Vaticano | Intelligenza Artificiale e Cura della Casa Comune

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30 Dicembre 2025

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Foto di Igor Omilaev su Unsplash

La conferenza sull’impatto dell’AI in Vaticano: “come garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva per il bene comune?”

Si è tenuto il 5 dicembre, il convegno dal titolo “Artificial Intelligence and Care of Our Common Home”, promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e da SACRU – Strategic Alliance of Catholic Research Universities. Nell’occasione è stata presentata la ricerca che ha dato vita al volume “Artificial Intelligence and Care of Our Common Home: A Focus on Industries, Finance, Education and Communication”

La ricerca, iniziata nel 2024 su invito di Papa Francesco, analizza e valuta l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, specialmente nei settori dell’industria, finanza, educazione e comunicazione, analizzandone i rischi e opportunità alla luce dell’ecologia integrale.

Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti, sottolineando come l’avvento dell’intelligenza artificiale comporti cambiamenti rapidi e profondi che coinvolgono aspetti essenziali della persona umana: il pensiero critico, la capacità di discernimento, l’apprendimento e le relazioni interpersonali. Il Pontefice ha posto due domande fondamentali: “Come possiamo garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva veramente per il bene comune, e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi?” e poi ancora “cosa significa essere umani in quest’epoca?”

Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha ribadito che l’essere umano è chiamato a essere “collaboratore nell’opera della creazione, non semplice consumatore passivo di contenuti prodotti da una tecnologia artificiale”. La dignità umana risiede nella capacità di riflettere, scegliere liberamente, amare gratuitamente ed entrare in relazione autentica con l’altro. Il Santo Padre ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, pur aprendo nuovi orizzonti per la creatività, sollevi preoccupazioni circa le sue ripercussioni sull’apertura dell’umanità alla verità e alla bellezza.​

Una preoccupazione particolare riguarda le nuove generazioni: il Papa ha sottolineato l’importanza di aiutare bambini e giovani nel loro cammino verso la maturità e la responsabilità, evitando che la tecnologia ostacoli il loro sviluppo intellettivo e neurologico. “La possibilità di accedere a vaste quantità di dati e di conoscenze non va confusa con la capacità di trarne significato e valore”, ha affermato Leone XIV.​

Per costruire un futuro che realizzi il bene comune attraverso le potenzialità dell’intelligenza artificiale, il Papa ha invitato a recuperare e rafforzare la fiducia nella capacità umana di guidare lo sviluppo di queste tecnologie. Questo richiede un’azione coordinata che coinvolga politica, istituzioni, imprese, finanza, educazione, comunicazione, cittadini e comunità religiose. Il lavoro di ricerca presentato durante la conferenza si propone di individuare i rischi e le distorsioni generate da un uso non etico dell’IA, esplorando al contempo le condizioni per un’innovazione responsabile che ponga la tecnologia al servizio della dignità umana e della casa comune.

Come ricorda la Dottrina Sociale della Chiesa, affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale richiede di porsi una domanda ancora più radicale: cosa significa essere umani in quest’epoca. Solo attraverso una partecipazione diffusa, dando voce anche ai più umili, sarà possibile realizzare l’obiettivo di un’intelligenza artificiale al servizio dell’ecologia integrale e dello sviluppo umano.​

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La conferenza sull’impatto dell’AI in Vaticano: “come garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva per il bene comune?”

Si è tenuto il 5 dicembre, il convegno dal titolo “Artificial Intelligence and Care of Our Common Home”, promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e da SACRU – Strategic Alliance of Catholic Research Universities. Nell’occasione è stata presentata la ricerca che ha dato vita al volume “Artificial Intelligence and Care of Our Common Home: A Focus on Industries, Finance, Education and Communication”

La ricerca, iniziata nel 2024 su invito di Papa Francesco, analizza e valuta l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, specialmente nei settori dell’industria, finanza, educazione e comunicazione, analizzandone i rischi e opportunità alla luce dell’ecologia integrale.

Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti, sottolineando come l’avvento dell’intelligenza artificiale comporti cambiamenti rapidi e profondi che coinvolgono aspetti essenziali della persona umana: il pensiero critico, la capacità di discernimento, l’apprendimento e le relazioni interpersonali. Il Pontefice ha posto due domande fondamentali: “Come possiamo garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva veramente per il bene comune, e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi?” e poi ancora “cosa significa essere umani in quest’epoca?”

Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha ribadito che l’essere umano è chiamato a essere “collaboratore nell’opera della creazione, non semplice consumatore passivo di contenuti prodotti da una tecnologia artificiale”. La dignità umana risiede nella capacità di riflettere, scegliere liberamente, amare gratuitamente ed entrare in relazione autentica con l’altro. Il Santo Padre ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, pur aprendo nuovi orizzonti per la creatività, sollevi preoccupazioni circa le sue ripercussioni sull’apertura dell’umanità alla verità e alla bellezza.​

Una preoccupazione particolare riguarda le nuove generazioni: il Papa ha sottolineato l’importanza di aiutare bambini e giovani nel loro cammino verso la maturità e la responsabilità, evitando che la tecnologia ostacoli il loro sviluppo intellettivo e neurologico. “La possibilità di accedere a vaste quantità di dati e di conoscenze non va confusa con la capacità di trarne significato e valore”, ha affermato Leone XIV.​

Per costruire un futuro che realizzi il bene comune attraverso le potenzialità dell’intelligenza artificiale, il Papa ha invitato a recuperare e rafforzare la fiducia nella capacità umana di guidare lo sviluppo di queste tecnologie. Questo richiede un’azione coordinata che coinvolga politica, istituzioni, imprese, finanza, educazione, comunicazione, cittadini e comunità religiose. Il lavoro di ricerca presentato durante la conferenza si propone di individuare i rischi e le distorsioni generate da un uso non etico dell’IA, esplorando al contempo le condizioni per un’innovazione responsabile che ponga la tecnologia al servizio della dignità umana e della casa comune.

Come ricorda la Dottrina Sociale della Chiesa, affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale richiede di porsi una domanda ancora più radicale: cosa significa essere umani in quest’epoca. Solo attraverso una partecipazione diffusa, dando voce anche ai più umili, sarà possibile realizzare l’obiettivo di un’intelligenza artificiale al servizio dell’ecologia integrale e dello sviluppo umano.​

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