Opere di misericordia tra gli ammalati del mondo

il: 

7 Luglio 2025

di: 

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Foto di p. Giovanni Piumatti

Gesù esorta i suoi discepoli a «guarire i malati. Ciascuno di noi è chiamato a rivolgere loro uno sguardo tenero e misericordioso

Ricordiamo, con papa Francesco, che la prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza. Siamo venuti al mondo perché qualcuno ci ha accolti; siamo fatti per l’amore, chiamati alla comunione e alla fraternità.
Tra le tante richieste che giungono a Cuore Amico, quelle che maggiormente richiedono contributi rilevanti sono quelle legate alle cure e ai presidi sanitari.

Molte società non sono solo a corto di mezzi, ma sono anche prive di un sistema che intenda garantire a chi è in condizioni economiche fragili un accesso alle strutture e ai servizi che lo Stato governa.

Ciò crea un fossato sempre più grande tra chi ha i mezzi e chi ne è privo, anche perché in molti casi uno dei rischi è di «far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri». (Papa Francesco).

Siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù che si prende cura di chi è solo, emarginato e malato.

I vangeli ci dicono che Gesù guariva e che la gente portava da lui i malati dei villaggi.
Gesù stesso, inviando i suoi discepoli li esorta a «guarire i malati».

Fin dai primi passi della Chiesa l’attenzione ai malati ha suscitato numerose iniziative, così anche oggi i missionari, con l’intelligenza della carità, mostrano al mondo che il vangelo è parola che guarisce: in alcune parti del mondo infatti sono solo le iniziative dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione.

Da sempre un aspetto che caratterizza la missione cristiana è la cura degli ammalati: quanti santi e sante ci attestano questa preoccupazione tra le opere che i membri delle loro congregazioni continuano a perpetuare nel mondo

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  • Foto di p. Giovanni Piumatti

Gesù esorta i suoi discepoli a «guarire i malati. Ciascuno di noi è chiamato a rivolgere loro uno sguardo tenero e misericordioso

Ricordiamo, con papa Francesco, che la prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza. Siamo venuti al mondo perché qualcuno ci ha accolti; siamo fatti per l’amore, chiamati alla comunione e alla fraternità.
Tra le tante richieste che giungono a Cuore Amico, quelle che maggiormente richiedono contributi rilevanti sono quelle legate alle cure e ai presidi sanitari.

Molte società non sono solo a corto di mezzi, ma sono anche prive di un sistema che intenda garantire a chi è in condizioni economiche fragili un accesso alle strutture e ai servizi che lo Stato governa.

Ciò crea un fossato sempre più grande tra chi ha i mezzi e chi ne è privo, anche perché in molti casi uno dei rischi è di «far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri». (Papa Francesco).

Siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù che si prende cura di chi è solo, emarginato e malato.

I vangeli ci dicono che Gesù guariva e che la gente portava da lui i malati dei villaggi.
Gesù stesso, inviando i suoi discepoli li esorta a «guarire i malati».

Fin dai primi passi della Chiesa l’attenzione ai malati ha suscitato numerose iniziative, così anche oggi i missionari, con l’intelligenza della carità, mostrano al mondo che il vangelo è parola che guarisce: in alcune parti del mondo infatti sono solo le iniziative dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione.

Da sempre un aspetto che caratterizza la missione cristiana è la cura degli ammalati: quanti santi e sante ci attestano questa preoccupazione tra le opere che i membri delle loro congregazioni continuano a perpetuare nel mondo

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  • Foto di p. Giovanni Piumatti
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