Perù | Riconoscere Gesù nei fratelli

Foto di Anuja Tilj su Unsplash
Dalla periferia di Lima, don Roberto descrive i due volti della città: il contrasto tra la povertà e la ricchezza
(di don Roberto Seregni)
In questi anni di missione in Perù, sono stato tristemente costretto, dalla vita e dai fatti quotidiani, ad imparare a riconoscere Gesù negli innumerevoli fratelli e sorelle crocifissi che abitano all’immensa periferia nord di Lima.
Come in tutte le megalopoli del mondo, anche a Lima colpisce uno sfacciato contrasto fra le opportunità e le risorse in diverse classi sociali della popolazione. In una recente statistica, più del 70% degli abitanti della capitale afferma che la disuguaglianza sociale tra poveri e ricchi e molto grave.
Senza andare a scomodare i quartieri a cinque stelle della nuova elite peruviana, rimanendo dentro i confini della mia parrocchia – che abbraccia due enormi fette due immensi distretti della periferia – è evidente e scandalosa la disuguaglianza tra i ricchi e poveri.
Da un lato della strada, casette eleganti con praticelli ben curati, piscina condominiale, guardia armata ai cancelli; dall’altra, casupole di mattoni di fango e lamiera, senza acqua potabile e fognatura, senza accesso ai servizi sanitari di base, senza titolo di proprietà dei terreni occupati.
Più del 30% della popolazione vive in una situazione di estrema povertà e più del 70% sopravvive grazie ai lavori occasionali informali.
Negli ultimi anni, purtroppo, sembra che la disuguaglianza si stia accentuando. Penso per esempio al tema dell’istruzione.
In Perù esistono le scuole statali per i poveri e le scuole private per la classe media e alta.
In questi 10 anni che vivo a Carabayllo, la popolazione è cresciuta enormemente e parallelamente sono comparse numerose scuole private. Ma sulle scuole statali non è stato fatto nessun investimento. Davanti alla casa parrocchiale si trova uno dei collegi statali più grandi del distretto. Durante i giorni dell’iscrizioni, le mamme e papà si turnano in coda di notte e di giorno fuori dalla scuola per assicurarsi un posto per i loro figli. Resta altissimo il tasso di analfabetismo e l’abbandono degli studi.
Fonte
- “Guarderanno verso Colui che hanno trafitto” (Diocesi di Como – 2024), p. 50.
Immagine
- Foto di Anuja Tilj su Unsplash
Dalla periferia di Lima, don Roberto descrive i due volti della città: il contrasto tra la povertà e la ricchezza
(di don Roberto Seregni)
In questi anni di missione in Perù, sono stato tristemente costretto, dalla vita e dai fatti quotidiani, ad imparare a riconoscere Gesù negli innumerevoli fratelli e sorelle crocifissi che abitano all’immensa periferia nord di Lima.
Come in tutte le megalopoli del mondo, anche a Lima colpisce uno sfacciato contrasto fra le opportunità e le risorse in diverse classi sociali della popolazione. In una recente statistica, più del 70% degli abitanti della capitale afferma che la disuguaglianza sociale tra poveri e ricchi e molto grave.
Senza andare a scomodare i quartieri a cinque stelle della nuova elite peruviana, rimanendo dentro i confini della mia parrocchia – che abbraccia due enormi fette due immensi distretti della periferia – è evidente e scandalosa la disuguaglianza tra i ricchi e poveri.
Da un lato della strada, casette eleganti con praticelli ben curati, piscina condominiale, guardia armata ai cancelli; dall’altra, casupole di mattoni di fango e lamiera, senza acqua potabile e fognatura, senza accesso ai servizi sanitari di base, senza titolo di proprietà dei terreni occupati.
Più del 30% della popolazione vive in una situazione di estrema povertà e più del 70% sopravvive grazie ai lavori occasionali informali.
Negli ultimi anni, purtroppo, sembra che la disuguaglianza si stia accentuando. Penso per esempio al tema dell’istruzione.
In Perù esistono le scuole statali per i poveri e le scuole private per la classe media e alta.
In questi 10 anni che vivo a Carabayllo, la popolazione è cresciuta enormemente e parallelamente sono comparse numerose scuole private. Ma sulle scuole statali non è stato fatto nessun investimento. Davanti alla casa parrocchiale si trova uno dei collegi statali più grandi del distretto. Durante i giorni dell’iscrizioni, le mamme e papà si turnano in coda di notte e di giorno fuori dalla scuola per assicurarsi un posto per i loro figli. Resta altissimo il tasso di analfabetismo e l’abbandono degli studi.
Fonte
- “Guarderanno verso Colui che hanno trafitto” (Diocesi di Como – 2024), p. 50.
Immagine
- Foto di Anuja Tilj su Unsplash

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