Oceania, Solomon Islands | Le messe domenicali “piene di vita”

il: 

15 Febbraio 2026

di: 

bambini-oceania_solomons
bambini-oceania_solomons

Foto di suor Anna Maria Gervasoni

Dalle Solomon Islands, la nostra corrispondente suor Anna Maria Gervasoni ci racconta la gioia di celebrare la messa nelle chiese “senza pareti”

Buon anno a tutti! È vero che l’anno è iniziato già da un bel pezzo, ma gli auguri vanno sempre bene. L’anno scorso sono stata in Italia per le feste di Natale ed ogni volta che andavo alla Santa Messa o nelle varie chiese di paese, pensavo alle nostre qui alle Isole Salomone.

Siccome siamo in clima tropicale, le nostre chiese non hanno pareti, sono praticamente tutte aperte e da dentro si può ammirare il panorama marino, montano o cittadino che c’è intorno. Non ci sono le porte, anche se, a volte, vengono messi dei piccoli cancelletti di legno, giusto per bellezza, ma restano sempre aperti.

Potete immaginare che, in queste condizioni, durante la Messa ci sono spesso degli “intrusi” che vengono a partecipare con noi.

Gli uccelli sono i primi ad arrivare e ad unirsi ai canti liturgici. Una volta un pappagallino mi si è appollaiato in testa! Ho fatto un salto e una sorta di danza davanti a tutti, nel tentativo di cacciarlo via, ma non c’era verso. Per fortuna, una ragazza è venuta in mio soccorso e lo ha catturato, anche perché era il suo pappagallino domestico…

Altro tipo di frequentatore di Messe sono i cani che vengono ad accompagnare i loro padroni o che semplicemente gironzolano in parrocchia. Loro di solito si mettono in un angolino o sotto le panche, si nascondono perché i chierichetti amano cacciarli via in malo modo (sì, i chierichetti sono monelli anche qui alle Salomone!).

Dopo la comunione, c’è quasi sempre la benedizione dei bambini, i quali corrono per mettersi in fila davanti al prete e, orgogliosi, chinano la testa sotto la sua mano benedicente. Così anche i loro cagnolini li accompagnano in fila, ma loro ricevono solo gli sguardi corrucciati dei chierichetti!

Ed infine non può mancare lui: il gatto! A dire la verità, nelle Salomone non ci sono poi molti gatti. Forse perché amano stare rifugiati nelle case, alla larga dai cani, tenendola sgombra dai topi, i quali invece pullulano! Tuttavia capita che qualche gattino devoto appaia durante la S. Messa, incurante della presenza dei cani che, dato il luogo, non si permettono di attaccar briga.

Una volta, ho avuto una sorpresa: dal fondo della chiesa avevo visto un posto libero su una bella sedia di plastica proprio sotto il ventilatore a plafoniera (nonostante le chiese siano aperte, il caldo resta sempre in agguato). Quando mi sono avvicinata, pronta a sedermi, ho visto che il posto era già occupato.  Una bella gallina era accovacciata e si godeva la frescura del ventilatore! Delusa, ho dovuto cercarmi un altro posto, chiedendomi se, ora della fine, la gallina avrebbe fatto l’uovo, chiocciando durante la predica.

In molte delle nostre chiese non ci sono le sedie o le panche.  In generale, dove c’è il pavimento di cemento, la gente si siede per terra, dove c’è lo sterrato su bassissime assi di legno o su stuoie fatte di foglie di albero del cocco. Da noi la S. Messa domenicale è l’evento più importante della giornata.

Tutti vi partecipano, indossando il vestito della festa, il più bello, che tengono solo per questo giorno. C’è solo una Messa, al mattino e non si è soddisfatti se non dura almeno due ore! Tutti cantano, vari gruppi si alternano per le danze liturgiche, che, nelle grandi feste, sono anche in costume tradizionale.

L’omelia del sacerdote deve essere almeno di mezz’ora, o la gente direbbe che non ha ricevuto nessun messaggio. Come ho già detto, dopo la comunione c’è la benedizione dei bambini: qui i bambini sono tantissimi, tanto che, a volte, la fila va fino a fuori dalla chiesa e oltre il sagrato!

Il coro accompagna la benedizione con i canti; ne devono tenere pronti sempre almeno quattro o cinque. Dopo la Messa, nessuno corre a casa: ci si ferma, ci si siede sotto gli alberi. I bambini hanno il catechismo e vari gruppi parrocchiali hanno dei brevi incontri, giusto per le novità o per finalizzare le prossime attività. Il parroco intrattiene i parrocchiani con raccomandazioni e una buona parola per tutti. Qualcuno condivide qualche spuntino preparato prima di lasciare casa.

E così si arriva a mezzogiorno e oltre, il tempo di rientrare a casa. Non si mangia a mezzogiorno, nemmeno all’una. Quando si arriva a casa si accende il fuoco, si mette qualcosa nella pentola, si riposa, si chiacchiera, i bambini fanno gli ultimi salti e quando è pronto, qualsivoglia ora sia, si riempie il pancino…

Sarebbe bello riscoprire questa semplicità nelle nostre domeniche. Senza fretta, senza scappare via, per riapprezzare l’importanza di celebrare insieme il dono che noi siamo e che tutto quello che ci circonda è. La Messa non è fatta solo dal prete, ma da tutti noi quando cantiamo la gioia e la speranza che guida le nostre vite nel costruire una comunità che vuole incontrarsi e portare la pace in ogni cuore.

