“L’alfabeto della Misericordia” | B come Bisaccia

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. La rubrica di spazio + spadoni prosegue con la lettera -B
Padre Oliviero Ferro, nostro autore, è un missionario saveriano. Oggi, in Sardegna, dopo il rientro dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Camerun.
Per la rubrica “L’alfabeto della Misericordia” ha scelto la parola Bisaccia…
Durante i miei viaggi in giro per la Sardegna, un giorno mi sono incontrato con un vecchio pastore. Aveva la barba bianca e sulla spalla una bisaccia. Mi ferma e mi chiede dove sto andando.
Gli dico che volevo andare a vedere un nuraghe. Mi dice di fermarmi, perché ha qualcosa di importante da dirmi. Ci sediamo su una roccia.
Mi mostra la bisaccia e mi dice che gliela aveva data un vecchio pastore. La apre e vedo che ci sono delle striscette di cuoio con scritte delle parole: “fame, sete, malattia, prigione, straniero”.
Il vecchio pastore gli aveva detto di prenderne una al giorno e di fare qualcosa, seguendo quella parola. Io gli chiedo perché vuole consegnare la bisaccia proprio a me. Mi risponde che lui ormai è vecchio ed è pronto per l’ultimo viaggio.
Mi dice che mi darà una bisaccia piccola, come lui l’aveva ricevuta. Poi, è diventata grande, perché l’aveva riempita di opere di misericordia. Tra le tante mi ricordava che quando aveva saputo che un suo amico era ammalato, aveva lasciato tutto per stare vicino a lui e lo aveva fatto fino alla sua morte (quindici giorni dopo).
E mi raccontava ancora tante altre cose e vedevo che i suoi occhi erano pieni di felicità.
Allora mi dice che anche la mia bisaccia sarebbe diventata grande, facendo il bene, come gli avevano raccontato del buon samaritano (aveva usato l’olio per curare la persona abbandonata sulla strada, il sale per capire che era una cosa saggia aiutare chi era nel bisogno, gli occhi per guardare intorno a sé, le bende e una pomata speciale per fargli riprendere forza e la borraccia di acqua per dissetarlo).
Ora, mi dice: “fai anche tu quello che c’è scritto. La tua bisaccia diventerà grande. E poi consegnala a qualcun altro, perché il bene con le opere di misericordia non si deve fermare mai fino alla fine del mondo, quando tutti porteremo la nostra bisaccia davanti al Buon Pastore”.
Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)
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Una lettera dell’alfabeto per poi pensare a una parola che ci rimandi alle opere di misericordia. La rubrica di spazio + spadoni prosegue con la lettera -B
Padre Oliviero Ferro, nostro autore, è un missionario saveriano. Oggi, in Sardegna, dopo il rientro dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Camerun.
Per la rubrica “L’alfabeto della Misericordia” ha scelto la parola Bisaccia…
Durante i miei viaggi in giro per la Sardegna, un giorno mi sono incontrato con un vecchio pastore. Aveva la barba bianca e sulla spalla una bisaccia. Mi ferma e mi chiede dove sto andando.
Gli dico che volevo andare a vedere un nuraghe. Mi dice di fermarmi, perché ha qualcosa di importante da dirmi. Ci sediamo su una roccia.
Mi mostra la bisaccia e mi dice che gliela aveva data un vecchio pastore. La apre e vedo che ci sono delle striscette di cuoio con scritte delle parole: “fame, sete, malattia, prigione, straniero”.
Il vecchio pastore gli aveva detto di prenderne una al giorno e di fare qualcosa, seguendo quella parola. Io gli chiedo perché vuole consegnare la bisaccia proprio a me. Mi risponde che lui ormai è vecchio ed è pronto per l’ultimo viaggio.
Mi dice che mi darà una bisaccia piccola, come lui l’aveva ricevuta. Poi, è diventata grande, perché l’aveva riempita di opere di misericordia. Tra le tante mi ricordava che quando aveva saputo che un suo amico era ammalato, aveva lasciato tutto per stare vicino a lui e lo aveva fatto fino alla sua morte (quindici giorni dopo).
E mi raccontava ancora tante altre cose e vedevo che i suoi occhi erano pieni di felicità.
Allora mi dice che anche la mia bisaccia sarebbe diventata grande, facendo il bene, come gli avevano raccontato del buon samaritano (aveva usato l’olio per curare la persona abbandonata sulla strada, il sale per capire che era una cosa saggia aiutare chi era nel bisogno, gli occhi per guardare intorno a sé, le bende e una pomata speciale per fargli riprendere forza e la borraccia di acqua per dissetarlo).
Ora, mi dice: “fai anche tu quello che c’è scritto. La tua bisaccia diventerà grande. E poi consegnala a qualcun altro, perché il bene con le opere di misericordia non si deve fermare mai fino alla fine del mondo, quando tutti porteremo la nostra bisaccia davanti al Buon Pastore”.
Se anche tu vuoi scrivere la “tua” parola della misericordia, scegli una lettera e invia a: editor@spaziospadoni.org (Loredana Brigante)
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