Commento al Vangelo del giorno di Padre Giordano Favillini
Domenica di Pasqua di Risurrezione 5/04
Giovanni 20, 1
Il primo giorno della settimana Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino quando era ancora buio e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Quel primo giorno non era solo di quella settimana, ma di un tempo nuovo, di una nuova era. Si iniziava da capo, incomincia il tempo della vita, il tempo dell’amore, il tempo della salvezza. Tutto scaturì da quel sepolcro vuoto. La morte e il peccato erano vinti, ora è il tempo della benevolenza divina e della santità.
Lunedì 6/04
Matteo 28, 8
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. La tomba di Gesù è vuota, l’amore non può restare nella morte, così la verità non può essere chiusa in una tomba. Gesù risorto proclama con la sua vita che Lui è l’amore e la verità e per questo diventa la nostra speranza.
Martedì 7/04
Giovanni 20, 18
Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore”, e ciò che le aveva detto. È solo l’amore di una donna che rende capaci di vedere il Cristo e di comprendere le cose nuove che Dio compie nella storia. Tutto è possibile di ciò che è buono, dopo che Gesù Cristo ha infranto la barriera della morte.
Mercoledì 8/04
Luca 24, 30-31
Quando fu a tavola con loro prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono gli occhi e lo riconobbero. C’è una cecità spirituale che non ci permette di procedere nella vita della fede. Dobbiamo nutrirci del corpo di Cristo e così vedremo l’invisibile e la fede sarà una luce interiore che ci guida nel cammino della vita.
Giovedì 9/04
Luca 24, 38-39
Perché siete turbati e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, sono proprio io. Le ferite dei chiodi e del colpo di lancia inferti per uccidere diventano i segni che confermano che quel risorto è veramente Gesù. L’odio e la morte sono trasformati in resurrezione e vita.
Venerdì 10/04
Giovanni 21, 4
Quando già era l’alba Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?”. La paura e la tristezza spezza il cuore. Spesso ci impediscono di riconoscere il Signore presente nella nostra vita, negli avvenimenti. Egli ci interpella, ci chiama nella fede di coloro che ci chiedono aiuto nelle parole di loro che ci parlano di fede.
Sabato 11/04
Marco 16, 10 e 11
Maria di Magdala andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto, ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Gli apostoli non credevano che Gesù fosse risorto, erano chiusi nell’orizzonte umano, non riuscivano ad uscire dal lutto, dalla realtà della morte. Anche noi siamo così, così secolarizzati e terrestrizzati che non riusciamo a percepire le realtà soprannaturali e spirituali.
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Domenica di Pasqua di Risurrezione 5/04
Giovanni 20, 1
Il primo giorno della settimana Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino quando era ancora buio e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Quel primo giorno non era solo di quella settimana, ma di un tempo nuovo, di una nuova era. Si iniziava da capo, incomincia il tempo della vita, il tempo dell’amore, il tempo della salvezza. Tutto scaturì da quel sepolcro vuoto. La morte e il peccato erano vinti, ora è il tempo della benevolenza divina e della santità.
Lunedì 6/04
Matteo 28, 8
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. La tomba di Gesù è vuota, l’amore non può restare nella morte, così la verità non può essere chiusa in una tomba. Gesù risorto proclama con la sua vita che Lui è l’amore e la verità e per questo diventa la nostra speranza.
Martedì 7/04
Giovanni 20, 18
Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore”, e ciò che le aveva detto. È solo l’amore di una donna che rende capaci di vedere il Cristo e di comprendere le cose nuove che Dio compie nella storia. Tutto è possibile di ciò che è buono, dopo che Gesù Cristo ha infranto la barriera della morte.
Mercoledì 8/04
Luca 24, 30-31
Quando fu a tavola con loro prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono gli occhi e lo riconobbero. C’è una cecità spirituale che non ci permette di procedere nella vita della fede. Dobbiamo nutrirci del corpo di Cristo e così vedremo l’invisibile e la fede sarà una luce interiore che ci guida nel cammino della vita.
Giovedì 9/04
Luca 24, 38-39
Perché siete turbati e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, sono proprio io. Le ferite dei chiodi e del colpo di lancia inferti per uccidere diventano i segni che confermano che quel risorto è veramente Gesù. L’odio e la morte sono trasformati in resurrezione e vita.
Venerdì 10/04
Giovanni 21, 4
Quando già era l’alba Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?”. La paura e la tristezza spezza il cuore. Spesso ci impediscono di riconoscere il Signore presente nella nostra vita, negli avvenimenti. Egli ci interpella, ci chiama nella fede di coloro che ci chiedono aiuto nelle parole di loro che ci parlano di fede.
Sabato 11/04
Marco 16, 10 e 11
Maria di Magdala andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto, ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Gli apostoli non credevano che Gesù fosse risorto, erano chiusi nell’orizzonte umano, non riuscivano ad uscire dal lutto, dalla realtà della morte. Anche noi siamo così, così secolarizzati e terrestrizzati che non riusciamo a percepire le realtà soprannaturali e spirituali.
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Giovanni 20, 1
Il primo giorno della settimana Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino quando era ancora buio e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Quel primo giorno non era solo di quella settimana, ma di un tempo nuovo, di una nuova era. Si iniziava da capo, incomincia il tempo della vita, il tempo dell’amore, il tempo della salvezza. Tutto scaturì da quel sepolcro vuoto. La morte e il peccato erano vinti, ora è il tempo della benevolenza divina e della santità.
Lunedì 6/04
Matteo 28, 8
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. La tomba di Gesù è vuota, l’amore non può restare nella morte, così la verità non può essere chiusa in una tomba. Gesù risorto proclama con la sua vita che Lui è l’amore e la verità e per questo diventa la nostra speranza.
Martedì 7/04
Giovanni 20, 18
Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore”, e ciò che le aveva detto. È solo l’amore di una donna che rende capaci di vedere il Cristo e di comprendere le cose nuove che Dio compie nella storia. Tutto è possibile di ciò che è buono, dopo che Gesù Cristo ha infranto la barriera della morte.
Mercoledì 8/04
Luca 24, 30-31
Quando fu a tavola con loro prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono gli occhi e lo riconobbero. C’è una cecità spirituale che non ci permette di procedere nella vita della fede. Dobbiamo nutrirci del corpo di Cristo e così vedremo l’invisibile e la fede sarà una luce interiore che ci guida nel cammino della vita.
Giovedì 9/04
Luca 24, 38-39
Perché siete turbati e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, sono proprio io. Le ferite dei chiodi e del colpo di lancia inferti per uccidere diventano i segni che confermano che quel risorto è veramente Gesù. L’odio e la morte sono trasformati in resurrezione e vita.
Venerdì 10/04
Giovanni 21, 4
Quando già era l’alba Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?”. La paura e la tristezza spezza il cuore. Spesso ci impediscono di riconoscere il Signore presente nella nostra vita, negli avvenimenti. Egli ci interpella, ci chiama nella fede di coloro che ci chiedono aiuto nelle parole di loro che ci parlano di fede.
Sabato 11/04
Marco 16, 10 e 11
Maria di Magdala andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto, ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Gli apostoli non credevano che Gesù fosse risorto, erano chiusi nell’orizzonte umano, non riuscivano ad uscire dal lutto, dalla realtà della morte. Anche noi siamo così, così secolarizzati e terrestrizzati che non riusciamo a percepire le realtà soprannaturali e spirituali.
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