Immagine

  • Foto di suor Anna Maria Gervasoni

Dalle Solomon Islands, la nostra corrispondente suor Anna Maria Gervasoni ci racconta la gioia di celebrare la messa nelle chiese “senza pareti”

Buon anno a tutti! È vero che l’anno è iniziato già da un bel pezzo, ma gli auguri vanno sempre bene. L’anno scorso sono stata in Italia per le feste di Natale ed ogni volta che andavo alla Santa Messa o nelle varie chiese di paese, pensavo alle nostre qui alle Isole Salomone.

Siccome siamo in clima tropicale, le nostre chiese non hanno pareti, sono praticamente tutte aperte e da dentro si può ammirare il panorama marino, montano o cittadino che c’è intorno. Non ci sono le porte, anche se, a volte, vengono messi dei piccoli cancelletti di legno, giusto per bellezza, ma restano sempre aperti.

Potete immaginare che, in queste condizioni, durante la Messa ci sono spesso degli “intrusi” che vengono a partecipare con noi.

Gli uccelli sono i primi ad arrivare e ad unirsi ai canti liturgici. Una volta un pappagallino mi si è appollaiato in testa! Ho fatto un salto e una sorta di danza davanti a tutti, nel tentativo di cacciarlo via, ma non c’era verso. Per fortuna, una ragazza è venuta in mio soccorso e lo ha catturato, anche perché era il suo pappagallino domestico…

Altro tipo di frequentatore di Messe sono i cani che vengono ad accompagnare i loro padroni o che semplicemente gironzolano in parrocchia. Loro di solito si mettono in un angolino o sotto le panche, si nascondono perché i chierichetti amano cacciarli via in malo modo (sì, i chierichetti sono monelli anche qui alle Salomone!).

Dopo la comunione, c’è quasi sempre la benedizione dei bambini, i quali corrono per mettersi in fila davanti al prete e, orgogliosi, chinano la testa sotto la sua mano benedicente. Così anche i loro cagnolini li accompagnano in fila, ma loro ricevono solo gli sguardi corrucciati dei chierichetti!

Ed infine non può mancare lui: il gatto! A dire la verità, nelle Salomone non ci sono poi molti gatti. Forse perché amano stare rifugiati nelle case, alla larga dai cani, tenendola sgombra dai topi, i quali invece pullulano! Tuttavia capita che qualche gattino devoto appaia durante la S. Messa, incurante della presenza dei cani che, dato il luogo, non si permettono di attaccar briga.

Una volta, ho avuto una sorpresa: dal fondo della chiesa avevo visto un posto libero su una bella sedia di plastica proprio sotto il ventilatore a plafoniera (nonostante le chiese siano aperte, il caldo resta sempre in agguato). Quando mi sono avvicinata, pronta a sedermi, ho visto che il posto era già occupato.  Una bella gallina era accovacciata e si godeva la frescura del ventilatore! Delusa, ho dovuto cercarmi un altro posto, chiedendomi se, ora della fine, la gallina avrebbe fatto l’uovo, chiocciando durante la predica.

In molte delle nostre chiese non ci sono le sedie o le panche.  In generale, dove c’è il pavimento di cemento, la gente si siede per terra, dove c’è lo sterrato su bassissime assi di legno o su stuoie fatte di foglie di albero del cocco. Da noi la S. Messa domenicale è l’evento più importante della giornata.

Tutti vi partecipano, indossando il vestito della festa, il più bello, che tengono solo per questo giorno. C’è solo una Messa, al mattino e non si è soddisfatti se non dura almeno due ore! Tutti cantano, vari gruppi si alternano per le danze liturgiche, che, nelle grandi feste, sono anche in costume tradizionale.

L’omelia del sacerdote deve essere almeno di mezz’ora, o la gente direbbe che non ha ricevuto nessun messaggio. Come ho già detto, dopo la comunione c’è la benedizione dei bambini: qui i bambini sono tantissimi, tanto che, a volte, la fila va fino a fuori dalla chiesa e oltre il sagrato!

Il coro accompagna la benedizione con i canti; ne devono tenere pronti sempre almeno quattro o cinque. Dopo la Messa, nessuno corre a casa: ci si ferma, ci si siede sotto gli alberi. I bambini hanno il catechismo e vari gruppi parrocchiali hanno dei brevi incontri, giusto per le novità o per finalizzare le prossime attività. Il parroco intrattiene i parrocchiani con raccomandazioni e una buona parola per tutti. Qualcuno condivide qualche spuntino preparato prima di lasciare casa.

E così si arriva a mezzogiorno e oltre, il tempo di rientrare a casa. Non si mangia a mezzogiorno, nemmeno all’una. Quando si arriva a casa si accende il fuoco, si mette qualcosa nella pentola, si riposa, si chiacchiera, i bambini fanno gli ultimi salti e quando è pronto, qualsivoglia ora sia, si riempie il pancino…

Sarebbe bello riscoprire questa semplicità nelle nostre domeniche. Senza fretta, senza scappare via, per riapprezzare l’importanza di celebrare insieme il dono che noi siamo e che tutto quello che ci circonda è. La Messa non è fatta solo dal prete, ma da tutti noi quando cantiamo la gioia e la speranza che guida le nostre vite nel costruire una comunità che vuole incontrarsi e portare la pace in ogni cuore.

Immagine

  • Foto di suor Anna Maria Gervasoni
bambini-oceania_solomons
bambini-oceania_solomons

Foto di suor Anna Maria Gervasoni

CONDIVIDI