Beato Giordano di Sassonia

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13 Febbraio 2025

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Beato Giordano di Sassonia
Beato Giordano di Sassonia

Beato Giordano di Sassonia

Beato Giordano di Sassonia: Il Grande Reclutatore e la Dolcezza della Parola

Nome

Beato Giordano di Sassonia

Titolo

Domenicano

Nascita

1175 circa, Westfalia, Germania

Morte

13 febbraio 1237, Sconosciuto

Ricorrenza

13 febbraio

Beatificazione

1826, Roma, papa Leone XII

Martirologio Romano

Vicino a Tolemaide, oggi Akko, in Palestina, transito del beato Giordano di Sassonia, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, successore di san Domenico e suo imitatore, propagò con grandissimo impegno l’Ordine e morì in un naufragio.

 

Il Santo e la missione

La missione del Beato Giordano di Sassonia è intrinsecamente legata all’espansione e al consolidamento dell’Ordine Domenicano. Succeduto a San Domenico come Maestro Generale, la sua missione non fu solo amministrativa, ma profondamente carismatica. Dotato di una dialettica irresistibile e di una cultura vastissima, Giordano viaggiò instancabilmente tra le università di tutta Europa, da Parigi a Bologna, con l’obiettivo di attirare i giovani alla vita religiosa. La sua missione fu quella di coniugare lo studio accademico con la predicazione apostolica, rendendo l’Ordine un punto di riferimento per l’intelligenza del tempo. Si dice che la sua parola fosse così infiammata e dolce che i padri cercavano di nascondere i figli quando lui passava, per timore che li “rapisse” per l’Ordine. Sotto la sua guida, i domenicani crebbero esponenzialmente, passando da poche decine a migliaia di frati. Giordano intese la sua missione come una cura costante per le anime dei predicatori: scrisse il Libellus de principiis, la prima storia dell’Ordine, per mantenere viva la memoria del fondatore e assicurare che la missione di “annunciare il Vangelo ovunque” rimanesse pura e ardente.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia, nel Beato Giordano, si esprimeva attraverso una tenerezza umana straordinaria, spesso definita “dolcezza domenicana”. Nonostante il suo ruolo di comando, egli trattava i confratelli e chiunque incontrasse con una compassione profonda, ascoltando le fatiche spirituali di ciascuno. La sua misericordia non era solo un sentimento, ma un’azione educativa: incoraggiava i giovani frati nei momenti di dubbio e consolava le monache domenicane (celebre è il suo epistolario spirituale con la Beata Diana degli Andalò) con parole di speranza e amore divino. Egli vedeva nella predicazione stessa l’atto supremo di misericordia: liberare le menti dall’errore e i cuori dalla disperazione attraverso la Verità. Si racconta che fosse così generoso da donare i propri abiti ai poveri e che la sua porta fosse sempre aperta a chiunque cercasse consiglio. La sua misericordia era una misericordia dell’ascolto e dell’amicizia, ricordandoci che la santità passa attraverso la capacità di farsi prossimi, con umiltà e calore, alla fragilità del prossimo, portando il balsamo della Parola di Dio nelle ferite del mondo.

Agiografia

Il Beato Giordano di Sassonia fu eletto Maestro Generale dell’Ordine dei Domenicani nel Capitolo Generale del 1222 succedendo a San Domenico Guzman e appena due anni dopo aver ricevuto l’abito…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

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Nome

Beato Giordano di Sassonia

Titolo

Domenicano

Nascita

1175 circa, Westfalia, Germania

Morte

13 febbraio 1237, Sconosciuto

Ricorrenza

13 febbraio

Beatificazione

1826, Roma, papa Leone XII

Martirologio Romano

Vicino a Tolemaide, oggi Akko, in Palestina, transito del beato Giordano di Sassonia, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, successore di san Domenico e suo imitatore, propagò con grandissimo impegno l’Ordine e morì in un naufragio.

 

Il Santo e la missione

La missione del Beato Giordano di Sassonia è intrinsecamente legata all’espansione e al consolidamento dell’Ordine Domenicano. Succeduto a San Domenico come Maestro Generale, la sua missione non fu solo amministrativa, ma profondamente carismatica. Dotato di una dialettica irresistibile e di una cultura vastissima, Giordano viaggiò instancabilmente tra le università di tutta Europa, da Parigi a Bologna, con l’obiettivo di attirare i giovani alla vita religiosa. La sua missione fu quella di coniugare lo studio accademico con la predicazione apostolica, rendendo l’Ordine un punto di riferimento per l’intelligenza del tempo. Si dice che la sua parola fosse così infiammata e dolce che i padri cercavano di nascondere i figli quando lui passava, per timore che li “rapisse” per l’Ordine. Sotto la sua guida, i domenicani crebbero esponenzialmente, passando da poche decine a migliaia di frati. Giordano intese la sua missione come una cura costante per le anime dei predicatori: scrisse il Libellus de principiis, la prima storia dell’Ordine, per mantenere viva la memoria del fondatore e assicurare che la missione di “annunciare il Vangelo ovunque” rimanesse pura e ardente.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia, nel Beato Giordano, si esprimeva attraverso una tenerezza umana straordinaria, spesso definita “dolcezza domenicana”. Nonostante il suo ruolo di comando, egli trattava i confratelli e chiunque incontrasse con una compassione profonda, ascoltando le fatiche spirituali di ciascuno. La sua misericordia non era solo un sentimento, ma un’azione educativa: incoraggiava i giovani frati nei momenti di dubbio e consolava le monache domenicane (celebre è il suo epistolario spirituale con la Beata Diana degli Andalò) con parole di speranza e amore divino. Egli vedeva nella predicazione stessa l’atto supremo di misericordia: liberare le menti dall’errore e i cuori dalla disperazione attraverso la Verità. Si racconta che fosse così generoso da donare i propri abiti ai poveri e che la sua porta fosse sempre aperta a chiunque cercasse consiglio. La sua misericordia era una misericordia dell’ascolto e dell’amicizia, ricordandoci che la santità passa attraverso la capacità di farsi prossimi, con umiltà e calore, alla fragilità del prossimo, portando il balsamo della Parola di Dio nelle ferite del mondo.

Agiografia

Il Beato Giordano di Sassonia fu eletto Maestro Generale dell’Ordine dei Domenicani nel Capitolo Generale del 1222 succedendo a San Domenico Guzman e appena due anni dopo aver ricevuto l’abito…

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