Burundi, diocesi di Bururi | Suor Gaudence ci racconta la Giornata mondiale della vita consacrata

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12 Febbraio 2026

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Foto di suor Gaudence Nininahazwe

La 30ª Giornata mondiale della vita consacrata, nella parrocchia di Kiryama, in Burundi, è stata celebrata l’8 febbraio. Per la prima volta, le congregazioni si sono riunite a livello parrocchiale

  1. Una celebrazione decentrata e ricca di significato
  2. Un primo momento storico per la vita consacrata a Kiryama
  3. I tre obiettivi della Giornata mondiale della vita consacrata
  4. Una gioia condivisa

1. Una celebrazione decentrata e ricca di significato

A Kiryama, la celebrazione ha riunito cinque congregazioni presenti nella parrocchia. La Messa solenne, celebrata durante la seconda Eucaristia domenicale, è stata presieduta dall’abbé Rénovat Manariyo, dell’Istituto degli Apostoli del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo, assistito dal parroco e da altri sacerdoti della zona.

La diocesi di Bururi conta attualmente venti congregazioni: quindici maschili, quattro femminili e il Foyer de Charité, di carattere misto. La parrocchia di Kiryama, che ha solo sette anni di vita, accoglie ben cinque congregazioni.

Contrariamente agli anni precedenti, quando la Giornata mondiale della vita consacrata veniva celebrata a livello di vicariato (Bututsi, Imbo e Buragane), quest’anno le congregazioni si sono riunite a livello parrocchiale. Una novità molto apprezzata sia dai consacrati sia dai fedeli.

2. Un primo momento storico per la vita consacrata a Kiryama

Per i religiosi e le religiose di Kiryama, questa celebrazione ha avuto un carattere particolare: era la prima volta che la Giornata mondiale della vita consacrata veniva solennizzata direttamente nel loro luogo di apostolato. Finora, infatti, dovevano recarsi alla cattedrale di Bururi, nel vicariato di Bututsi.

Hanno partecipato alla celebrazione l’Istituto Famiglia dei Discepoli di Cristo (congregazione femminile fondata nel 1986 nella diocesi di Bururi), le suore Bene Tereziya – prima congregazione religiosa del Burundi –, l’Istituto degli Apostoli del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo (fondato nel 1989 nell’arcidiocesi di Gitega), le Vergini consacrate e il Foyer de Charité di Kiryama.

Questa celebrazione locale è stata l’occasione per ripercorrere la storia della vita consacrata in Burundi e nella diocesi di Bururi. I fedeli hanno appreso che la prima religiosa burundese, suor Marie Rose Muyoberwa, della congregazione delle Bene Bikira fondata in Rwanda, pronunciò i voti temporanei l’8 dicembre 1922. Fu seguita da suor Marie Agnès delle Bene Tereziya (15 agosto 1933) e da frère Joseph Sambira, della congregazione dei Bene Yosefu, che emise la professione religiosa il 6 gennaio 1964. Tutti provenivano dalla parrocchia di Muyaga, nella diocesi di Ruyigi.

3. I tre obiettivi della Giornata mondiale della vita consacrata

Nell’omelia, l’abbé Rénovat Manariyo ha ricordato l’origine e le finalità di questa giornata istituita nel 1997 da san Giovanni Paolo II. «La Giornata mondiale della vita consacrata è anzitutto un’azione di grazie per il dono prezioso che la vita consacrata rappresenta nella Chiesa», ha spiegato.

Secondo Giovanni Paolo II, la giornata mira anche a far conoscere e apprezzare meglio la vita consacrata, che ricorda alla Chiesa la sua vocazione profonda di appartenenza totale al Signore. Infine, è un invito rivolto ai consacrati a celebrare insieme le meraviglie compiute da Dio nelle loro vite e a rinnovare il loro impegno al servizio della Chiesa e del mondo.

4. Una gioia condivisa

Le reazioni raccolte al termine della celebrazione testimoniano una soddisfazione unanime. L’abbé Rénovat Manariyo si è detto felice di poter celebrare questa giornata più vicino alle comunità cristiane: «Ciò favorisce la prossimità e rafforza i legami con i collaboratori pastorali. È anche una bella occasione di promozione vocazionale», ha sottolineato, auspicando che l’iniziativa venga riproposta nel 2027.

Da parte sua, suor Virginie Havyarima, della congregazione delle Bene Tereziya, ha vissuto questa celebrazione con un’emozione particolare, segnando i suoi 30 anni di vita consacrata. «Ogni Giornata mondiale della vita consacrata coincide con l’anniversario della mia consacrazione religiosa. Questa 30ª edizione è per me fonte di immensa gioia», ha confidato.

Anche i fedeli hanno condiviso questa gioia. Marcel Nitunga, parrocchiano di Kiryama, si è detto molto soddisfatto nel vedere un numero così significativo di consacrati in una parrocchia così giovane. «È la prima volta che celebriamo questa festa qui. I consacrati hanno animato tutta la Messa e ci hanno insegnato molto sulla vita consacrata. Questo dona speranza ai genitori e ai bambini attratti da questa vocazione», ha concluso.

