Burundi | Il Centro OPERA M: un dono dell’anno giubilare della Speranza

il: 

21 Novembre 2025

di: 

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Hildegarde al Centro Opera M

Centro di Bujumbura, Burundi: quando incoraggiare le persone in difficoltà diventa «un’opera di misericordia»

Non è un caso che il Centro OPERA M abbia iniziato la sua attività, anche se a piccoli passi, all’inizio dell’anno  del Giubileo della Speranza! Oggi ne è testimone la signora Hildegarde Siboniyo, che un giorno ha bussato alla porta del Centro OPERA M.

Era il mese di febbraio 2025. Una bella mattina stavo tornando dalla messa. Davanti al cancello, una giovane mamma incinta, in piedi, mi salutò gentilmente. Aveva sulla spalla sinistra  una zappa un po’ consumata, come una donna che va o torna dai campi. Salutandoci, mi disse subito: «Ho fame. Mi permetta di togliere le erbacce dalla sua proprietà o comunque mi dia qualcosa da fare, sono in grado di farlo. I miei figli hanno fame».

Provai un’incredibile tristezza. Vedere una donna incinta quasi al termine della gravidanza – 7 mesi – che continuava a muoversi nonostante la sua vulnerabilità, bussando porta dopo porta per farsi assumere. Era una madre con mille difficoltà, tra cui la fame dei suoi figli e la sua stessa fame, anche se si prendeva cura dei suoi figli prima di tutto. Non voleva mendicare. Voleva  guadagnarsi da vivere con dignità.

Sono rimasta colpita dal suo atteggiamento positivo, che mi ha permesso di avviare con lei un dialogo franco per un nuovo percorso. Mi ha dato l’opportunità di vivere contemporaneamente le Opere di Misericordia Spirituali e Corporali.

Ma la prima cosa che ho fatto è stata mostrarle tutto il Centro, chiedendole di indicarmi un lavoro che fosse in grado di svolgere senza affaticarsi. Parlando con lei, ho capito che aveva soprattutto bisogno di essere ascoltata per trovare comprensione e consolazione.

Il suo dolore era così profondo che ha iniziato a piangere. Infatti, solo pochi mesi prima era stata abbandonata dal marito, che era scomparso senza lasciare traccia e senza dirle addio. Era stato molto difficile per lei perché era all’inizio della gravidanza. Lui l’aveva lasciata con i suoi due figli: un bambino di nove anni e una bambina di quattro. Non avendo un lavoro, era stata sfrattata dal proprietario dell’appartamento perché non riusciva più a pagare l’affitto mensile.

A volte i poveri sono molto disponibili a capirsi a vicenda. Infatti, è stata accolta e ospitata con i suoi due figli da Léonce, la cui situazione è altrettanto precaria.
Le due donne non si conoscevano prima.

È stato allora che Hildegarde ha iniziato a girare per la città alla ricerca di un po’ di soldi per mantenere i suoi figli. È stato doppiamente difficile vedersi abbandonata un giorno, con i bambini e in più una gravidanza.

Mi sono ricordata il tema della seconda edizione della Convention organizzata da spazio + spadoni, a San Cerbone (Lucca), in Italia: Fare Spazio al Coraggio, Edizione 2022.

La mia prima preoccupazione è stata assicurarmi dello stato di salute della donna, seguire dal punto di vista medico la madre e l’embrione fino al parto. Il Centro OPERA M l’ha accompagnata fino alla nascita di un bellissimo bambino che oggi ha sei mesi. Lei l’ha chiamato Ninziza, che significa “Dio è buono”.

Oggi Hildegarde è sorridente. Il figlio maggiore è tornato a scuola.

La misericordia di Dio è all’opera… Sempre.

Immagine

  • Foto di suor Hyacinthe Manariyo

Centro di Bujumbura, Burundi: quando incoraggiare le persone in difficoltà diventa «un’opera di misericordia»

Non è un caso che il Centro OPERA M abbia iniziato la sua attività, anche se a piccoli passi, all’inizio dell’anno  del Giubileo della Speranza! Oggi ne è testimone la signora Hildegarde Siboniyo, che un giorno ha bussato alla porta del Centro OPERA M.

Era il mese di febbraio 2025. Una bella mattina stavo tornando dalla messa. Davanti al cancello, una giovane mamma incinta, in piedi, mi salutò gentilmente. Aveva sulla spalla sinistra  una zappa un po’ consumata, come una donna che va o torna dai campi. Salutandoci, mi disse subito: «Ho fame. Mi permetta di togliere le erbacce dalla sua proprietà o comunque mi dia qualcosa da fare, sono in grado di farlo. I miei figli hanno fame».

Provai un’incredibile tristezza. Vedere una donna incinta quasi al termine della gravidanza – 7 mesi – che continuava a muoversi nonostante la sua vulnerabilità, bussando porta dopo porta per farsi assumere. Era una madre con mille difficoltà, tra cui la fame dei suoi figli e la sua stessa fame, anche se si prendeva cura dei suoi figli prima di tutto. Non voleva mendicare. Voleva  guadagnarsi da vivere con dignità.

Sono rimasta colpita dal suo atteggiamento positivo, che mi ha permesso di avviare con lei un dialogo franco per un nuovo percorso. Mi ha dato l’opportunità di vivere contemporaneamente le Opere di Misericordia Spirituali e Corporali.

Ma la prima cosa che ho fatto è stata mostrarle tutto il Centro, chiedendole di indicarmi un lavoro che fosse in grado di svolgere senza affaticarsi. Parlando con lei, ho capito che aveva soprattutto bisogno di essere ascoltata per trovare comprensione e consolazione.

Il suo dolore era così profondo che ha iniziato a piangere. Infatti, solo pochi mesi prima era stata abbandonata dal marito, che era scomparso senza lasciare traccia e senza dirle addio. Era stato molto difficile per lei perché era all’inizio della gravidanza. Lui l’aveva lasciata con i suoi due figli: un bambino di nove anni e una bambina di quattro. Non avendo un lavoro, era stata sfrattata dal proprietario dell’appartamento perché non riusciva più a pagare l’affitto mensile.

A volte i poveri sono molto disponibili a capirsi a vicenda. Infatti, è stata accolta e ospitata con i suoi due figli da Léonce, la cui situazione è altrettanto precaria.
Le due donne non si conoscevano prima.

È stato allora che Hildegarde ha iniziato a girare per la città alla ricerca di un po’ di soldi per mantenere i suoi figli. È stato doppiamente difficile vedersi abbandonata un giorno, con i bambini e in più una gravidanza.

Mi sono ricordata il tema della seconda edizione della Convention organizzata da spazio + spadoni, a San Cerbone (Lucca), in Italia: Fare Spazio al Coraggio, Edizione 2022.

La mia prima preoccupazione è stata assicurarmi dello stato di salute della donna, seguire dal punto di vista medico la madre e l’embrione fino al parto. Il Centro OPERA M l’ha accompagnata fino alla nascita di un bellissimo bambino che oggi ha sei mesi. Lei l’ha chiamato Ninziza, che significa “Dio è buono”.

Oggi Hildegarde è sorridente. Il figlio maggiore è tornato a scuola.

La misericordia di Dio è all’opera… Sempre.

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  • Foto di suor Hyacinthe Manariyo
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Hildegarde al Centro Opera M

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