Perdonare le offese: un’opera di misericordia che possono imparare anche i bambini

Foto di Alexander Dummer (Pexels)
In un mondo sempre più dominato dall’orgoglio, le famiglie hanno il compito di insegnare ai bambini a perdonare e a chiedere scusa
(a cura di don Bruno Ferrero)
Oggi è diffusa un’evidente difficoltà a chiedere scusa.
Il concetto di perdono è largamente ignorato. Uno dei motivi per cui molti adulti hanno difficoltà a esprimersi con il linguaggio del perdono sta nel fatto che non hanno mai imparato quel vocabolario durante l’infanzia. Ecco i passi da fare per impararlo.
Giubileo, un anno per perdonare e per essere perdonati
Per la Chiesa cattolica il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale. Viene chiamato anche Anno Santo.
Può essere un anno bellissimo da vivere in famiglia per imparare.
L’arte del perdono deve essere imparata durante l’infanzia. Un bambino può imparare a chiedere scusa quando è ancora piccolo e il suo livello di comprensione dell’importanza del perdono richiesto e donato deve crescere insieme a lui.
In questo modo pone le basi per la crescita morale e relazionale degli anni successivi. I genitori devono accompagnare i bambini attraverso una serie di tappe semplici ma decisive.
Assumersi le responsabilità
Il primo passo da compiere per insegnare ai nostri figli a chiedere scusa consiste nel condurli ad assumersi la responsabilità del loro comportamento. Questo percorso può cominciare molto presto e in contesti moralmente neutri. Assumersi la responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni è il primo passo per imparare a chiedere scusa.
Generalmente, i bambini si assumono di buon grado la responsabilità delle loro azioni positive. «Ho mangiato tre forchettate di spinaci. Posso avere il budino, adesso?». «Sono il più veloce di tutti a correre». «Ho disegnato una bella automobile durante l’ora di arte». Sono tutte affermazioni di assunzione di responsabilità per azioni positive.
Invece, i bambini non sono così pronti ad assumersi la responsabilità per azioni meno nobili. Qual è stata l’ultima volta in cui avete sentito un bambino di tre anni ammettere: «Ho mangiato il dolce che la mamma aveva detto di lasciar stare» oppure: «Ho spinto Nicolino»? Un’assunzione di responsabilità a questo livello richiede un notevole sforzo di attenzione da parte dei genitori, che devono con pazienza correggere tutte le frasi del tipo «Si è rotto!» in frasi che cominciano per “io”: «Io l’ho rotto!»
Azioni che influiscono sugli altri
Il secondo passo per insegnare ai bambini a chiedere scusa consiste nell’aiutarli a comprendere che le loro azioni influiscono sempre sugli altri. «Se aiuti la mamma a preparare la tavola, la mamma è felice. Se giochi con la palla in casa e rompi la lampada, la mamma è triste. Se dici alla sorellina: «Ti voglio bene», lei si sente amata, se invece le dici: «Ti odio», si sente ferita. Le tue parole e le tue azioni aiutano o feriscono altre persone. Quando aiuti qualcuno, ti senti bene, quando invece ferisci una persona, stai male».
Gli esseri umani sono fragili e vulnerabili. Tutti portano un’etichetta che dice: «Trattare con cura, maneggiare con cautela, merce delicata».
Nella vita ci sono regole
Il terzo passo per insegnare ai bambini a chiedere scusa consiste nell’aiutarli a comprendere che nella vita ci sono sempre regole. La più importante è la regola d’oro insegnata da Gesù: tratta gli altri come vorresti essere trattato tu.
Vi sono però tante altre regole, molte delle quali sono finalizzate ad aiutarci a vivere bene. «Non si gioca a palla in casa» è una regola che molti genitori hanno stabilito per ovvie ragioni. «Non dobbiamo prendere nulla che non ci appartenga. Non dobbiamo dire cose non vere su altre persone. Non dobbiamo attraversare la strada senza esserci accertati che non provengano veicoli da una parte e dall’altra. Dobbiamo dire “grazie” quando una persona ci offre qual- cosa o dice qualcosa di bello sul nostro conto. Dobbiamo andare a scuola tutti i giorni feriali, se non siamo ammalati o non c’è un problema grave».
