Santa Giuseppina Bakhita

Santa Giuseppina Bakhita-santa della misericordia
Santa Giuseppina Bakhita: Dalla Schiavitù alla Libertà dei Figli di Dio
Nome
Santa Giuseppina Bakhita
Titolo
Vergine
Nascita
Olglossa, Darfur, Sudan
Morte
8 febbraio 1947, Schio, Vicenza
Ricorrenza
8 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
17 maggio 1992, Roma, papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione
1 ottobre 2000, Roma, papa Giovanni Paolo II
Protettore
delle vittime della tratta
Preghiera
O Dio, Padre di misericordia, che ci hai donato Giuseppina Bakhita quale sorella universale, evangelico modello di fede semplice e di operosa carità, dona anche a noi la volontà di credere e di amare secondo il Vangelo, ed esaudisci le preghiere di chiunque invoca la sua intercessione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Martirologio Romano
Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti.
Il Santo e la missione
La missione di Santa Giuseppina Bakhita è una delle testimonianze più potenti di come la grazia divina possa trasfigurare una tragedia personale in un messaggio di salvezza per il mondo intero. Rapita bambina nel Darfur e venduta più volte come schiava, Bakhita (nome che significa “fortunata”, datole paradossalmente dai suoi rapitori) ha vissuto sulla propria pelle l’orrore della degradazione umana. La sua missione è iniziata nel momento in cui ha scoperto l’esistenza di un “Paron” (Padre) che non l’avrebbe mai abbandonata. Una volta giunta in Italia e ottenuta la libertà, la sua missione è diventata quella di essere testimone della dignità umana negata e ritrovata. Entrata nell’Istituto delle Figlie della Carità (Canossiane), ha vissuto la missione nel quotidiano, attraverso il servizio umile in portineria, in cucina e nel ricamo. Non ha cercato grandi palcoscenici, ma ha trasformato ogni incontro in un’occasione per annunciare che Dio ama immensamente ogni sua creatura, indipendentemente dalla sua storia o dal colore della sua pelle. La sua missione è stata quella di “farsi baciare dalle mani di Dio” per poi irradiare quella luce su chiunque incrociasse il suo cammino, diventando una “madre” per i poveri e un segno di speranza per l’Africa e per l’umanità ferita.
Il Santo e le opere di misericordia
La misericordia in Santa Bakhita raggiunge vette eroiche, quasi incomprensibili alla logica umana. Il suo concetto di misericordia non era un sentimento vago, ma una capacità radicale di perdono. È celebre la sua affermazione: “Se incontrassi quei negrieri che mi hanno rapita e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciare loro le mani, perché, se ciò non fosse accaduto, non sarei ora cristiana e religiosa”. In queste parole risiede l’essenza della misericordia: la capacità di rileggere il male ricevuto non come una condanna, ma come un cammino misterioso verso la luce. In convento, la sua misericordia si manifestava nella dolcezza infinita verso i bambini e nella pazienza verso le consorelle. Bakhita viveva la misericordia come una restituzione d’amore: avendo ricevuto la libertà da Dio, sentiva il bisogno di liberare gli altri dai lacci dell’odio e del rancore. Il suo sorriso, che mantenne fino agli ultimi giorni segnati dalla malattia, era il riflesso di un cuore che era stato “misericordiato” da Dio e che non poteva far altro che donare pace. Ci insegna che la vera misericordia è il potere di spezzare le catene del passato attraverso la forza del perdono.
