Gesù chiama “miei fratelli” quanti lo hanno tradito

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9 Aprile 2026

di: 

perdonare le offese-qu
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Illustrazione di suor Marie-Anastasia Carré (Communauté des Béatitudes)

Dal Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci sull’annuncio e sull’opera di misericordia “perdonare le offese ricevute”

Dal Vangelo del lunedì di Pasqua, due cose hanno attirato la mia attenzione. Alle donne Gesù affida il compito di essere annunciatrici della Resurrezione.

Non saranno i discepoli maschi a contemplare immediatamente la gloria della Resurrezione, ma le donne, la cui testimonianza valeva molto poco allora. Ma senza la testimonianza delle donne, non avremmo la testimonianza della Resurrezione!

Ci mostra l’importanza delle donne nella vita ecclesiale e ci spinge a chiederci qual è il ruolo delle donne oggi nelle nostre comunità cristiane.

Con tutto il cuore grazie a tutte le donne che ogni giorno e concretamente, con la loro vita, continuano ad annunciare che Cristo vive!

La seconda: alle donne Gesù dice: «Andate a dire ai miei fratelli di andare in Galilea. Mi vedranno lì». Gesù chiama “miei fratelli” quanti lo hanno tradito, negato, abbandonato nell’ora più drammatica.

L’errore, il peccato, non può essere l’ultima parola perché l’ultima parola è sempre la vita e il sogno di un mondo nuovo, dove tutti viviamo come fratelli e sorelle.

La Galilea indica ciò che possiamo bene tradurre con “periferie esistenziali e geografiche”. È lì che rivedremo il Signore Risorto: in ogni persona impoverita, oppressa, nessuna, discriminata, emarginata, in ogni uomo e donna di buona volontà che lotta instancabilmente per un mondo migliore, cercando la pace, la giustizia e l’integrità della creazione.

Caro fratello, cara sorella: non dimenticare mai che Cristo vive e ti vuole vivo/a!

Immagine

  • Illustrazione di suor Marie-Anastasia Carré (Communauté des Béatitudes)

Dal Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci sull’annuncio e sull’opera di misericordia “perdonare le offese ricevute”

Dal Vangelo del lunedì di Pasqua, due cose hanno attirato la mia attenzione. Alle donne Gesù affida il compito di essere annunciatrici della Resurrezione.

Non saranno i discepoli maschi a contemplare immediatamente la gloria della Resurrezione, ma le donne, la cui testimonianza valeva molto poco allora. Ma senza la testimonianza delle donne, non avremmo la testimonianza della Resurrezione!

Ci mostra l’importanza delle donne nella vita ecclesiale e ci spinge a chiederci qual è il ruolo delle donne oggi nelle nostre comunità cristiane.

Con tutto il cuore grazie a tutte le donne che ogni giorno e concretamente, con la loro vita, continuano ad annunciare che Cristo vive!

La seconda: alle donne Gesù dice: «Andate a dire ai miei fratelli di andare in Galilea. Mi vedranno lì». Gesù chiama “miei fratelli” quanti lo hanno tradito, negato, abbandonato nell’ora più drammatica.

L’errore, il peccato, non può essere l’ultima parola perché l’ultima parola è sempre la vita e il sogno di un mondo nuovo, dove tutti viviamo come fratelli e sorelle.

La Galilea indica ciò che possiamo bene tradurre con “periferie esistenziali e geografiche”. È lì che rivedremo il Signore Risorto: in ogni persona impoverita, oppressa, nessuna, discriminata, emarginata, in ogni uomo e donna di buona volontà che lotta instancabilmente per un mondo migliore, cercando la pace, la giustizia e l’integrità della creazione.

Caro fratello, cara sorella: non dimenticare mai che Cristo vive e ti vuole vivo/a!

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  • Illustrazione di suor Marie-Anastasia Carré (Communauté des Béatitudes)
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Illustrazione di suor Marie-Anastasia Carré (Communauté des Béatitudes)

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