Da don Vito Vacca, fidei donum rientrato dopo diversi anni in missione, una riflessione sulla Pasqua, nuovo inizio
Potremmo essere vivi solo in apparenza mentre dentro domina già la morte, senza speranza. Accade spesso: possiamo essere vivi fisicamente, ma spiritualmente spenti, incapaci di vedere un futuro. Potremmo essere sepolcri imbiancati o cadaveri ambulanti o teatranti con la maschera di Arlecchino, vivere fuori di noi, in funzione degli altri o nella paura degli altri.
Se ci ritroviamo morti spiritualmente, senza speranza, tristi e scoraggiati, oppressi dalla paura e dall’incapacità di amare, ascoltiamo oggi la voce di Gesù: “vieni fuori!” Già Isaia ci incoraggia: “Così dice il Signore Dio: ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio”. E promette: “Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio”. Gesù piange davanti al sepolcro di Lazzaro, suo amico e amico delle sue sorelle Maria e Marta, ma poi comanda e la sua parola opera il miracolo: «Lazzaro, vieni fuori!».
Giustamente, oppressi dalle difficoltà, possiamo protestare che non c’è più niente da fare: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni», ci ho provato tanto, sono già vecchio. C’è sempre qualcuno che annuncia “Non c’è più niente da fare!”, e chiude la porta ad ogni speranza, perché il sepolcro è chiuso: tutto è buio, intorno si vedono solo rassegnazione o illusioni ingenue.
Ma Gesù non perse come noi la speranza: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?», e gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Gesù dà la vita anche quando sembra non esserci più speranza. A questo proposito diceva Papa Francesco:
“Gesù si avvicina ai nostri sepolcri e dice a noi, come allora: «Togliete la pietra». In questi momenti noi abbiamo come una pietra dentro e l’unico capace di toglierla è Gesù, con la sua parola: “Togliete la pietra”. Questo dice Gesù, anche a noi. Togliete la pietra: il dolore, gli errori, anche i fallimenti, non nascondeteli dentro di voi, in una stanza buia e solitaria, chiusa. Togliete la pietra: tirate fuori tutto quello che c’è dentro…
Quante volte, nella vita, ci siamo trovati così, in questa situazione di non avere forza per rialzarci. E Gesù: “Vai, vai avanti! Io sono con te”. Ti prendo io per mano, dice Gesù, come quando da piccolo imparavi a fare i primi passi”.
Ormai vicini alla Pasqua ci ritroviamo forse con poca speranza, feriti per la nostra fragilità, con dei problemi che ci spaventano e con la paura di non farcela. Forse siamo ricaduti in peccati che ci schiavizzano e pensiamo non ci sia niente da fare.
Ma ora arriva la Pasqua e viene Gesù che vince la morte e risorge. Nelle icone lo vediamo sempre che afferra Adamo e Eva con la sua mano, perché Egli, quando glielo chiediamo con fede, ci tiene per mano e ci fa uscire dal sepolcro e dalla morte.
Vi auguro che questa Pasqua sia veramente un inizio di vita nuovo pieno di fiducia.
Per favore, pregate per la pace soprattutto nella nostra amata Terra Santa! Vi salutano i nostri fratelli
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“Togliete la pietra”: la nuova vita in Cristo
il:
– di:
Foto di Cole Keister su Unsplash
Da don Vito Vacca, fidei donum rientrato dopo diversi anni in missione, una riflessione sulla Pasqua, nuovo inizio
Potremmo essere vivi solo in apparenza mentre dentro domina già la morte, senza speranza. Accade spesso: possiamo essere vivi fisicamente, ma spiritualmente spenti, incapaci di vedere un futuro. Potremmo essere sepolcri imbiancati o cadaveri ambulanti o teatranti con la maschera di Arlecchino, vivere fuori di noi, in funzione degli altri o nella paura degli altri.
Se ci ritroviamo morti spiritualmente, senza speranza, tristi e scoraggiati, oppressi dalla paura e dall’incapacità di amare, ascoltiamo oggi la voce di Gesù: “vieni fuori!” Già Isaia ci incoraggia: “Così dice il Signore Dio: ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio”. E promette: “Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio”. Gesù piange davanti al sepolcro di Lazzaro, suo amico e amico delle sue sorelle Maria e Marta, ma poi comanda e la sua parola opera il miracolo: «Lazzaro, vieni fuori!».
