Usa, Louisville | Studenti all’opera… di misericordia: seppellire i morti

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Nella città più grande del Commonwealth del Kentucky, gli studenti cattolici delle scuole superiori aiutano a seppellire i morti indigenti
A Louisville (Stati Uniti), un’iniziativa della Catholic Charities of Louisville offre un esempio tangibile di come la Chiesa locale e i giovani si impegnino nella settima opera di misericordia corporale, quella di seppellire i morti. Nel programma chiamato Indigent Burial Program, gestito dall’organizzazione caritativa cattolica, vengono assistiti coloro che muoiono senza famiglia, senza risorse o abbandonati dalla società, per i quali non c’è nessuno in grado di organizzare una sepoltura dignitosa.
In una giornata di settembre, prima di una partita di football scolastica, gruppi di studenti delle scuole cattoliche locali come la St. Xavier High School e altre scuole dell’arcidiocesi si sono riuniti nel cimitero pubblico per individuare le tombe dei poveri e degli indigenti già sepolti e sostituire le marcature provvisorie con lapidi permanenti. Preparando le tombe, gli studenti non solo hanno dato un nome e un segno di rispetto ai defunti, ma hanno vissuto un atto concreto di carità cristiana, rendendo visibile la dignità umana anche nella morte.
L’impegno dei giovani va oltre il semplice lavoro manuale: spesso conducono preghiere e momenti di raccoglimento durante le cerimonie, offrendo così una forma di accompagnamento spirituale a chi, in vita, non ha avuto nessuno vicino. Per molti studenti partecipanti, questo servizio è un modo per comprendere la propria fede nel profondo e per rispondere all’insegnamento evangelico della compassione verso i più vulnerabili, anche dopo la morte.
Il coordinatore del programma ha sottolineato che l’obiettivo non è solo dare sepoltura ai morti, ma offrire un ultimo gesto di umanità e rispetto a chi non ha avuto nessuno in grado di farlo. In questo modo, l’opera di misericordia trascende l’atto materiale della sepoltura e diventa un segno di come la comunità si prende cura di ogni persona dalla nascita alla fine della vita.
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Nella città più grande del Commonwealth del Kentucky, gli studenti cattolici delle scuole superiori aiutano a seppellire i morti indigenti
A Louisville (Stati Uniti), un’iniziativa della Catholic Charities of Louisville offre un esempio tangibile di come la Chiesa locale e i giovani si impegnino nella settima opera di misericordia corporale, quella di seppellire i morti. Nel programma chiamato Indigent Burial Program, gestito dall’organizzazione caritativa cattolica, vengono assistiti coloro che muoiono senza famiglia, senza risorse o abbandonati dalla società, per i quali non c’è nessuno in grado di organizzare una sepoltura dignitosa.
In una giornata di settembre, prima di una partita di football scolastica, gruppi di studenti delle scuole cattoliche locali come la St. Xavier High School e altre scuole dell’arcidiocesi si sono riuniti nel cimitero pubblico per individuare le tombe dei poveri e degli indigenti già sepolti e sostituire le marcature provvisorie con lapidi permanenti. Preparando le tombe, gli studenti non solo hanno dato un nome e un segno di rispetto ai defunti, ma hanno vissuto un atto concreto di carità cristiana, rendendo visibile la dignità umana anche nella morte.
L’impegno dei giovani va oltre il semplice lavoro manuale: spesso conducono preghiere e momenti di raccoglimento durante le cerimonie, offrendo così una forma di accompagnamento spirituale a chi, in vita, non ha avuto nessuno vicino. Per molti studenti partecipanti, questo servizio è un modo per comprendere la propria fede nel profondo e per rispondere all’insegnamento evangelico della compassione verso i più vulnerabili, anche dopo la morte.
Il coordinatore del programma ha sottolineato che l’obiettivo non è solo dare sepoltura ai morti, ma offrire un ultimo gesto di umanità e rispetto a chi non ha avuto nessuno in grado di farlo. In questo modo, l’opera di misericordia trascende l’atto materiale della sepoltura e diventa un segno di come la comunità si prende cura di ogni persona dalla nascita alla fine della vita.
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