Sabato Santo

Sabato Santo-La discesa agli inferi
Sabato Santo: Il Silenzio di Dio e la Vittoria negli Abissi
Nome
Sabato Santo
Titolo
La discesa agli inferi
Martirologio
edizione 2004
Il Santo e la missione
La missione di Gesù nel Sabato Santo è una missione di liberazione sotterranea e definitiva. Mentre sulla terra regna il silenzio del sepolcro, nello spirito Cristo compie l’ultimo atto della sua discesa: Egli scende negli inferi (lo Sheol), non come prigioniero, ma come vincitore. La Sua missione in questo giorno è andare a cercare il “primo padre”, Adamo, e con lui tutta l’umanità decaduta che attendeva la luce da secoli. È la missione del Pastore che cerca la pecora perduta nelle viscere della terra. Gesù scende a spezzare le sbarre di ferro e a sciogliere le catene della morte. La Sua missione nel Sabato Santo ci insegna che non esiste luogo, per quanto oscuro o profondo, dove la grazia di Dio non possa arrivare. Egli abita il vuoto dell’assenza per riempirlo della Sua presenza, trasformando il regno delle ombre nel vestibolo della risurrezione. È il giorno in cui la missione diventa “attesa operosa”: il seme è nella terra, pronto a germogliare per la salvezza di ogni generazione passata, presente e futura.
Il Santo e le opere di misericordia
La misericordia del Sabato Santo è la misericordia dell’ultima spiaggia, quella che non si arrende nemmeno davanti alla tomba chiusa. È la misericordia che “scende” per sollevare. In questa discesa agli inferi, Cristo tende la mano ad Adamo ed Eva, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, io non ti ho creato perché rimanessi prigioniero dell’inferno”. È l’abbraccio di Dio che raggiunge chi era lontano, chi si sentiva perduto e dimenticato dal tempo. Questa misericordia si manifesta come solidarietà totale con i morti. Gesù condivide l’esperienza estrema dell’essere umano — la fine della vita — per trasfigurarla dall’interno. Il Sabato Santo ci rivela che la misericordia di Dio è paziente: essa lavora nel silenzio, nell’oscurità del sabato, quando tutto sembra perduto. È la carezza di Dio che rassicura chi ha paura del buio: “Io sono qui con te”. In questo giorno, impariamo che la misericordia non è solo perdono dei peccati, ma è la forza divina che ci prende per mano e ci trascina fuori dal fango della disperazione verso la luce radiosa della Pasqua che sta per sorgere.
Agiografia
Il terzo giorno del Triduo Pasquale è il Sabato santo, che commemora la discesa agli inferi di Nostro Signore Gesù. Gesù vi resta per un breve tempo, compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo, liberando le anime dei buoni e giusti morti prima di lui e aprendo loro le porte del Paradiso…
Fonte dell’articolo e immagini
Sabato Santo: Il Silenzio di Dio e la Vittoria negli Abissi
Nome
Sabato Santo
Titolo
La discesa agli inferi
Martirologio
edizione 2004
Il Santo e la missione
La missione di Gesù nel Sabato Santo è una missione di liberazione sotterranea e definitiva. Mentre sulla terra regna il silenzio del sepolcro, nello spirito Cristo compie l’ultimo atto della sua discesa: Egli scende negli inferi (lo Sheol), non come prigioniero, ma come vincitore. La Sua missione in questo giorno è andare a cercare il “primo padre”, Adamo, e con lui tutta l’umanità decaduta che attendeva la luce da secoli. È la missione del Pastore che cerca la pecora perduta nelle viscere della terra. Gesù scende a spezzare le sbarre di ferro e a sciogliere le catene della morte. La Sua missione nel Sabato Santo ci insegna che non esiste luogo, per quanto oscuro o profondo, dove la grazia di Dio non possa arrivare. Egli abita il vuoto dell’assenza per riempirlo della Sua presenza, trasformando il regno delle ombre nel vestibolo della risurrezione. È il giorno in cui la missione diventa “attesa operosa”: il seme è nella terra, pronto a germogliare per la salvezza di ogni generazione passata, presente e futura.
Il Santo e le opere di misericordia
La misericordia del Sabato Santo è la misericordia dell’ultima spiaggia, quella che non si arrende nemmeno davanti alla tomba chiusa. È la misericordia che “scende” per sollevare. In questa discesa agli inferi, Cristo tende la mano ad Adamo ed Eva, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, io non ti ho creato perché rimanessi prigioniero dell’inferno”. È l’abbraccio di Dio che raggiunge chi era lontano, chi si sentiva perduto e dimenticato dal tempo. Questa misericordia si manifesta come solidarietà totale con i morti. Gesù condivide l’esperienza estrema dell’essere umano — la fine della vita — per trasfigurarla dall’interno. Il Sabato Santo ci rivela che la misericordia di Dio è paziente: essa lavora nel silenzio, nell’oscurità del sabato, quando tutto sembra perduto. È la carezza di Dio che rassicura chi ha paura del buio: “Io sono qui con te”. In questo giorno, impariamo che la misericordia non è solo perdono dei peccati, ma è la forza divina che ci prende per mano e ci trascina fuori dal fango della disperazione verso la luce radiosa della Pasqua che sta per sorgere.
Agiografia
Il terzo giorno del Triduo Pasquale è il Sabato santo, che commemora la discesa agli inferi di Nostro Signore Gesù. Gesù vi resta per un breve tempo, compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo, liberando le anime dei buoni e giusti morti prima di lui e aprendo loro le porte del Paradiso…
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Sabato Santo-La discesa agli inferi



