Sicilia, Oasi Cana: da 40 anni accanto alle famiglie e alla disabilità

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19 Aprile 2026

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Dalla missione degli Oblati alla nascita della Fondazione: a Sambuca di Sicilia e Palermo, una storia di fede e impegno sociale

(di Lilia Ricca)

AGRIGENTO. Quarant’anni di passi condivisi, di “vino nuovo” versato nelle ferite delle famiglie e di una vicinanza concreta al mondo della disabilità. L’Associazione “Oasi Cana” celebra un traguardo storico, trasformandosi oggi in Fondazione di Partecipazione per guardare al futuro con nuove sfide, come il lavoro per i soggetti fragili e l’accoglienza del “Dopo di noi”.

Una vocazione nata dall’ascolto

La storia di Oasi Cana inizia nei primi anni ’80 quando un gruppo di giovani palermitani e di universitari fuori sede legati ai Padri Missionari Oblati di Maria Immacolata, intraprende un cammino di formazione spirituale e coniugale sotto la guida di p. Antonio Santoro o.m.i.. È però nel 1984, durante una missione popolare a Sambuca di Sicilia, che avviene la svolta: l’incontro diretto con il dolore silenzioso di famiglie segnate dalla disabilità.

“Quella missione ha aperto i nostri cuori alle ‘povertà dai diversi volti’ del nostro territorio”, ricorda Enza Vaccaro, sambucese, tra i soci fondatori di Oasi Cana. “Abbiamo percepito l’impotenza dei genitori e capito che non si poteva restare a guardare. Il desiderio di carità ci ha spinti a cercare un volontariato strutturato che durasse nel tempo.” Da lì nasce l’esigenza di un impegno stabile e strutturato. L’11 novembre 1985 prende forma la “Comunità Cana”, ispirata al Vangelo delle nozze di Cana, segno di una fede capace di trasformare la mancanza in dono.

Fonte e immagine

Dalla missione degli Oblati alla nascita della Fondazione: a Sambuca di Sicilia e Palermo, una storia di fede e impegno sociale

(di Lilia Ricca)

AGRIGENTO. Quarant’anni di passi condivisi, di “vino nuovo” versato nelle ferite delle famiglie e di una vicinanza concreta al mondo della disabilità. L’Associazione “Oasi Cana” celebra un traguardo storico, trasformandosi oggi in Fondazione di Partecipazione per guardare al futuro con nuove sfide, come il lavoro per i soggetti fragili e l’accoglienza del “Dopo di noi”.

Una vocazione nata dall’ascolto

La storia di Oasi Cana inizia nei primi anni ’80 quando un gruppo di giovani palermitani e di universitari fuori sede legati ai Padri Missionari Oblati di Maria Immacolata, intraprende un cammino di formazione spirituale e coniugale sotto la guida di p. Antonio Santoro o.m.i.. È però nel 1984, durante una missione popolare a Sambuca di Sicilia, che avviene la svolta: l’incontro diretto con il dolore silenzioso di famiglie segnate dalla disabilità.

“Quella missione ha aperto i nostri cuori alle ‘povertà dai diversi volti’ del nostro territorio”, ricorda Enza Vaccaro, sambucese, tra i soci fondatori di Oasi Cana. “Abbiamo percepito l’impotenza dei genitori e capito che non si poteva restare a guardare. Il desiderio di carità ci ha spinti a cercare un volontariato strutturato che durasse nel tempo.” Da lì nasce l’esigenza di un impegno stabile e strutturato. L’11 novembre 1985 prende forma la “Comunità Cana”, ispirata al Vangelo delle nozze di Cana, segno di una fede capace di trasformare la mancanza in dono.

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