Agiografia
In nessun tempo i bambini hanno interamente goduto del rispetto e dell’amore che la loro condizione e la loro fragilità richiedono. Nonostante le apparenze. Si pensi a Erode che ne fa strage per salvaguardare il proprio trono o ai pedofili le cui turpi vicende ammorbano le cronache dei nostri giorni. Bakhita, la suora di colore che il primo ottobre del 2000 Giovanni Paolo II ha proclamato santa, ha sofferto pene indicibili per la crudeltà degli adulti…
Fonte dell’articolo e immagini
Santa Giuseppina Bakhita: Dalla Schiavitù alla Libertà dei Figli di Dio
Nome
Santa Giuseppina Bakhita
Titolo
Vergine
Nascita
Olglossa, Darfur, Sudan
Morte
8 febbraio 1947, Schio, Vicenza
Ricorrenza
8 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
17 maggio 1992, Roma, papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione
1 ottobre 2000, Roma, papa Giovanni Paolo II
Protettore
delle vittime della tratta
Preghiera
O Dio, Padre di misericordia, che ci hai donato Giuseppina Bakhita quale sorella universale, evangelico modello di fede semplice e di operosa carità, dona anche a noi la volontà di credere e di amare secondo il Vangelo, ed esaudisci le preghiere di chiunque invoca la sua intercessione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Martirologio Romano
Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti.
Il Santo e la missione
La missione di Santa Giuseppina Bakhita è una delle testimonianze più potenti di come la grazia divina possa trasfigurare una tragedia personale in un messaggio di salvezza per il mondo intero. Rapita bambina nel Darfur e venduta più volte come schiava, Bakhita (nome che significa “fortunata”, datole paradossalmente dai suoi rapitori) ha vissuto sulla propria pelle l’orrore della degradazione umana. La sua missione è iniziata nel momento in cui ha scoperto l’esistenza di un “Paron” (Padre) che non l’avrebbe mai abbandonata. Una volta giunta in Italia e ottenuta la libertà, la sua missione è diventata quella di essere testimone della dignità umana negata e ritrovata. Entrata nell’Istituto delle Figlie della Carità (Canossiane), ha vissuto la missione nel quotidiano, attraverso il servizio umile in portineria, in cucina e nel ricamo. Non ha cercato grandi palcoscenici, ma ha trasformato ogni incontro in un’occasione per annunciare che Dio ama immensamente ogni sua creatura, indipendentemente dalla sua storia o dal colore della sua pelle. La sua missione è stata quella di “farsi baciare dalle mani di Dio” per poi irradiare quella luce su chiunque incrociasse il suo cammino, diventando una “madre” per i poveri e un segno di speranza per l’Africa e per l’umanità ferita.
Il Santo e le opere di misericordia
La misericordia in Santa Bakhita raggiunge vette eroiche, quasi incomprensibili alla logica umana. Il suo concetto di misericordia non era un sentimento vago, ma una capacità radicale di perdono. È celebre la sua affermazione: “Se incontrassi quei negrieri che mi hanno rapita e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciare loro le mani, perché, se ciò non fosse accaduto, non sarei ora cristiana e religiosa”. In queste parole risiede l’essenza della misericordia: la capacità di rileggere il male ricevuto non come una condanna, ma come un cammino misterioso verso la luce. In convento, la sua misericordia si manifestava nella dolcezza infinita verso i bambini e nella pazienza verso le consorelle. Bakhita viveva la misericordia come una restituzione d’amore: avendo ricevuto la libertà da Dio, sentiva il bisogno di liberare gli altri dai lacci dell’odio e del rancore. Il suo sorriso, che mantenne fino agli ultimi giorni segnati dalla malattia, era il riflesso di un cuore che era stato “misericordiato” da Dio e che non poteva far altro che donare pace. Ci insegna che la vera misericordia è il potere di spezzare le catene del passato attraverso la forza del perdono.
Agiografia
In nessun tempo i bambini hanno interamente goduto del rispetto e dell’amore che la loro condizione e la loro fragilità richiedono. Nonostante le apparenze. Si pensi a Erode che ne fa strage per salvaguardare il proprio trono o ai pedofili le cui turpi vicende ammorbano le cronache dei nostri giorni. Bakhita, la suora di colore che il primo ottobre del 2000 Giovanni Paolo II ha proclamato santa, ha sofferto pene indicibili per la crudeltà degli adulti…
Fonte dell’articolo e immagini

Santa Giuseppina Bakhita-santa della misericordia


