Dialoghi e scommesse per la pace

Su Popoli e Missione, la presentazione delle iniziative previste per il Festival della Missione, che si terrà a Torino in ottobre
(di Costanza Oliva)
Fermarsi ad ascoltare. Dare spazio alle storie che di solito restano ai margini. Provare a guardare il mondo non dai suoi centri, ma dalle sue ferite. È la proposta del Festival della Missione 2025, in programma a Torino dal 9 al 12 ottobre, promosso da Fondazione Missio, Cimi e Arcidiocesi di Torino.
Un’edizione che comincerà già il 19 settembre, con un dialogo tra il cardinale Matteo Zuppi e il giornalista e analista geopolitico Dario Fabbri. Non la pace dei discorsi, ma quella che nasce dai gesti, dalle ferite, dalle assenze. Come quella di Aung San Suu Kyi e Narges Mohammadi, entrambe Premi Nobel oggi in carcere, le cui storie saranno raccontate a Torino dai familiari: Kim Aris, figlio della leader birmana, e il marito e i figli dell’attivista iraniana. O come quella di Dia ne Foley, madre del giornalista James Foley, ucciso dall’Isis nel 2014, che sarà presente al grande evento in Piazza Castello per condividere la sua scelta di perdono.
Altre storie di giustizia riparativa saranno al centro di un podcast, realizzato in collaborazione con Avvenire. Racconti della lotta nonviolenta accompagneranno il Festival anche nei disegni di Mauro Biani e nella mostra fotografica curata dal Centro Studi Sereno Regis.
E poi ci saranno le periferie del mondo. Haiti, raccontata dalla missionaria soeur Paesie e dal giornalista Jétry Dumont, fondatore del media indipendente AyiboPost. Il documentario Figli di Haiti, firmato dal direttore artistico del Festi val Alessandro Galassi, ci porterà dentro quelle strade, quelle voci.
E poi ci sono le periferie di casa nostra: Brancaccio, Palermo, restituito dagli scatti di Francesco Faraci. Tra gli ospiti anche il cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, che rifletterà sulla “teologia delle periferie”.
E ogni giorno con la rassegna stampa di Missio Today si guarderà il mondo da un’altra angolatura. Il Festival parlerà di economia con Stefano Zamagni e Gael Giraud, a partire dalla Campagna di Caritas per il condono del debito. Ma anche di giustizia climatica con i Friday for Future, del ruolo delle donne nella Chiesa, del rapporto tra fede e comunità Lgbtq con la teologa Teresa Forcades. E ci sarà spazio per il teatro, con Laura Curino a raccontare i santi torinesi. Sarà un Festival aperto a tutti, anche ai più piccoli che avranno spazi creativi e laboratori dedicati a Casa Missione. A chi arriva da lontano e a chi vuole restare in ascolto.
Fonte
- Popoli e Missione, 6/2025, p. 57.
Immagine
Su Popoli e Missione, la presentazione delle iniziative previste per il Festival della Missione, che si terrà a Torino in ottobre
(di Costanza Oliva)
Fermarsi ad ascoltare. Dare spazio alle storie che di solito restano ai margini. Provare a guardare il mondo non dai suoi centri, ma dalle sue ferite. È la proposta del Festival della Missione 2025, in programma a Torino dal 9 al 12 ottobre, promosso da Fondazione Missio, Cimi e Arcidiocesi di Torino.
Un’edizione che comincerà già il 19 settembre, con un dialogo tra il cardinale Matteo Zuppi e il giornalista e analista geopolitico Dario Fabbri. Non la pace dei discorsi, ma quella che nasce dai gesti, dalle ferite, dalle assenze. Come quella di Aung San Suu Kyi e Narges Mohammadi, entrambe Premi Nobel oggi in carcere, le cui storie saranno raccontate a Torino dai familiari: Kim Aris, figlio della leader birmana, e il marito e i figli dell’attivista iraniana. O come quella di Dia ne Foley, madre del giornalista James Foley, ucciso dall’Isis nel 2014, che sarà presente al grande evento in Piazza Castello per condividere la sua scelta di perdono.
Altre storie di giustizia riparativa saranno al centro di un podcast, realizzato in collaborazione con Avvenire. Racconti della lotta nonviolenta accompagneranno il Festival anche nei disegni di Mauro Biani e nella mostra fotografica curata dal Centro Studi Sereno Regis.
E poi ci saranno le periferie del mondo. Haiti, raccontata dalla missionaria soeur Paesie e dal giornalista Jétry Dumont, fondatore del media indipendente AyiboPost. Il documentario Figli di Haiti, firmato dal direttore artistico del Festi val Alessandro Galassi, ci porterà dentro quelle strade, quelle voci.
E poi ci sono le periferie di casa nostra: Brancaccio, Palermo, restituito dagli scatti di Francesco Faraci. Tra gli ospiti anche il cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, che rifletterà sulla “teologia delle periferie”.
E ogni giorno con la rassegna stampa di Missio Today si guarderà il mondo da un’altra angolatura. Il Festival parlerà di economia con Stefano Zamagni e Gael Giraud, a partire dalla Campagna di Caritas per il condono del debito. Ma anche di giustizia climatica con i Friday for Future, del ruolo delle donne nella Chiesa, del rapporto tra fede e comunità Lgbtq con la teologa Teresa Forcades. E ci sarà spazio per il teatro, con Laura Curino a raccontare i santi torinesi. Sarà un Festival aperto a tutti, anche ai più piccoli che avranno spazi creativi e laboratori dedicati a Casa Missione. A chi arriva da lontano e a chi vuole restare in ascolto.
Fonte
- Popoli e Missione, 6/2025, p. 57.
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