Repubblica Democratica del Congo | Speranza nelle difficoltà

Foto di Rodrigue Bidubula
Dal nostro inviato in RdC: in vista della beatificazione di Floribert Bwana Chui, il vescovo Willy Ngumbi invita i giovani di Goma a resistere alla crisi
Da quando è caduta nelle mani dei ribelli di M23, lo scorso gennaio, la città di Goma, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, sta attraversando un periodo particolarmente difficile. Con una persistente crisi di sicurezza, il collasso economico locale e la paralisi dovuta alla chiusura delle banche, dell’aeroporto e di altri servizi essenziali, la popolazione vive nell’angoscia quotidiana.
Eppure, in mezzo a questo sconvolgimento, sta emergendo un messaggio di speranza e di resilienza, portato da voci come quella di Mons. Willy Ngumbi, vescovo di Goma.
“La situazione in cui ci troviamo è tragica”, ha detto il vescovo con emozione. Le sue parole riflettono la sofferenza di un popolo che deve affrontare la costante insicurezza causata dai gruppi armati attivi nella regione. I ripetuti attacchi, gli sfollamenti forzati, la perdita di vite umane e l’onnipresente paura hanno avuto un effetto duraturo sul tessuto sociale di questa città un tempo vivace.
A questa crisi di sicurezza, si aggiunge una crisi economica che rende la situazione ancora più precaria per gli abitanti. La chiusura delle banche sta privando i cittadini dell’accesso ai loro risparmi, rendendo difficile, se non impossibile, l’acquisto di beni di prima necessità. L’interruzione del traffico aereo impedisce il commercio e la consegna degli aiuti umanitari e isola ulteriormente la popolazione.
Goma, già duramente colpita, sembra tagliata fuori dal resto del Paese e dal mondo.
Di fronte a queste difficoltà, molti avrebbero potuto sprofondare nella disperazione. Invece, uno slancio di fede continua a sostenere la popolazione. Il vescovo Willy Ngumbi ha sottolineato la resilienza dei giovani: “Penso a tutti i giovani di Goma che, nonostante la paura che stanno vivendo, nonostante la perdita dei loro amici, non perdono la speranza”. Queste parole rispecchiano la realtà di una gioventù che è stata martoriata ma che è determinata a non arrendersi al destino.
Questo coraggio, seppur discreto, è evidente ogni giorno nei piccoli gesti di fraternità, nelle opere di misericordia in cui si realizza, in modi diversi, la prossimità e attraverso le quali la popolazione impara a condividere e ad aiutarsi a vicenda, nel desiderio di camminare insieme.
Le scuole cercano di funzionare al meglio, le chiese restano aperte per accogliere i fedeli in cerca di conforto e le ONG locali fanno del loro meglio per rispondere ai bisogni più urgenti, nonostante le loro scarse risorse.
“Abbiamo la speranza che, con l’aiuto del Signore, riusciremo a superare questa situazione”, dice il vescovo.