È necessario chiedere scusa
Il quarto passo per aiutare i bambini a imparare a chiedere scusa consiste nel far loro comprendere che è necessario chiedere scusa, per mantenere buoni rapporti interpersonali. Quando ferisco una persona con le mie parole o con il mio comportamento, costruisco una barriera tra quella persona e me. Se non imparo a chiedere scusa, la barriera rimane e il mio rapporto con quella persona è incrinato. Le mie parole o le mie azioni offensive spingono le persone lontano da me e, in assenza di una richiesta di scuse, quelle persone continueranno ad allontanarsi. Il bambino, l’adolescente o l’adulto che non impara questa realtà alla fine si ritroverà isolato e solo.
Il gioco dei cinque gradini
Tutto questo può essere riassunto in una specie di scaletta di cinque gradini, che per i più piccoli può essere quasi un gioco:
- Esprimere rammarico: «Mi dispiace»;
- Assumersi le proprie responsabilità: «Ho sbagliato»;
- Cercare di rimediare: «Che cosa posso fare per riparare?»;
- Impegnarsi sinceramente per il futuro: «Cercherò di non farlo più»;
- Chiedere scusa: «Puoi perdonarmi?».
L’obiettivo è che i bambini acquisiscano una specie di “mentalità del perdono”. Il livello di capacità in questo senso dovrebbe crescere con l’età ed è molto simile al processo di apprendimento di una lingua.
In ogni caso, il metodo più efficace per insegnare ai bambini più grandi a parlare i linguaggi del perdono è costituito dall’esempio. Quando i genitori chiedono scusa ai loro figli per le parole dure o il trattamento ingiusto di cui hanno dato prova, offrono l’insegnamento più efficace. I bambini piccoli fanno quello che dicono i genitori; i figli più grandi fanno ciò che fanno i genitori. Se i genitori imparano a chiedere scusa uno all’altra, ai loro figli e ad altre persone, allora i figli impareranno anche loro a parlare i linguaggi del perdono.
Fonte e immagine
- Vivere, Rivista Sacro Cuore, gennaio 2025, pp. 20 – 21
Immagine
In un mondo sempre più dominato dall’orgoglio, le famiglie hanno il compito di insegnare ai bambini a perdonare e a chiedere scusa
(a cura di don Bruno Ferrero)
Oggi è diffusa un’evidente difficoltà a chiedere scusa.
Il concetto di perdono è largamente ignorato. Uno dei motivi per cui molti adulti hanno difficoltà a esprimersi con il linguaggio del perdono sta nel fatto che non hanno mai imparato quel vocabolario durante l’infanzia. Ecco i passi da fare per impararlo.
Giubileo, un anno per perdonare e per essere perdonati
Per la Chiesa cattolica il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale. Viene chiamato anche Anno Santo.
Può essere un anno bellissimo da vivere in famiglia per imparare.
L’arte del perdono deve essere imparata durante l’infanzia. Un bambino può imparare a chiedere scusa quando è ancora piccolo e il suo livello di comprensione dell’importanza del perdono richiesto e donato deve crescere insieme a lui.
In questo modo pone le basi per la crescita morale e relazionale degli anni successivi. I genitori devono accompagnare i bambini attraverso una serie di tappe semplici ma decisive.
Assumersi le responsabilità
Il primo passo da compiere per insegnare ai nostri figli a chiedere scusa consiste nel condurli ad assumersi la responsabilità del loro comportamento. Questo percorso può cominciare molto presto e in contesti moralmente neutri. Assumersi la responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni è il primo passo per imparare a chiedere scusa.
Generalmente, i bambini si assumono di buon grado la responsabilità delle loro azioni positive. «Ho mangiato tre forchettate di spinaci. Posso avere il budino, adesso?». «Sono il più veloce di tutti a correre». «Ho disegnato una bella automobile durante l’ora di arte». Sono tutte affermazioni di assunzione di responsabilità per azioni positive.
