Osare la pace: lo spirito di Assisi a Roma

il: 

14 Novembre 2025

di: 

Veduta notturna della colossione a Roma
Veduta notturna della colossione a Roma

Foto di di Albert Canite su Unsplash

Tre giorni di dialogo e preghiera per dire che la pace è possibile

L’incontro Internazionale “Osare la pace – Daring Peace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio nello spirito di Assisi e svoltosi a Roma dal 26 al 28 ottobre 2025, ha trasformato Roma in un crocevia di voci e percorsi di riconciliazione, affermando che la pace è un bene realistico da costruire nel dialogo e nella mediazione.

L’apertura ha visto il coinvolgimento delle massime autorità civili e religiose, con interventi che hanno richiamato la responsabilità di “tenere vivo” lo spirito di Assisi e di non cedere al conformismo della guerra. Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha sottolineato che la pace “va cercata, coltivata e osata”, indicando una via alternativa alla violenza delle armi nelle controversie internazionali.

L’incontro era basato sulla formula dei 22 forum (QUI una sintesi delle riflessioni di ciascun gruppo di lavoro) e ha permesso di affrontare molti temi interconnessi: disuguaglianze, migrazioni, cura della casa comune, intelligenza artificiale, minaccia nucleare, Mediterraneo, diritti dei bambini, unità dei cristiani.

Voci autorevoli del mondo religioso hanno insistito su una “pace disarmata e disarmante”, mentre Sant’Egidio ha rilanciato il ruolo quotidiano dei “facilitatori di pace” che, lontano dai riflettori, tessono mediazioni e amicizie sociali. Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha parlato della domanda di pace spesso inascoltata e della necessità di dare voce all’“immenso popolo della pace” che non si rassegna all’odio.

L’incontro, come da tradizione, si è concluso con una veglia di preghiera durante la quale Papa Leone XIV ha  pronunciato un discorso alla presenza  di leader religiosi provenienti da tutto il mondo e rappresentanti delle Chiese cristiane. Il suo richiamo finale è stato chiaro: basta guerre e cumuli di morti; occorre investire nella dignità di ogni persona e nella fratellanza come principio ispiratore di un ordine più giusto e sostenibile. In un’epoca segnata da conflitti, l’evento ha mostrato che il dialogo non è debolezza, ma la forza necessaria per passare dall’età della forza all’età del negoziato.​

Fonte

Immagine

Tre giorni di dialogo e preghiera per dire che la pace è possibile

L’incontro Internazionale “Osare la pace – Daring Peace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio nello spirito di Assisi e svoltosi a Roma dal 26 al 28 ottobre 2025, ha trasformato Roma in un crocevia di voci e percorsi di riconciliazione, affermando che la pace è un bene realistico da costruire nel dialogo e nella mediazione.

L’apertura ha visto il coinvolgimento delle massime autorità civili e religiose, con interventi che hanno richiamato la responsabilità di “tenere vivo” lo spirito di Assisi e di non cedere al conformismo della guerra. Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha sottolineato che la pace “va cercata, coltivata e osata”, indicando una via alternativa alla violenza delle armi nelle controversie internazionali.

L’incontro era basato sulla formula dei 22 forum (QUI una sintesi delle riflessioni di ciascun gruppo di lavoro) e ha permesso di affrontare molti temi interconnessi: disuguaglianze, migrazioni, cura della casa comune, intelligenza artificiale, minaccia nucleare, Mediterraneo, diritti dei bambini, unità dei cristiani.

Voci autorevoli del mondo religioso hanno insistito su una “pace disarmata e disarmante”, mentre Sant’Egidio ha rilanciato il ruolo quotidiano dei “facilitatori di pace” che, lontano dai riflettori, tessono mediazioni e amicizie sociali. Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha parlato della domanda di pace spesso inascoltata e della necessità di dare voce all’“immenso popolo della pace” che non si rassegna all’odio.

L’incontro, come da tradizione, si è concluso con una veglia di preghiera durante la quale Papa Leone XIV ha  pronunciato un discorso alla presenza  di leader religiosi provenienti da tutto il mondo e rappresentanti delle Chiese cristiane. Il suo richiamo finale è stato chiaro: basta guerre e cumuli di morti; occorre investire nella dignità di ogni persona e nella fratellanza come principio ispiratore di un ordine più giusto e sostenibile. In un’epoca segnata da conflitti, l’evento ha mostrato che il dialogo non è debolezza, ma la forza necessaria per passare dall’età della forza all’età del negoziato.​

Fonte

Immagine

Veduta notturna della colossione a Roma
Veduta notturna della colossione a Roma

Foto di di Albert Canite su Unsplash

CONDIVIDI