San Giuseppe Allamano

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16 Febbraio 2025

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San Giuseppe Allamano-santo della misericordia
San Giuseppe Allamano-santo della misericordia

San Giuseppe Allamano-santo della misericordia

San Giuseppe Allamano: Il Formatore di Apostoli e il Fondatore dei Missionari della Consolata

Nome

San Giuseppe Allamano

Titolo

Presbitero e fondatore

Nascita

21 gennaio 1851, Castelnuovo d’Asti

Morte

16 febbraio 1926, Torino

Ricorrenza

16 febbraio

Martirologio

edizione 2004

Beatificazione

7 ottobre 1990, Roma, papa Giovanni Paolo II

Canonizzazione

20 ottobre 2024, Piazza San Pietro, Roma, Papa Francesco

 

Preghiera

Ti ringraziamo, o Dio, di avere suscitato nella Chiesa il Beato Giuseppe Allamano, testimone della tua bontà, formatore di sacerdoti e padre di missionari per l’annuncio del vangelo alle genti. Concedi a noi i favori che ti chiediamo per intercessione del tuo fedel servo, dispensatore in terra della consolazione di Maria. E fa che il suo esempio ci sproni a cercare te sopra ogni cosa e il bene dei fratelli. Amen.

Martirologio Romano

A Torino, beato Giuseppe Allamano, sacerdote, che, animato da instancabile zelo, fondò due Congregazioni delle Missioni della Consolata, l’una maschile e l’altra femminile, per la diffusione della fede.

 

Il Santo e la missione

La missione di San Giuseppe Allamano è racchiusa in una visione profonda: “prima santi e poi missionari”. Nonostante la salute fragile gli impedisse di partire personalmente per le terre di missione, egli fece del Santuario della Consolata a Torino il centro di irradiazione di un’evangelizzazione globale. La sua missione fu quella di formare i cuori: comprese che per portare Cristo nel mondo non bastava l’entusiasmo, ma serviva una solida preparazione spirituale, culturale e umana. Fondando i Missionari e le Missionarie della Consolata, egli rispose a un grido di aiuto che giungeva da lontano, in particolare dall’Africa. Egli interpretò la missione come un servizio di carità integrale. Non si trattava solo di battezzare, ma di promuovere la dignità umana attraverso l’istruzione, la sanità e la giustizia sociale. Allamano insegnava ai suoi missionari a essere “canali” e non “serbatoi” della grazia divina: tutto ciò che ricevevano doveva fluire verso gli altri. La sua missione fu quella di unire la contemplazione tipica del clero torinese con l’azione dinamica dell’apostolato universale, rendendo la Chiesa una madre attenta alle periferie geografiche ed esistenziali.

Il Santo e le opere di misericordia

Per San Giuseppe Allamano, la misericordia era lo stile distintivo del missionario, che doveva agire con “dolcezza, umiltà e pazienza”. Egli vedeva nella misericordia non un atto isolato, ma una disposizione costante dell’anima. Come rettore e confessore, esercitò una misericordia dell’ascolto, accogliendo migliaia di persone e guidandole con paterna fermezza verso la pace interiore. La sua misericordia si traduceva nel concetto di “bene fatto bene”: agire con precisione e amore, perché il prossimo merita il meglio della nostra dedizione. La misericordia di Allamano si estendeva oltre i confini visibili della sua diocesi. Egli sentiva una profonda compassione per quei popoli che non avevano ancora conosciuto il volto di Dio, e considerava la missione stessa come l’opera di misericordia più alta: donare la Verità che libera. Questa misericordia “senza frontiere” lo spinse a sfidare le difficoltà burocratiche e le fatiche del suo tempo per garantire che la consolazione di Dio raggiungesse ogni creatura. Egli ci insegna che la misericordia è un fuoco che, una volta acceso nel cuore, non può fare a meno di propagarsi per scaldare chi vive nel freddo dell’abbandono.

