San Giuseppe Maria Tomasi

San Giuseppe Maria Tomasi-santo della misericordia
San Giuseppe Maria Tomasi: Il Cardinale dei Poveri e Maestro della Liturgia
Nome
San Giuseppe Maria Tomasi
Titolo
Cardinale, teatino
Nascita
12 settembre 1649, Licata, Sicilia
Morte
1 gennaio 1713, Roma
Ricorrenza
1 gennaio
Beatificazione
29 dicembre 1803, Roma, papa Pio VII
Canonizzazione
12 ottobre 1986, Roma, papa Giovanni Paolo II
Martirologio Romano
A Roma, san Giuseppe Maria Tomasi, sacerdote dell’Ordine dei Chierici regolari, detti Teatini, e cardinale: nell’ardente desiderio di rinnovare il culto divino, passò quasi tutta la sua vita a ricercare e pubblicare antichi testi e documenti della sacra Liturgia e si adoperò nel catechizzare i fanciulli.
Il Santo e la missione
La missione di San Giuseppe Maria Tomasi è stata un binario perfetto tra culto e cultura. Appartenente alla nobile famiglia dei Tomasi di Lampedusa, egli rinunciò ai titoli feudali e al maggiorascato per farsi teatino, dedicando la vita alla riscoperta delle radici cristiane attraverso la liturgia. La sua non era una ricerca accademica fine a se stessa: egli vedeva nello studio dei testi antichi lo strumento per restituire al popolo la bellezza e la purezza della preghiera ecclesiale. Il suo lavoro è stato profetico, anticipando riforme che la Chiesa avrebbe attuato secoli dopo (come l’uso della lingua volgare o la struttura del Messale). Egli considerava la Liturgia come la “scuola dello Spirito”, convinto che una missione efficace partisse sempre da un incontro ordinato e profondo con Dio nel mistero eucaristico. Come Cardinale, visse la sua nomina non come un onore, ma come un’ulteriore chiamata a servire il Papa e la Chiesa con l’umiltà di un semplice religioso.
Il Santo e le opere di misericordia
Per San Giuseppe Maria Tomasi, la misericordia era uno stile di vita invisibile agli occhi del mondo ma tangibile per chi soffriva. Nonostante la dignità cardinalizia, continuò a vivere in una cella povera, privandosi del superfluo per soccorrere i bisognosi. È celebre il suo gesto di distribuire interamente le rendite del suo “piatto cardinalizio” ai poveri, arrivando a spendere migliaia di scudi in pochi mesi per aiuti caritativi. Egli affermava spesso che “è dovere dei ricchi usare misericordia verso i poveri”, e viveva questa massima con coerenza assoluta. La sua misericordia si manifestava anche nell’istruzione: amava raccogliere i bambini delle strade di Roma per insegnare loro il catechismo, convinto che la prima forma di carità fosse strappare l’anima dall’ignoranza spirituale. La sua era una misericordia della presenza, fatta di ascolto, preghiera e dono totale di sé, vedendo in ogni povero il volto sofferente di Cristo.
Agiografia
Giuseppe Maria Tomasi nacque a Licata in Sicilia il 12 settembre 1649. Era figlio del duca di Palma e principe di Lampedusa e della moglie Maria: avevano già quattro figlie, tutte destinate a farsi suore benedettine nel convento di Palma di Montechiaro, fondato dal padre…
Fonte dell’articolo e immagini
San Giuseppe Maria Tomasi: Il Cardinale dei Poveri e Maestro della Liturgia
Nome
San Giuseppe Maria Tomasi
Titolo
Cardinale, teatino
Nascita
12 settembre 1649, Licata, Sicilia
Morte
1 gennaio 1713, Roma
Ricorrenza
1 gennaio
Beatificazione
29 dicembre 1803, Roma, papa Pio VII
Canonizzazione
12 ottobre 1986, Roma, papa Giovanni Paolo II
Martirologio Romano
A Roma, san Giuseppe Maria Tomasi, sacerdote dell’Ordine dei Chierici regolari, detti Teatini, e cardinale: nell’ardente desiderio di rinnovare il culto divino, passò quasi tutta la sua vita a ricercare e pubblicare antichi testi e documenti della sacra Liturgia e si adoperò nel catechizzare i fanciulli.
Il Santo e la missione
La missione di San Giuseppe Maria Tomasi è stata un binario perfetto tra culto e cultura. Appartenente alla nobile famiglia dei Tomasi di Lampedusa, egli rinunciò ai titoli feudali e al maggiorascato per farsi teatino, dedicando la vita alla riscoperta delle radici cristiane attraverso la liturgia. La sua non era una ricerca accademica fine a se stessa: egli vedeva nello studio dei testi antichi lo strumento per restituire al popolo la bellezza e la purezza della preghiera ecclesiale. Il suo lavoro è stato profetico, anticipando riforme che la Chiesa avrebbe attuato secoli dopo (come l’uso della lingua volgare o la struttura del Messale). Egli considerava la Liturgia come la “scuola dello Spirito”, convinto che una missione efficace partisse sempre da un incontro ordinato e profondo con Dio nel mistero eucaristico. Come Cardinale, visse la sua nomina non come un onore, ma come un’ulteriore chiamata a servire il Papa e la Chiesa con l’umiltà di un semplice religioso.
Il Santo e le opere di misericordia
Per San Giuseppe Maria Tomasi, la misericordia era uno stile di vita invisibile agli occhi del mondo ma tangibile per chi soffriva. Nonostante la dignità cardinalizia, continuò a vivere in una cella povera, privandosi del superfluo per soccorrere i bisognosi. È celebre il suo gesto di distribuire interamente le rendite del suo “piatto cardinalizio” ai poveri, arrivando a spendere migliaia di scudi in pochi mesi per aiuti caritativi. Egli affermava spesso che “è dovere dei ricchi usare misericordia verso i poveri”, e viveva questa massima con coerenza assoluta. La sua misericordia si manifestava anche nell’istruzione: amava raccogliere i bambini delle strade di Roma per insegnare loro il catechismo, convinto che la prima forma di carità fosse strappare l’anima dall’ignoranza spirituale. La sua era una misericordia della presenza, fatta di ascolto, preghiera e dono totale di sé, vedendo in ogni povero il volto sofferente di Cristo.
Agiografia
Giuseppe Maria Tomasi nacque a Licata in Sicilia il 12 settembre 1649. Era figlio del duca di Palma e principe di Lampedusa e della moglie Maria: avevano già quattro figlie, tutte destinate a farsi suore benedettine nel convento di Palma di Montechiaro, fondato dal padre…
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