Santi Cirillo e Metodio

Santi Cirillo e Metodio-santi della misericordia
Santi Cirillo e Metodio: Gli Apostoli degli Slavi e la Nascita di una Cultura Cristiana
Nome
Santi Cirillo e Metodio
Titolo
Apostoli degli Slavi
Nascita
176, Terni
Morte
14 febbraio 270, Roma
Ricorrenza
14 febbraio
Preghiera
O Santi Cirillo e Metodio, che con ammirevole dedizione avete portato ai popoli assetati di verità e di luce la fede: fate che la Chiesa tutta proclami sempre il Cristo crocifisso e risorto, Redentore dell’uomo! O Santi Cirillo e Metodio, che nel vostro difficile e duro apostolato missionario siete rimasti sempre profondamente legati alla Chiesa di Costantinopoli e alla Sede Romana di Pietro: fate che le due Chiese sorelle, la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, superati nella carità e nella verità gli elementi di divisione, possano raggiungere la piena unione auspicata! O Santi Cirillo e Metodio, che, con sincero spirito di fraternità , avete avvicinato i popoli diversi per portare a tutti il messaggio di amore universale predicato da Cristo: fate che i popoli del Continente Europeo, consapevoli del loro comune patrimonio cristiano, vivano nel reciproco rispetto dei giusti diritti e nella solidarietà e siano operatori di pace tra tutte le nazioni del mondo!
Martirologio Romano
Festa dei santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo. Questi due fratelli di Salonicco, mandati in Moravia dal vescovo di Costantinopoli Fozio, vi predicarono la fede cristiana e crearono un alfabeto per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava. Venuti a Roma, Cirillo, il cui nome prima era Costantino, colpito da malattia, si fece monaco e in questo giorno si addormentò nel Signore. Metodio, invece, ordinato da papa Adriano II vescovo di Srijem, nell’odierna Croazia, evangelizzò la Pannonia senza lesinare fatiche, dovendo sopportare molti dissidi rivolti contro di lui, ma venendo sempre sostenuto dai Romani Pontefici; a Staré Mesto in Moravia, il 6 aprile, ricevette il compenso delle sue fatiche.
Il Santo e la missione
La missione dei fratelli Cirillo e Metodio rappresenta uno dei capitoli più innovativi e profondi dell’evangelizzazione cristiana. Originari di Tessalonica, essi non si limitarono a portare il Vangelo in terre lontane, ma compresero che la vera missione richiede l’inculturazione. La loro intuizione geniale fu quella di tradurre la Parola di Dio nella lingua dei popoli slavi, creando per loro un nuovo alfabeto (il glagolitico, da cui derivò il cirillico). La loro missione fu una lotta costante per il diritto di ogni popolo di lodare Dio nella propria lingua madre, superando il pregiudizio delle “tre lingue sacre” (ebraico, greco e latino). Cirillo, il filosofo, e Metodio, l’instancabile organizzatore, affrontarono fatiche immense, viaggi rischiosi e l’opposizione di chi vedeva nella loro opera una minaccia all’ordine costituito. La loro missione fu un ponte tra Oriente e Occidente, unificando popoli diversi sotto un’unica fede pur rispettando le specificità culturali. Essi non portarono solo la religione, ma gettarono le basi della letteratura e della civiltà slava, dimostrando che la missione della Chiesa è sempre una missione di promozione umana e di dignità culturale.
Il Santo e le opere di misericordia
In Cirillo e Metodio, la misericordia si manifesta come umiltà intellettuale e ascolto profondo. La loro scelta di “abbassarsi” a imparare e codificare una lingua considerata “barbara” dai dotti dell’epoca fu un atto di immensa misericordia pastorale. Essi videro nei popoli slavi non dei sudditi da conquistare, ma dei fratelli da servire con amore e rispetto. La misericordia di Dio, attraverso di loro, si fece “lingua comprensibile”, abbattendo le barriere dell’esclusione sociale e religiosa che impedivano ai piccoli e ai semplici di accedere alla Verità . Metodio, in particolare, visse la misericordia nella pazienza durante la prova. Subì il carcere e l’esilio, ma non smise mai di perdonare i suoi detrattori, continuando a lavorare per l’unità della Chiesa con uno spirito mite e risoluto. La loro opera è un richiamo alla misericordia come strumento di pace e di riconciliazione tra le nazioni. Ci insegnano che la vera carità consiste nel dare all’altro la possibilità di esprimere la propria anima davanti a Dio, riconoscendo in ogni cultura una scintilla del divino che merita di essere custodita e valorizzata.