Immagini

  • Foto di suor Gaudence Nininahazwe

La 30ª Giornata mondiale della vita consacrata, nella parrocchia di Kiryama, in Burundi, è stata celebrata l’8 febbraio. Per la prima volta, le congregazioni si sono riunite a livello parrocchiale

  1. Una celebrazione decentrata e ricca di significato
  2. Un primo momento storico per la vita consacrata a Kiryama
  3. I tre obiettivi della Giornata mondiale della vita consacrata
  4. Una gioia condivisa

1. Una celebrazione decentrata e ricca di significato

A Kiryama, la celebrazione ha riunito cinque congregazioni presenti nella parrocchia. La Messa solenne, celebrata durante la seconda Eucaristia domenicale, è stata presieduta dall’abbé Rénovat Manariyo, dell’Istituto degli Apostoli del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo, assistito dal parroco e da altri sacerdoti della zona.

La diocesi di Bururi conta attualmente venti congregazioni: quindici maschili, quattro femminili e il Foyer de Charité, di carattere misto. La parrocchia di Kiryama, che ha solo sette anni di vita, accoglie ben cinque congregazioni.

Contrariamente agli anni precedenti, quando la Giornata mondiale della vita consacrata veniva celebrata a livello di vicariato (Bututsi, Imbo e Buragane), quest’anno le congregazioni si sono riunite a livello parrocchiale. Una novità molto apprezzata sia dai consacrati sia dai fedeli.

2. Un primo momento storico per la vita consacrata a Kiryama

Per i religiosi e le religiose di Kiryama, questa celebrazione ha avuto un carattere particolare: era la prima volta che la Giornata mondiale della vita consacrata veniva solennizzata direttamente nel loro luogo di apostolato. Finora, infatti, dovevano recarsi alla cattedrale di Bururi, nel vicariato di Bututsi.

Hanno partecipato alla celebrazione l’Istituto Famiglia dei Discepoli di Cristo (congregazione femminile fondata nel 1986 nella diocesi di Bururi), le suore Bene Tereziya – prima congregazione religiosa del Burundi –, l’Istituto degli Apostoli del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo (fondato nel 1989 nell’arcidiocesi di Gitega), le Vergini consacrate e il Foyer de Charité di Kiryama.

Questa celebrazione locale è stata l’occasione per ripercorrere la storia della vita consacrata in Burundi e nella diocesi di Bururi. I fedeli hanno appreso che la prima religiosa burundese, suor Marie Rose Muyoberwa, della congregazione delle Bene Bikira fondata in Rwanda, pronunciò i voti temporanei l’8 dicembre 1922. Fu seguita da suor Marie Agnès delle Bene Tereziya (15 agosto 1933) e da frère Joseph Sambira, della congregazione dei Bene Yosefu, che emise la professione religiosa il 6 gennaio 1964. Tutti provenivano dalla parrocchia di Muyaga, nella diocesi di Ruyigi.

3. I tre obiettivi della Giornata mondiale della vita consacrata

Nell’omelia, l’abbé Rénovat Manariyo ha ricordato l’origine e le finalità di questa giornata istituita nel 1997 da san Giovanni Paolo II. «La Giornata mondiale della vita consacrata è anzitutto un’azione di grazie per il dono prezioso che la vita consacrata rappresenta nella Chiesa», ha spiegato.

Secondo Giovanni Paolo II, la giornata mira anche a far conoscere e apprezzare meglio la vita consacrata, che ricorda alla Chiesa la sua vocazione profonda di appartenenza totale al Signore. Infine, è un invito rivolto ai consacrati a celebrare insieme le meraviglie compiute da Dio nelle loro vite e a rinnovare il loro impegno al servizio della Chiesa e del mondo.

4. Una gioia condivisa

Le reazioni raccolte al termine della celebrazione testimoniano una soddisfazione unanime. L’abbé Rénovat Manariyo si è detto felice di poter celebrare questa giornata più vicino alle comunità cristiane: «Ciò favorisce la prossimità e rafforza i legami con i collaboratori pastorali. È anche una bella occasione di promozione vocazionale», ha sottolineato, auspicando che l’iniziativa venga riproposta nel 2027.

Da parte sua, suor Virginie Havyarima, della congregazione delle Bene Tereziya, ha vissuto questa celebrazione con un’emozione particolare, segnando i suoi 30 anni di vita consacrata. «Ogni Giornata mondiale della vita consacrata coincide con l’anniversario della mia consacrazione religiosa. Questa 30ª edizione è per me fonte di immensa gioia», ha confidato.

Anche i fedeli hanno condiviso questa gioia. Marcel Nitunga, parrocchiano di Kiryama, si è detto molto soddisfatto nel vedere un numero così significativo di consacrati in una parrocchia così giovane. «È la prima volta che celebriamo questa festa qui. I consacrati hanno animato tutta la Messa e ci hanno insegnato molto sulla vita consacrata. Questo dona speranza ai genitori e ai bambini attratti da questa vocazione», ha concluso.

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  • Foto di suor Gaudence Nininahazwe
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