Una Quaresima di impegni

Foto di Glenn Carstens-Peters su Unsplash
Dalla periferia del Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, sugli impegni per la Quaresima
Nel Vangelo del mercoledì delle Ceneri, Gesù ci ha chiesto di non essere come gli ipocriti che fanno le cose per essere visti e lodati dagli altri, e i tre esempi che ci propone sono l’elemosina, la preghiera e il digiuno.
L’elemosina è un gesto di solidarietà verso i più bisognosi, condividendo quel poco o quanto abbiamo. Non si tratta di dare ciò che ci è rimasto, ma di condividere con generosità ciò che abbiamo.
- L’impegno per questa Quaresima: invitare a colazione o a pranzo alcune persone bisognose.
La preghiera non è un peso imposto: bisogna riscoprire il valore e la bellezza della preghiera come dialogo con Chi ci ama, come se fosse un appuntamento tra due amanti, tra due persone che si amano, Dio e noi.
- Impegno “rivoluzionario” di questa Quaresima: iniziamo a pregare per le persone che ci hanno danneggiato e, in qualche caso, persino rovinato la vita e che non riusciamo a perdonare.
Il digiuno non è una rinuncia momentanea a qualcosa perché dobbiamo dimagrire e dopo, finita la Quaresima, mangeremo più di prima!
Se digiuniamo, è per sperimentare che l’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno è Dio, ed Egli ci chiama a condividere. ù
Quindi, se digiuniamo dal cibo, digiuniamo da qualcosa che ci piace, e con i soldi che risparmiamo aiutiamo alcune persone povere, volti e nomi concreti.
Digiuniamo anche dai pettegolezzi, dalle parolacce, dai cattivi desideri, dalle cattive compagnie, per andare all’essenziale, a ciò che davvero dà pienezza alla nostra vita: Dio!
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- Foto di Glenn Carstens-Peters su Unsplash
Dalla periferia del Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, sugli impegni per la Quaresima
Nel Vangelo del mercoledì delle Ceneri, Gesù ci ha chiesto di non essere come gli ipocriti che fanno le cose per essere visti e lodati dagli altri, e i tre esempi che ci propone sono l’elemosina, la preghiera e il digiuno.
L’elemosina è un gesto di solidarietà verso i più bisognosi, condividendo quel poco o quanto abbiamo. Non si tratta di dare ciò che ci è rimasto, ma di condividere con generosità ciò che abbiamo.
- L’impegno per questa Quaresima: invitare a colazione o a pranzo alcune persone bisognose.
La preghiera non è un peso imposto: bisogna riscoprire il valore e la bellezza della preghiera come dialogo con Chi ci ama, come se fosse un appuntamento tra due amanti, tra due persone che si amano, Dio e noi.
- Impegno “rivoluzionario” di questa Quaresima: iniziamo a pregare per le persone che ci hanno danneggiato e, in qualche caso, persino rovinato la vita e che non riusciamo a perdonare.
Il digiuno non è una rinuncia momentanea a qualcosa perché dobbiamo dimagrire e dopo, finita la Quaresima, mangeremo più di prima!
Se digiuniamo, è per sperimentare che l’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno è Dio, ed Egli ci chiama a condividere. ù
Quindi, se digiuniamo dal cibo, digiuniamo da qualcosa che ci piace, e con i soldi che risparmiamo aiutiamo alcune persone povere, volti e nomi concreti.
Digiuniamo anche dai pettegolezzi, dalle parolacce, dai cattivi desideri, dalle cattive compagnie, per andare all’essenziale, a ciò che davvero dà pienezza alla nostra vita: Dio!
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