Per molti, la fede rimane un’ancora nella tempesta. Permette loro di resistere quando tutto sembra crollare. Per alcuni è anche una fonte di motivazione ad agire, ad aiutare i vicini, a ricominciare dopo aver perso il lavoro o una persona cara in questa guerra, e a continuare a credere in giorni migliori.
Nell’invitare i giovani ad essere resilienti, il vescovo ha portato l’esempio di Floribert Bwana Chui (un giovane di Goma), che sarà beatificato a Roma domenica prossima, 15 giugno: “Come Floribert Bwana Chui, non abbiamo paura di testimoniare la nostra fede. I giovani di oggi non devono trascurare tutto ciò che ha a che fare con la morale. È vero che abbiamo perso molti giovani, ma non perdiamoci d’animo come ha fatto Floribert Bwana Chui, sempre per il bene di tutti, il bene comune, il bene del popolo congolese, il bene della gente di Goma”, ha detto il vescovo Willy Ngumbi.
La situazione a Goma è critica e la comunità internazionale non può più chiudere gli occhi. Ma al di là degli appelli di aiuto, è la dignità di un popolo che resiste in mezzo al caos a suscitare ammirazione. E finché ci sarà speranza, ci sarà un futuro da ricostruire.
Immagini
- Foto di Rodrigue Bidubula
Dal nostro inviato in RdC: in vista della beatificazione di Floribert Bwana Chui, il vescovo Willy Ngumbi invita i giovani di Goma a resistere alla crisi
Da quando è caduta nelle mani dei ribelli di M23, lo scorso gennaio, la città di Goma, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, sta attraversando un periodo particolarmente difficile. Con una persistente crisi di sicurezza, il collasso economico locale e la paralisi dovuta alla chiusura delle banche, dell’aeroporto e di altri servizi essenziali, la popolazione vive nell’angoscia quotidiana.
Eppure, in mezzo a questo sconvolgimento, sta emergendo un messaggio di speranza e di resilienza, portato da voci come quella di Mons. Willy Ngumbi, vescovo di Goma.
“La situazione in cui ci troviamo è tragica”, ha detto il vescovo con emozione. Le sue parole riflettono la sofferenza di un popolo che deve affrontare la costante insicurezza causata dai gruppi armati attivi nella regione. I ripetuti attacchi, gli sfollamenti forzati, la perdita di vite umane e l’onnipresente paura hanno avuto un effetto duraturo sul tessuto sociale di questa città un tempo vivace.
A questa crisi di sicurezza, si aggiunge una crisi economica che rende la situazione ancora più precaria per gli abitanti. La chiusura delle banche sta privando i cittadini dell’accesso ai loro risparmi, rendendo difficile, se non impossibile, l’acquisto di beni di prima necessità. L’interruzione del traffico aereo impedisce il commercio e la consegna degli aiuti umanitari e isola ulteriormente la popolazione.
Goma, già duramente colpita, sembra tagliata fuori dal resto del Paese e dal mondo.
Di fronte a queste difficoltà, molti avrebbero potuto sprofondare nella disperazione. Invece, uno slancio di fede continua a sostenere la popolazione. Il vescovo Willy Ngumbi ha sottolineato la resilienza dei giovani: “Penso a tutti i giovani di Goma che, nonostante la paura che stanno vivendo, nonostante la perdita dei loro amici, non perdono la speranza”. Queste parole rispecchiano la realtà di una gioventù che è stata martoriata ma che è determinata a non arrendersi al destino.
Questo coraggio, seppur discreto, è evidente ogni giorno nei piccoli gesti di fraternità, nelle opere di misericordia in cui si realizza, in modi diversi, la prossimità e attraverso le quali la popolazione impara a condividere e ad aiutarsi a vicenda, nel desiderio di camminare insieme.
Le scuole cercano di funzionare al meglio, le chiese restano aperte per accogliere i fedeli in cerca di conforto e le ONG locali fanno del loro meglio per rispondere ai bisogni più urgenti, nonostante le loro scarse risorse.
“Abbiamo la speranza che, con l’aiuto del Signore, riusciremo a superare questa situazione”, dice il vescovo.

Per molti, la fede rimane un’ancora nella tempesta. Permette loro di resistere quando tutto sembra crollare. Per alcuni è anche una fonte di motivazione ad agire, ad aiutare i vicini, a ricominciare dopo aver perso il lavoro o una persona cara in questa guerra, e a continuare a credere in giorni migliori.
Nell’invitare i giovani ad essere resilienti, il vescovo ha portato l’esempio di Floribert Bwana Chui (un giovane di Goma), che sarà beatificato a Roma domenica prossima, 15 giugno: “Come Floribert Bwana Chui, non abbiamo paura di testimoniare la nostra fede. I giovani di oggi non devono trascurare tutto ciò che ha a che fare con la morale. È vero che abbiamo perso molti giovani, ma non perdiamoci d’animo come ha fatto Floribert Bwana Chui, sempre per il bene di tutti, il bene comune, il bene del popolo congolese, il bene della gente di Goma”, ha detto il vescovo Willy Ngumbi.
La situazione a Goma è critica e la comunità internazionale non può più chiudere gli occhi. Ma al di là degli appelli di aiuto, è la dignità di un popolo che resiste in mezzo al caos a suscitare ammirazione. E finché ci sarà speranza, ci sarà un futuro da ricostruire.
Immagini
- Foto di Rodrigue Bidubula

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