“Disegnare nuove mappe di speranza”: l’educazione come atto di fiducia e profezia

Foto di Sarah Noltner su Unsplash
La Lettera Apostolica di Leone XIV, nel 60º di “Gravissimum educationis”
Diffusa il 28 ottobre, la Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” celebra i sessant’anni della dichiarazione conciliare “Gravissimum educationis”, riaffermando che l’educazione non è attività accessoria ma trama dell’evangelizzazione e servizio alla dignità di ogni persona.
Il testo legge il presente come tempo di sfide e possibilità, chiamando la comunità ecclesiale a rinnovare linguaggi e metodi nel solco della tradizione conciliare e del Patto Educativo Globale, lanciato da Papa Francesco nel 2019.
L’obiettivo è ricostruire fiducia in un mondo segnato da conflitti, paure e frammentazione, perché l’educazione è “nuovo nome della pace” e leva per la giustizia sociale.
La Lettera elenca le fatiche concrete del nostro tempo: iper‑digitalizzazione che frantuma l’attenzione, crisi delle relazioni che ferisce la psiche, insicurezza sociale e disuguaglianze che spengono il desiderio. Proprio qui l’educazione cattolica è chiamata a essere faro: non rifugio nostalgico, ma laboratorio di discernimento, innovazione pedagogica e testimonianza profetica, capace di tenere insieme mente e cuore, desiderio e conoscenza. L’invito è a “disarmare le parole”, alzare lo sguardo e custodire il cuore, scegliendo mitezza, prossimità e ascolto come stile educativo.
Nel quadro dei “sette percorsi” del Patto educativo globale – centralità della persona, ascolto di bambini e giovani, dignità e piena partecipazione delle donne, famiglia come prima educatrice, accoglienza e inclusione, rinnovamento dell’economia e della politica, custodia della casa comune – la Lettera chiede di trasformare le relazioni educative e le istituzioni in luoghi di alleanze generative. Ne deriva un’agenda integrale che unisce giustizia sociale e ambientale, promuove sobrietà e stili di vita sostenibili, e rende la scuola cattolica una “costellazione viva” che orienta alla verità, alla fraternità e alla speranza.
Gli orientamenti operativi espressi nella lettera toccano tre priorità trasversali: vita interiore (educare al silenzio, alla preghiera e al discernimento), digitale umano (abitare il cyberspazio con criteri etici e relazionali), pace disarmata (educare alla nonviolenza e al dialogo, contro polarizzazioni e linguaggi aggressivi). Pastori, consacrati, laici, docenti e studenti sono esortati a essere “coreografi della speranza”, con meno etichette e più storie, costruendo reti tra scuole, università e comunità per rispondere alle povertà educative e alle nuove esclusioni.
Fonte
- Il Papa: educare è promuovere dignità, giustizia, fiducia in un mondo di conflitti – Vatican News- 28/10/2025
- Global Compact on Education – sito del Progetto
- Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” di Papa Leone XIV – 28/10/2025
- Gravissimum educationis – Dichiarazione conciliare sull’educazione cristiana – 28/10/1965
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- Foto di Sarah Noltner su Unsplash
La Lettera Apostolica di Leone XIV, nel 60º di “Gravissimum educationis”
Diffusa il 28 ottobre, la Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” celebra i sessant’anni della dichiarazione conciliare “Gravissimum educationis”, riaffermando che l’educazione non è attività accessoria ma trama dell’evangelizzazione e servizio alla dignità di ogni persona.
Il testo legge il presente come tempo di sfide e possibilità, chiamando la comunità ecclesiale a rinnovare linguaggi e metodi nel solco della tradizione conciliare e del Patto Educativo Globale, lanciato da Papa Francesco nel 2019.
L’obiettivo è ricostruire fiducia in un mondo segnato da conflitti, paure e frammentazione, perché l’educazione è “nuovo nome della pace” e leva per la giustizia sociale.
La Lettera elenca le fatiche concrete del nostro tempo: iper‑digitalizzazione che frantuma l’attenzione, crisi delle relazioni che ferisce la psiche, insicurezza sociale e disuguaglianze che spengono il desiderio. Proprio qui l’educazione cattolica è chiamata a essere faro: non rifugio nostalgico, ma laboratorio di discernimento, innovazione pedagogica e testimonianza profetica, capace di tenere insieme mente e cuore, desiderio e conoscenza. L’invito è a “disarmare le parole”, alzare lo sguardo e custodire il cuore, scegliendo mitezza, prossimità e ascolto come stile educativo.
Nel quadro dei “sette percorsi” del Patto educativo globale – centralità della persona, ascolto di bambini e giovani, dignità e piena partecipazione delle donne, famiglia come prima educatrice, accoglienza e inclusione, rinnovamento dell’economia e della politica, custodia della casa comune – la Lettera chiede di trasformare le relazioni educative e le istituzioni in luoghi di alleanze generative. Ne deriva un’agenda integrale che unisce giustizia sociale e ambientale, promuove sobrietà e stili di vita sostenibili, e rende la scuola cattolica una “costellazione viva” che orienta alla verità, alla fraternità e alla speranza.
Gli orientamenti operativi espressi nella lettera toccano tre priorità trasversali: vita interiore (educare al silenzio, alla preghiera e al discernimento), digitale umano (abitare il cyberspazio con criteri etici e relazionali), pace disarmata (educare alla nonviolenza e al dialogo, contro polarizzazioni e linguaggi aggressivi). Pastori, consacrati, laici, docenti e studenti sono esortati a essere “coreografi della speranza”, con meno etichette e più storie, costruendo reti tra scuole, università e comunità per rispondere alle povertà educative e alle nuove esclusioni.
Fonte
- Il Papa: educare è promuovere dignità, giustizia, fiducia in un mondo di conflitti – Vatican News- 28/10/2025
- Global Compact on Education – sito del Progetto
- Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” di Papa Leone XIV – 28/10/2025
- Gravissimum educationis – Dichiarazione conciliare sull’educazione cristiana – 28/10/1965
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- Foto di Sarah Noltner su Unsplash

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