Giustamente, oppressi dalle difficoltà, possiamo protestare che non c’è più niente da fare: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni», ci ho provato tanto, sono già vecchio. C’è sempre qualcuno che annuncia “Non c’è più niente da fare!”, e chiude la porta ad ogni speranza, perché il sepolcro è chiuso: tutto è buio, intorno si vedono solo rassegnazione o illusioni ingenue.
Ma Gesù non perse come noi la speranza: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?», e gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Gesù dà la vita anche quando sembra non esserci più speranza. A questo proposito diceva Papa Francesco:
“Gesù si avvicina ai nostri sepolcri e dice a noi, come allora: «Togliete la pietra». In questi momenti noi abbiamo come una pietra dentro e l’unico capace di toglierla è Gesù, con la sua parola: “Togliete la pietra”. Questo dice Gesù, anche a noi. Togliete la pietra: il dolore, gli errori, anche i fallimenti, non nascondeteli dentro di voi, in una stanza buia e solitaria, chiusa. Togliete la pietra: tirate fuori tutto quello che c’è dentro…
Quante volte, nella vita, ci siamo trovati così, in questa situazione di non avere forza per rialzarci. E Gesù: “Vai, vai avanti! Io sono con te”. Ti prendo io per mano, dice Gesù, come quando da piccolo imparavi a fare i primi passi”.
Ma ora arriva la Pasqua e viene Gesù che vince la morte e risorge. Nelle icone lo vediamo sempre che afferra Adamo e Eva con la sua mano, perché Egli, quando glielo chiediamo con fede, ci tiene per mano e ci fa uscire dal sepolcro e dalla morte.
Vi auguro che questa Pasqua sia veramente un inizio di vita nuovo pieno di fiducia.
Per favore, pregate per la pace soprattutto nella nostra amata Terra Santa! Vi salutano i nostri fratelli
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Da don Vito Vacca, fidei donum rientrato dopo diversi anni in missione, una riflessione sulla Pasqua, nuovo inizio
Potremmo essere vivi solo in apparenza mentre dentro domina già la morte, senza speranza. Accade spesso: possiamo essere vivi fisicamente, ma spiritualmente spenti, incapaci di vedere un futuro. Potremmo essere sepolcri imbiancati o cadaveri ambulanti o teatranti con la maschera di Arlecchino, vivere fuori di noi, in funzione degli altri o nella paura degli altri.
Se ci ritroviamo morti spiritualmente, senza speranza, tristi e scoraggiati, oppressi dalla paura e dall’incapacità di amare, ascoltiamo oggi la voce di Gesù: “vieni fuori!” Già Isaia ci incoraggia: “Così dice il Signore Dio: ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio”. E promette: “Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio”. Gesù piange davanti al sepolcro di Lazzaro, suo amico e amico delle sue sorelle Maria e Marta, ma poi comanda e la sua parola opera il miracolo: «Lazzaro, vieni fuori!».
Giustamente, oppressi dalle difficoltà, possiamo protestare che non c’è più niente da fare: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni», ci ho provato tanto, sono già vecchio. C’è sempre qualcuno che annuncia “Non c’è più niente da fare!”, e chiude la porta ad ogni speranza, perché il sepolcro è chiuso: tutto è buio, intorno si vedono solo rassegnazione o illusioni ingenue.
Ma Gesù non perse come noi la speranza: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?», e gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Gesù dà la vita anche quando sembra non esserci più speranza. A questo proposito diceva Papa Francesco:
“Gesù si avvicina ai nostri sepolcri e dice a noi, come allora: «Togliete la pietra». In questi momenti noi abbiamo come una pietra dentro e l’unico capace di toglierla è Gesù, con la sua parola: “Togliete la pietra”. Questo dice Gesù, anche a noi. Togliete la pietra: il dolore, gli errori, anche i fallimenti, non nascondeteli dentro di voi, in una stanza buia e solitaria, chiusa. Togliete la pietra: tirate fuori tutto quello che c’è dentro…
Quante volte, nella vita, ci siamo trovati così, in questa situazione di non avere forza per rialzarci. E Gesù: “Vai, vai avanti! Io sono con te”. Ti prendo io per mano, dice Gesù, come quando da piccolo imparavi a fare i primi passi”.
Ma ora arriva la Pasqua e viene Gesù che vince la morte e risorge. Nelle icone lo vediamo sempre che afferra Adamo e Eva con la sua mano, perché Egli, quando glielo chiediamo con fede, ci tiene per mano e ci fa uscire dal sepolcro e dalla morte.
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Foto di Cole Keister su Unsplash
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