Agiografia

Nella seconda metà dell’Ottocento Torino è una città di santi. Il beato Giuseppe Allamano (1851-1926) ebbe come zio san Giuseppe Cafasso e come insegnante san Giovanni Bosco, che lo invitò a entrare nell’istituto che stava fondando. Giuseppe, però, si sente attratto dalla vita diocesana e sceglie il seminario. Ha pietà profonda, è uno studente diligente, ma la salute è precaria…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

San Giuseppe Allamano: Il Formatore di Apostoli e il Fondatore dei Missionari della Consolata

Nome

San Giuseppe Allamano

Titolo

Presbitero e fondatore

Nascita

21 gennaio 1851, Castelnuovo d’Asti

Morte

16 febbraio 1926, Torino

Ricorrenza

16 febbraio

Martirologio

edizione 2004

Beatificazione

7 ottobre 1990, Roma, papa Giovanni Paolo II

Canonizzazione

20 ottobre 2024, Piazza San Pietro, Roma, Papa Francesco

 

Preghiera

Ti ringraziamo, o Dio, di avere suscitato nella Chiesa il Beato Giuseppe Allamano, testimone della tua bontà, formatore di sacerdoti e padre di missionari per l’annuncio del vangelo alle genti. Concedi a noi i favori che ti chiediamo per intercessione del tuo fedel servo, dispensatore in terra della consolazione di Maria. E fa che il suo esempio ci sproni a cercare te sopra ogni cosa e il bene dei fratelli. Amen.

Martirologio Romano

A Torino, beato Giuseppe Allamano, sacerdote, che, animato da instancabile zelo, fondò due Congregazioni delle Missioni della Consolata, l’una maschile e l’altra femminile, per la diffusione della fede.

 

Il Santo e la missione

La missione di San Giuseppe Allamano è racchiusa in una visione profonda: “prima santi e poi missionari”. Nonostante la salute fragile gli impedisse di partire personalmente per le terre di missione, egli fece del Santuario della Consolata a Torino il centro di irradiazione di un’evangelizzazione globale. La sua missione fu quella di formare i cuori: comprese che per portare Cristo nel mondo non bastava l’entusiasmo, ma serviva una solida preparazione spirituale, culturale e umana. Fondando i Missionari e le Missionarie della Consolata, egli rispose a un grido di aiuto che giungeva da lontano, in particolare dall’Africa. Egli interpretò la missione come un servizio di carità integrale. Non si trattava solo di battezzare, ma di promuovere la dignità umana attraverso l’istruzione, la sanità e la giustizia sociale. Allamano insegnava ai suoi missionari a essere “canali” e non “serbatoi” della grazia divina: tutto ciò che ricevevano doveva fluire verso gli altri. La sua missione fu quella di unire la contemplazione tipica del clero torinese con l’azione dinamica dell’apostolato universale, rendendo la Chiesa una madre attenta alle periferie geografiche ed esistenziali.

Il Santo e le opere di misericordia

Per San Giuseppe Allamano, la misericordia era lo stile distintivo del missionario, che doveva agire con “dolcezza, umiltà e pazienza”. Egli vedeva nella misericordia non un atto isolato, ma una disposizione costante dell’anima. Come rettore e confessore, esercitò una misericordia dell’ascolto, accogliendo migliaia di persone e guidandole con paterna fermezza verso la pace interiore. La sua misericordia si traduceva nel concetto di “bene fatto bene”: agire con precisione e amore, perché il prossimo merita il meglio della nostra dedizione. La misericordia di Allamano si estendeva oltre i confini visibili della sua diocesi. Egli sentiva una profonda compassione per quei popoli che non avevano ancora conosciuto il volto di Dio, e considerava la missione stessa come l’opera di misericordia più alta: donare la Verità che libera. Questa misericordia “senza frontiere” lo spinse a sfidare le difficoltà burocratiche e le fatiche del suo tempo per garantire che la consolazione di Dio raggiungesse ogni creatura. Egli ci insegna che la misericordia è un fuoco che, una volta acceso nel cuore, non può fare a meno di propagarsi per scaldare chi vive nel freddo dell’abbandono.

Agiografia

Nella seconda metà dell’Ottocento Torino è una città di santi. Il beato Giuseppe Allamano (1851-1926) ebbe come zio san Giuseppe Cafasso e come insegnante san Giovanni Bosco, che lo invitò a entrare nell’istituto che stava fondando. Giuseppe, però, si sente attratto dalla vita diocesana e sceglie il seminario. Ha pietà profonda, è uno studente diligente, ma la salute è precaria…

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SantoDelGiorno.it

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