Invece, i bambini non sono così pronti ad assumersi la responsabilità per azioni meno nobili. Qual è stata l’ultima volta in cui avete sentito un bambino di tre anni ammettere: «Ho mangiato il dolce che la mamma aveva detto di lasciar stare» oppure: «Ho spinto Nicolino»? Un’assunzione di responsabilità a questo livello richiede un notevole sforzo di attenzione da parte dei genitori, che devono con pazienza correggere tutte le frasi del tipo «Si è rotto!» in frasi che cominciano per “io”: «Io l’ho rotto!»
Azioni che influiscono sugli altri
Il secondo passo per insegnare ai bambini a chiedere scusa consiste nell’aiutarli a comprendere che le loro azioni influiscono sempre sugli altri. «Se aiuti la mamma a preparare la tavola, la mamma è felice. Se giochi con la palla in casa e rompi la lampada, la mamma è triste. Se dici alla sorellina: «Ti voglio bene», lei si sente amata, se invece le dici: «Ti odio», si sente ferita. Le tue parole e le tue azioni aiutano o feriscono altre persone. Quando aiuti qualcuno, ti senti bene, quando invece ferisci una persona, stai male».
Gli esseri umani sono fragili e vulnerabili. Tutti portano un’etichetta che dice: «Trattare con cura, maneggiare con cautela, merce delicata».
Nella vita ci sono regole
Il terzo passo per insegnare ai bambini a chiedere scusa consiste nell’aiutarli a comprendere che nella vita ci sono sempre regole. La più importante è la regola d’oro insegnata da Gesù: tratta gli altri come vorresti essere trattato tu.
Vi sono però tante altre regole, molte delle quali sono finalizzate ad aiutarci a vivere bene. «Non si gioca a palla in casa» è una regola che molti genitori hanno stabilito per ovvie ragioni. «Non dobbiamo prendere nulla che non ci appartenga. Non dobbiamo dire cose non vere su altre persone. Non dobbiamo attraversare la strada senza esserci accertati che non provengano veicoli da una parte e dall’altra. Dobbiamo dire “grazie” quando una persona ci offre qual- cosa o dice qualcosa di bello sul nostro conto. Dobbiamo andare a scuola tutti i giorni feriali, se non siamo ammalati o non c’è un problema grave».
È necessario chiedere scusa
Il quarto passo per aiutare i bambini a imparare a chiedere scusa consiste nel far loro comprendere che è necessario chiedere scusa, per mantenere buoni rapporti interpersonali. Quando ferisco una persona con le mie parole o con il mio comportamento, costruisco una barriera tra quella persona e me. Se non imparo a chiedere scusa, la barriera rimane e il mio rapporto con quella persona è incrinato. Le mie parole o le mie azioni offensive spingono le persone lontano da me e, in assenza di una richiesta di scuse, quelle persone continueranno ad allontanarsi. Il bambino, l’adolescente o l’adulto che non impara questa realtà alla fine si ritroverà isolato e solo.
Il gioco dei cinque gradini
Tutto questo può essere riassunto in una specie di scaletta di cinque gradini, che per i più piccoli può essere quasi un gioco:
- Esprimere rammarico: «Mi dispiace»;
- Assumersi le proprie responsabilità: «Ho sbagliato»;
- Cercare di rimediare: «Che cosa posso fare per riparare?»;
- Impegnarsi sinceramente per il futuro: «Cercherò di non farlo più»;
- Chiedere scusa: «Puoi perdonarmi?».
L’obiettivo è che i bambini acquisiscano una specie di “mentalità del perdono”. Il livello di capacità in questo senso dovrebbe crescere con l’età ed è molto simile al processo di apprendimento di una lingua.
In ogni caso, il metodo più efficace per insegnare ai bambini più grandi a parlare i linguaggi del perdono è costituito dall’esempio. Quando i genitori chiedono scusa ai loro figli per le parole dure o il trattamento ingiusto di cui hanno dato prova, offrono l’insegnamento più efficace. I bambini piccoli fanno quello che dicono i genitori; i figli più grandi fanno ciò che fanno i genitori. Se i genitori imparano a chiedere scusa uno all’altra, ai loro figli e ad altre persone, allora i figli impareranno anche loro a parlare i linguaggi del perdono.
Fonte e immagine
- Vivere, Rivista Sacro Cuore, gennaio 2025, pp. 20 – 21
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Foto di Alexander Dummer (Pexels)


