L’Housing First Roma della Comunità di Sant’Egidio

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Foto di Valeriia Miller (Pexels)
Per strada, vivono moltissime persone prive di un alloggio stabile, soggette a esclusione sociale, isolamento, fragilità sanitaria e psicologica. Offrire una casa non è solo dare un tetto: è dare dignità, speranza e la possibilità di ricostruire vita e relazioni
È ciò che fa il progetto Housing First Roma, una realtà che lavora molto con le persone senza dimora, promuovendo modelli di accoglienza innovativi. Il progetto “Housing First Roma” è partito nel giugno 2019.Comunità di Sant’Egidio insieme a fio.PSD.
Lo scopo
- Offre alloggi a persone che vivono in strada o in situazioni di grave precarietà abitativa, non come “step intermedio”, ma come punto di partenza per ricostruire stabilità, dignità, struttura di vita. Lo scopo è inserire 40 persone in casa nel corso di 4 anni, con sostegno sociale, accompagnamento, servizi, per aiutare a tornare a una vita stabile.
Come funziona concretamente
- Alloggio immediato: invece di passare per lunghi tempi di emergenza o per strutture temporanee, le persone entrano direttamente in un’abitazione. Questo riduce molto l’instabilità, l’insicurezza, il senso di dimenticatoio.
- Accompagnamento: non basta la casa; servono servizi sociali, supporto psicologico, orientamento, aiuto per gestire pratiche, favorire il reinserimento. In Housing First Roma si lavora affiancando le persone.
- Sostegno a lungo termine: il progetto è su più anni, perché uscire dalla condizione di senzatetto richiede tempo, fiducia, costanza. Non è un’azione una tantum.
Impatto umano
- Dignità e stabilità: avere un luogo che è tuo, in cui stare ogni giorno, cambiano la percezione di sé, la speranza, la possibilità di ricostruire legami, autocura.
- Salute: meno esposizione al freddo, al rischio di malattia, al degrado quotidiano. Meno stress, più possibilità di cura.
- Autonomia sociale: con l’accompagnamento si lavora perché la persona possa reimpossessarsi delle sue capacità, trovare un lavoro, relazioni, struttura quotidiana.
Sfide
- Risorse: servono finanziamenti, immobili accessibili, operatori preparati, coordinamento con i servizi pubblici.
- Accettazione sociale: a volte c’è resistenza, pregiudizi, difficoltà a far sì che la comunità circostante accolga queste persone nei quartieri.
- Gestione complessità: chi vive per strada spesso ha più problemi insieme: salute mentale, dipendenze, mancanza di documenti, alienazione. Il progetto deve saper “prendere per mano” dimensioni diverse.
- Significato più ampio come opera di misericordia
- Dare una casa, non aspettare che la persona “si meriti” il sostegno, ma riconoscerla come degna di aiuto subito.
- Non è solo soccorso, è accompagnamento: stare accanto, dedicare tempo, cure, ascolto, fiducia.
Fonte
Immagine
Per strada, vivono moltissime persone prive di un alloggio stabile, soggette a esclusione sociale, isolamento, fragilità sanitaria e psicologica. Offrire una casa non è solo dare un tetto: è dare dignità, speranza e la possibilità di ricostruire vita e relazioni
È ciò che fa il progetto Housing First Roma, una realtà che lavora molto con le persone senza dimora, promuovendo modelli di accoglienza innovativi. Il progetto “Housing First Roma” è partito nel giugno 2019.Comunità di Sant’Egidio insieme a fio.PSD.
Lo scopo
- Offre alloggi a persone che vivono in strada o in situazioni di grave precarietà abitativa, non come “step intermedio”, ma come punto di partenza per ricostruire stabilità, dignità, struttura di vita. Lo scopo è inserire 40 persone in casa nel corso di 4 anni, con sostegno sociale, accompagnamento, servizi, per aiutare a tornare a una vita stabile.
Come funziona concretamente
- Alloggio immediato: invece di passare per lunghi tempi di emergenza o per strutture temporanee, le persone entrano direttamente in un’abitazione. Questo riduce molto l’instabilità, l’insicurezza, il senso di dimenticatoio.
- Accompagnamento: non basta la casa; servono servizi sociali, supporto psicologico, orientamento, aiuto per gestire pratiche, favorire il reinserimento. In Housing First Roma si lavora affiancando le persone.
- Sostegno a lungo termine: il progetto è su più anni, perché uscire dalla condizione di senzatetto richiede tempo, fiducia, costanza. Non è un’azione una tantum.
Impatto umano
- Dignità e stabilità: avere un luogo che è tuo, in cui stare ogni giorno, cambiano la percezione di sé, la speranza, la possibilità di ricostruire legami, autocura.
- Salute: meno esposizione al freddo, al rischio di malattia, al degrado quotidiano. Meno stress, più possibilità di cura.
- Autonomia sociale: con l’accompagnamento si lavora perché la persona possa reimpossessarsi delle sue capacità, trovare un lavoro, relazioni, struttura quotidiana.
Sfide
- Risorse: servono finanziamenti, immobili accessibili, operatori preparati, coordinamento con i servizi pubblici.
- Accettazione sociale: a volte c’è resistenza, pregiudizi, difficoltà a far sì che la comunità circostante accolga queste persone nei quartieri.
- Gestione complessità: chi vive per strada spesso ha più problemi insieme: salute mentale, dipendenze, mancanza di documenti, alienazione. Il progetto deve saper “prendere per mano” dimensioni diverse.
- Significato più ampio come opera di misericordia
- Dare una casa, non aspettare che la persona “si meriti” il sostegno, ma riconoscerla come degna di aiuto subito.
- Non è solo soccorso, è accompagnamento: stare accanto, dedicare tempo, cure, ascolto, fiducia.
Fonte
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Foto di Valeriia Miller (Pexels)


