originale di “赈” (zhèn) è ricchezza e sollievo. “Shuowen Jiezi” lo spiega come “ricco”, che viene esteso a fornire assistenza finanziaria. “恤” significa simpatia e sollievo. “Yu Pian” lo spiega come “preoccupazione, soccorso”.
Il termine “zhenxù” è un termine cinese che indica l’assistenza finanziaria ai poveri o alle persone colpite da calamità. Il termine è stato menzionato per la prima volta nel “Libro della tarda dinastia Han: Biografia di Lang Xi “, che riporta la frase “chiedere notizie degli orfani e delle vedove e fornire soccorso ai poveri e ai deboli”.

Nella letteratura delle dinastie passate, il termine “soccorso” è spesso utilizzato per descrivere le attività sistematiche di soccorso delle organizzazioni ufficiali, così come la “donazione personale di denaro per fornire soccorso” alle vittime della carestia, per esempio da parte del prefetto di Lianping Mou Yingshou durante la dinastia Ming, riflettendo la pratica sociale dell’antico pensiero di governo benevolo..

Possiamo facilmente vedere la connessione tra il significato di questi due caratteri cinesi e le opere corporali di misericordia, vale a dire: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati e vestire gli ignudi…
Possiamo anche dire che “zhenxù” si collega anche con le seguenti opere di misericordia spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori e consolare gli afflitti.
Ricordiamo quanto S. Paolo ci dice nella seconda lettera ai Corinzi 8,9: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà».
Questa citazione biblica è stata utilizzata da Papa Francesco come tema per la VI Giornata Mondiale dei Poveri (2022). Nel suo messaggio, lui ci diceva: «Gesù Cristo […] si è fatto povero per voi» (cfr 2 Cor 8,9). Con queste parole l’apostolo Paolo si rivolge ai primi cristiani di Corinto, per dare fondamento al loro impegno di solidarietà con i fratelli bisognosi».
Essa continua ad essere per tutti noi una sana ed attuale provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sul nostro impegno personale e comunitario verso tante povertà del momento presente.

Esperienza personale di sollievo nella mia vita missionaria qui a Hong Kong, Cina:
Quest’estate, ho avuto il piacere di ricevere la visita del signor Tran Vu, un giovane sulla quarantina. Era arrivato a Hong Kong con la moglie e la figlia quattordicenne, entrambe da me sconosciute. Ci teneva a portarle a Hong Kong, soprattutto la figlia, perché Vu era stato rifugiato nei campi vietnamiti chiusi di Hong Kong all’inizio degli anni ’90, quando era solo un ragazzino.
A quel tempo, io e un’altra delle nostre suore, Suor Angelica, visitavamo i campi vietnamiti. Ogni settimana vedevamo Vu, suo fratello Tuan e i suoi genitori. Dato che a Vu piaceva molto disegnare ed era molto talentuoso, gli portavamo carta e penne colorate. Gli davamo anche dei francobolli, perché amavano collezionarli.
Per fortuna, la famiglia di Vu fu tra i fortunati che riuscirono a ottenere lo status di rifugiato e a stabilirsi negli Stati Uniti. Vu, con il suo talento, divenne regista di film e documentari. Suo fratello è entrato nell’Aeronautica Militare americana ed è ora uno dei militari americani nelle forze NATO.
Mossi da profonda gratitudine, questi ragazzi sono sempre rimasti in contatto con noi e Vu è venuto a trovarci perché voleva mostrare a sua moglie e a sua figlia (che non avevano avuto esperienze di vita da rifugiati) chi erano le suore missionarie che avevano aiutato la sua famiglia con diversi tipi di aiuti durante la sua infanzia.
È stato con grande gioia che abbiamo accolto Vu e la sua famiglia lo scorso luglio. Abbiamo trascorso una giornata intera insieme. Abbiamo rievocato i ricordi dell’infanzia di Vu e siamo tornati al campo dove ha trascorso un paio d’anni della sua infanzia: il campo vietnamita di Shek Kong. Ora il sito, che è una pista di atterraggio, è utilizzato dall’aeronautica militare dell’Esercito Popolare di Liberazione Cinese.
Vu, che aveva già raccontato a sua moglie e a sua figlia la difficile vita vissuta dai rifugiati vietnamiti a Hong Kong durante gli anni ’80 e ’90, ha voluto mostrare il luogo in cui aveva vissuto e anche farle incontrare noi perché anche loro imparassero ad essere grate a noi per il sollievo sia materiale come spirituale ricevuto.
Per me è stata una giornata memorabile. Ho scoperto per la prima volta la difficile situazione dei rifugiati vietnamiti dopo tre mesi dal mio arrivo a Hong Kong nel 1989. È stato amore a prima vista! Ho lavorato con loro per i primi sette anni della mia vita come missionaria a Hong Kong. Devo dire che più che dare, ho ricevuto molto da questo popolo. La loro dignità, la loro fede in Dio e il loro esempio di resilienza sono stati per me una grande spinta ed anche un vero sollievo nei miei primi anni di inserimento nella vita missionaria oltre le frontiere.

Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)

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