Donare gli organi è un atto di amore

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17 Febbraio 2026

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Fonte: Vatican News

In visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il segretario di Stato Parolin evidenzia l’importanza del dono come gesto di carità e misericordia

Questa mattina, il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha compiuto una significativa visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove ha benedetto il nuovo reparto di dialisi pediatrica e partecipato a un convegno sul tema della “cultura del dono”. L’iniziativa, svoltasi nella sede del Gianicolo, è stata un momento di riflessione profonda sulla gratuità, la solidarietà e la dignità della vita umana, soprattutto nei confronti dei più fragili.

Nel suo intervento Parolin ha affrontato il tema del dono in molteplici aspetti: non solo come gesto economico, ma anche come condivisione di sé, del proprio tempo e, nei casi più alti, del proprio stesso corpo per gli altri. Nel contesto di un’epoca in cui “tutto si misura in termini di profitto, rendimento e utilità”, il porporato ha ricordato che donare non è solo un atto materiale, ma un gesto che apre al senso più profondo della carità e della relazione umana.

Un passaggio forte del suo discorso ha riguardato la donazione di organi, che Parolin ha definito un gesto d’amore capace di “superare la morte”. In particolare, ha richiamato l’esempio di genitori che, nella sofferenza immensa per la perdita di un figlio, riescono a trasformare il dolore in una possibilità di vita per un altro bambino. “La vita umana è relazione e comunione”, ha affermato, ricordando come l’atto di donare un organo sia un modo concreto per incarnare il comandamento evangelico dell’amore.

L’incontro ha visto anche le testimonianze di professionisti e di pazienti: il presidente dell’ospedale Tiziano Onesti, i medici responsabili di nefrologia, dialisi e trapianti, e il giovane Samuele Galimberti, che ha condiviso la sua esperienza personale. La ristrutturazione del reparto è stata sostenuta dal contributo di Intesa Sanpaolo, il cui rappresentante ha sottolineato come la generosità economica, quando animata dalla carità, diventa uno strumento di giustizia e di speranza per le famiglie e per il servizio sanitario.

Parolin ha voluto anche ricordare l’importanza del tempo come dono: ascoltare, accompagnare e dedicarsi all’altro è, secondo il cardinale, una delle forme più alte di carità, soprattutto in un mondo frenetico come quello odierno. Ha ringraziato medici, infermieri, volontari e operatori sanitari, sottolineando come la cura non sia solo un mestiere, ma una vera vocazione che unisce competenza professionale e calore umano.

Concludendo il suo intervento, il segretario di Stato ha lanciato un messaggio forte: la qualità di una civiltà si misura nella capacità di prendersi cura dei più deboli, e ogni gesto di cura, piccolo o grande che sia, rispecchia il volto di una fraternità autentica.

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In visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il segretario di Stato Parolin evidenzia l’importanza del dono come gesto di carità e misericordia

Questa mattina, il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha compiuto una significativa visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove ha benedetto il nuovo reparto di dialisi pediatrica e partecipato a un convegno sul tema della “cultura del dono”. L’iniziativa, svoltasi nella sede del Gianicolo, è stata un momento di riflessione profonda sulla gratuità, la solidarietà e la dignità della vita umana, soprattutto nei confronti dei più fragili.

Nel suo intervento Parolin ha affrontato il tema del dono in molteplici aspetti: non solo come gesto economico, ma anche come condivisione di sé, del proprio tempo e, nei casi più alti, del proprio stesso corpo per gli altri. Nel contesto di un’epoca in cui “tutto si misura in termini di profitto, rendimento e utilità”, il porporato ha ricordato che donare non è solo un atto materiale, ma un gesto che apre al senso più profondo della carità e della relazione umana.

Un passaggio forte del suo discorso ha riguardato la donazione di organi, che Parolin ha definito un gesto d’amore capace di “superare la morte”. In particolare, ha richiamato l’esempio di genitori che, nella sofferenza immensa per la perdita di un figlio, riescono a trasformare il dolore in una possibilità di vita per un altro bambino. “La vita umana è relazione e comunione”, ha affermato, ricordando come l’atto di donare un organo sia un modo concreto per incarnare il comandamento evangelico dell’amore.

L’incontro ha visto anche le testimonianze di professionisti e di pazienti: il presidente dell’ospedale Tiziano Onesti, i medici responsabili di nefrologia, dialisi e trapianti, e il giovane Samuele Galimberti, che ha condiviso la sua esperienza personale. La ristrutturazione del reparto è stata sostenuta dal contributo di Intesa Sanpaolo, il cui rappresentante ha sottolineato come la generosità economica, quando animata dalla carità, diventa uno strumento di giustizia e di speranza per le famiglie e per il servizio sanitario.

Parolin ha voluto anche ricordare l’importanza del tempo come dono: ascoltare, accompagnare e dedicarsi all’altro è, secondo il cardinale, una delle forme più alte di carità, soprattutto in un mondo frenetico come quello odierno. Ha ringraziato medici, infermieri, volontari e operatori sanitari, sottolineando come la cura non sia solo un mestiere, ma una vera vocazione che unisce competenza professionale e calore umano.

Concludendo il suo intervento, il segretario di Stato ha lanciato un messaggio forte: la qualità di una civiltà si misura nella capacità di prendersi cura dei più deboli, e ogni gesto di cura, piccolo o grande che sia, rispecchia il volto di una fraternità autentica.

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