Agiografia
Giovanni Paolo II, papa slavo, proclamò i santi Cirillo e Metodio patroni dell’Europa orientale, affiancandoli a san Benedetto, patrono della porzione occidentale, a significare l’unità e le comuni origini cristiane di tutto il vecchio continente. I santi Cirillo e Metodio meritano pienamente questo titolo che va ad aggiungersi all’altro, più antico, di «apostoli degli slavi»…
Fonte dell’articolo e immagini
Santi Cirillo e Metodio: Gli Apostoli degli Slavi e la Nascita di una Cultura Cristiana
Nome
Santi Cirillo e Metodio
Titolo
Apostoli degli Slavi
Nascita
176, Terni
Morte
14 febbraio 270, Roma
Ricorrenza
14 febbraio
Preghiera
O Santi Cirillo e Metodio, che con ammirevole dedizione avete portato ai popoli assetati di verità e di luce la fede: fate che la Chiesa tutta proclami sempre il Cristo crocifisso e risorto, Redentore dell’uomo! O Santi Cirillo e Metodio, che nel vostro difficile e duro apostolato missionario siete rimasti sempre profondamente legati alla Chiesa di Costantinopoli e alla Sede Romana di Pietro: fate che le due Chiese sorelle, la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, superati nella carità e nella verità gli elementi di divisione, possano raggiungere la piena unione auspicata! O Santi Cirillo e Metodio, che, con sincero spirito di fraternità , avete avvicinato i popoli diversi per portare a tutti il messaggio di amore universale predicato da Cristo: fate che i popoli del Continente Europeo, consapevoli del loro comune patrimonio cristiano, vivano nel reciproco rispetto dei giusti diritti e nella solidarietà e siano operatori di pace tra tutte le nazioni del mondo!
Martirologio Romano
Festa dei santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo. Questi due fratelli di Salonicco, mandati in Moravia dal vescovo di Costantinopoli Fozio, vi predicarono la fede cristiana e crearono un alfabeto per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava. Venuti a Roma, Cirillo, il cui nome prima era Costantino, colpito da malattia, si fece monaco e in questo giorno si addormentò nel Signore. Metodio, invece, ordinato da papa Adriano II vescovo di Srijem, nell’odierna Croazia, evangelizzò la Pannonia senza lesinare fatiche, dovendo sopportare molti dissidi rivolti contro di lui, ma venendo sempre sostenuto dai Romani Pontefici; a Staré Mesto in Moravia, il 6 aprile, ricevette il compenso delle sue fatiche.
Il Santo e la missione
La missione dei fratelli Cirillo e Metodio rappresenta uno dei capitoli più innovativi e profondi dell’evangelizzazione cristiana. Originari di Tessalonica, essi non si limitarono a portare il Vangelo in terre lontane, ma compresero che la vera missione richiede l’inculturazione. La loro intuizione geniale fu quella di tradurre la Parola di Dio nella lingua dei popoli slavi, creando per loro un nuovo alfabeto (il glagolitico, da cui derivò il cirillico). La loro missione fu una lotta costante per il diritto di ogni popolo di lodare Dio nella propria lingua madre, superando il pregiudizio delle “tre lingue sacre” (ebraico, greco e latino). Cirillo, il filosofo, e Metodio, l’instancabile organizzatore, affrontarono fatiche immense, viaggi rischiosi e l’opposizione di chi vedeva nella loro opera una minaccia all’ordine costituito. La loro missione fu un ponte tra Oriente e Occidente, unificando popoli diversi sotto un’unica fede pur rispettando le specificità culturali. Essi non portarono solo la religione, ma gettarono le basi della letteratura e della civiltà slava, dimostrando che la missione della Chiesa è sempre una missione di promozione umana e di dignità culturale.
Il Santo e le opere di misericordia
In Cirillo e Metodio, la misericordia si manifesta come umiltà intellettuale e ascolto profondo. La loro scelta di “abbassarsi” a imparare e codificare una lingua considerata “barbara” dai dotti dell’epoca fu un atto di immensa misericordia pastorale. Essi videro nei popoli slavi non dei sudditi da conquistare, ma dei fratelli da servire con amore e rispetto. La misericordia di Dio, attraverso di loro, si fece “lingua comprensibile”, abbattendo le barriere dell’esclusione sociale e religiosa che impedivano ai piccoli e ai semplici di accedere alla Verità . Metodio, in particolare, visse la misericordia nella pazienza durante la prova. Subì il carcere e l’esilio, ma non smise mai di perdonare i suoi detrattori, continuando a lavorare per l’unità della Chiesa con uno spirito mite e risoluto. La loro opera è un richiamo alla misericordia come strumento di pace e di riconciliazione tra le nazioni. Ci insegnano che la vera carità consiste nel dare all’altro la possibilità di esprimere la propria anima davanti a Dio, riconoscendo in ogni cultura una scintilla del divino che merita di essere custodita e valorizzata.
Agiografia
Giovanni Paolo II, papa slavo, proclamò i santi Cirillo e Metodio patroni dell’Europa orientale, affiancandoli a san Benedetto, patrono della porzione occidentale, a significare l’unità e le comuni origini cristiane di tutto il vecchio continente. I santi Cirillo e Metodio meritano pienamente questo titolo che va ad aggiungersi all’altro, più antico, di «apostoli degli slavi»…
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Santi Cirillo e Metodio-santi della misericordia


