Vaticano | I Papi e la scuola, “porta della vita”

Fonte_ Vatican News
In occasione del Giubileo del mondo educativo, Vatican News ripropone alcune riflessioni dei Pontefici sulla scuola
Un’occasione di speranza per l’educazione
Il Giubileo del Mondo Educativo diventa — come ricorda Vatican News — un’occasione per riscoprire il valore della scuola come luogo centrale per la formazione della persona.
In questo contesto anche il nostro blog si inserisce come spazio di testimonianza, riflessione e condivisione attorno al valore educativo e formativo in chiave cristiana.
La scuola come “porta della vita”
Già Paolo VI, nell’Angelus del 28 settembre 1969, aveva definito la scuola come «porta della vita», “officina che forma l’uomo” dove il “piccolo diventa grande”, acquisendo «il senso della verità e della bontà».
Questa immagine ci invita a pensare l’educazione non solo come trasmissione di conoscenze, ma come accompagnamento umano, vero e integrale.
L’apertura al mondo e la responsabilità educativa
Giovanni Paolo I, nel suo breve pontificato, richiamò l’attenzione sugli studenti e sul “dopo scuola”, evidenziando che l’istruzione non termina con il diploma ma apre alla vita, con le sue sfide: trovare lavoro, amare, partecipare attivamente nella società.
Giovanni Paolo II, dal canto suo, sosteneva che la scuola è “tempo della crescita umana”, e che interrogarsi — imparare a porre domande — è parte essenziale del cammino formativo.
Amare la scuola, aprire mente e cuore
Francesco pone una domanda semplice ma profonda: «Perché amare la scuola?» La risposta è nella memoria di una maestra amorevole, e nell’idea che la scuola deve aprire mente e cuore alla realtà.
Questo tema si allinea perfettamente con la visione missionaria di spazio + spadoni: una scuola di vita in cui la misericordia, l’attenzione all’altro e la comunità diventano ambienti educativi.
Perché questo Giubileo ci riguarda
Come movimento che promuove le Opere di Misericordia – cuore del nostro cammino – siamo chiamati a collocarci dentro questo Giubileo come testimoni e promotori di un’educazione che trasforma. Un’educazione che, oltre ad “istruire gli ignoranti”:
-
accoglie lo studente come persona, non solo come “alunno”;
-
apre la mente e il cuore alla verità, alla bontà, al servizio all’altro;
-
riconosce la scuola come comunità viva, dove la misericordia è pratica quotidiana, non solo concetto;
-
si impegna a generare speranza, soprattutto dove la ferita e la marginalità si fanno più forti.
In un mondo dove «modelli relazionali sempre più improntati a superficialità, individualismo e instabilità affettiva» costituiscono ostacolo alla crescita, Leone XIV indica che i giovani sono «un vulcano di vita», capaci di meraviglia ma con bisogno di guida.
Allo stesso modo, oggi, l’educazione è chiamata a rispondere alle sfide della complessità, dell’interconnessione e della fragilità delle nuove generazioni.
Fonte e immagine
In occasione del Giubileo del mondo educativo, Vatican News ripropone alcune riflessioni dei Pontefici sulla scuola
Un’occasione di speranza per l’educazione
Il Giubileo del Mondo Educativo diventa — come ricorda Vatican News — un’occasione per riscoprire il valore della scuola come luogo centrale per la formazione della persona.
In questo contesto anche il nostro blog si inserisce come spazio di testimonianza, riflessione e condivisione attorno al valore educativo e formativo in chiave cristiana.
La scuola come “porta della vita”
Già Paolo VI, nell’Angelus del 28 settembre 1969, aveva definito la scuola come «porta della vita», “officina che forma l’uomo” dove il “piccolo diventa grande”, acquisendo «il senso della verità e della bontà».
Questa immagine ci invita a pensare l’educazione non solo come trasmissione di conoscenze, ma come accompagnamento umano, vero e integrale.
L’apertura al mondo e la responsabilità educativa
Giovanni Paolo I, nel suo breve pontificato, richiamò l’attenzione sugli studenti e sul “dopo scuola”, evidenziando che l’istruzione non termina con il diploma ma apre alla vita, con le sue sfide: trovare lavoro, amare, partecipare attivamente nella società.
Giovanni Paolo II, dal canto suo, sosteneva che la scuola è “tempo della crescita umana”, e che interrogarsi — imparare a porre domande — è parte essenziale del cammino formativo.
Amare la scuola, aprire mente e cuore
Francesco pone una domanda semplice ma profonda: «Perché amare la scuola?» La risposta è nella memoria di una maestra amorevole, e nell’idea che la scuola deve aprire mente e cuore alla realtà.
Questo tema si allinea perfettamente con la visione missionaria di spazio + spadoni: una scuola di vita in cui la misericordia, l’attenzione all’altro e la comunità diventano ambienti educativi.
Perché questo Giubileo ci riguarda
Come movimento che promuove le Opere di Misericordia – cuore del nostro cammino – siamo chiamati a collocarci dentro questo Giubileo come testimoni e promotori di un’educazione che trasforma. Un’educazione che, oltre ad “istruire gli ignoranti”:
-
accoglie lo studente come persona, non solo come “alunno”;
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apre la mente e il cuore alla verità, alla bontà, al servizio all’altro;
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riconosce la scuola come comunità viva, dove la misericordia è pratica quotidiana, non solo concetto;
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si impegna a generare speranza, soprattutto dove la ferita e la marginalità si fanno più forti.
In un mondo dove «modelli relazionali sempre più improntati a superficialità, individualismo e instabilità affettiva» costituiscono ostacolo alla crescita, Leone XIV indica che i giovani sono «un vulcano di vita», capaci di meraviglia ma con bisogno di guida.
Allo stesso modo, oggi, l’educazione è chiamata a rispondere alle sfide della complessità, dell’interconnessione e della fragilità delle nuove generazioni.
Fonte e immagine

Fonte_ Vatican News


