ARC34 a Nouakchott: l’Africa prova a ripensare il suo futuro agroalimentare

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29 Aprile 2026

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Una ciotola di popcorn
Una ciotola di popcorn

Foto di Marek Studzinski su Unsplash

La 34esima sessione della Conferenza regionale della FAO (ARC34) lancia una sfida decisiva per sicurezza alimentare, clima e sviluppo

Si è svolta nella capitale della Mauritania, a Nouakchott, la 34esima sessione della Conferenza regionale della FAO (34th Session of the FAO Regional Conference for Africa) che ha riportato al centro una domanda decisiva: come trasformare i sistemi agroalimentari africani in modo stabile, innovativo e giusto? L’incontro, dal 13 al 17 aprile 2026, ha riunito ministri, tecnici e partner internazionali attorno al tema della trasformazione dei sistemi agroalimentari attraverso innovazione, partnership e investimenti.

L’aspetto cruciale che è emerso è stata la convinzione che l’Africa non abbia bisogno solo di produrre di più, ma di produrre meglio, con maggiore resilienza ai cambiamenti climatici, alle crisi dei prezzi, alle malattie transfrontaliere e alla pressione demografica. Tra i dossier discussi figurano infatti la gestione dei parassiti e delle malattie, il finanziamento dell’agroalimentare, la gestione sostenibile di suolo e acqua, la biodiversità, la bioeconomia e la cosiddetta “blue transformation”, cioè il rilancio sostenibile delle risorse ittiche e acquatiche.

Un elemento importante dell’ARC34 è stato il coinvolgimento dei giovani, chiamati a portare idee concrete su innovazione, digitale e occupazione agricola. Questo è un segnale forte: la sicurezza alimentare non si costruisce solo nei ministeri, ma anche nei laboratori, nelle comunità rurali, nelle cooperative e nelle reti di formazione.

Alla conferenza ha preso parte anche l’Osservatore permanente della Santa Sede presso Fao, Ifad e Wfp Mons. Fernando Chica Arellano che ha ricordato i dati dell’ultimo rapporto Onu sullo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI 2025) secondo cui “circa 673 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2024”. Questi dati  elaborati su scala prospettica indicano “che 512 milioni di persone potrebbero soffrire di malnutrizione cronica entro il 2030, il 60% delle quali in Africa”.

L’inviato della Santa Sede ha ripreso l’appello di Papa Leone XIV del 16 ottobre scorso nel  discorso alla Sede della FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che invitava “a mobilitare tutte le risorse disponibili, in uno spirito di solidarietà, affinché nessuno sulla terra manchi del cibo necessario, sia in quantità che in qualità. In questo modo, sarà possibile porre fine a una situazione che nega la dignità umana”.

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La 34esima sessione della Conferenza regionale della FAO (ARC34) lancia una sfida decisiva per sicurezza alimentare, clima e sviluppo

Si è svolta nella capitale della Mauritania, a Nouakchott, la 34esima sessione della Conferenza regionale della FAO (34th Session of the FAO Regional Conference for Africa) che ha riportato al centro una domanda decisiva: come trasformare i sistemi agroalimentari africani in modo stabile, innovativo e giusto? L’incontro, dal 13 al 17 aprile 2026, ha riunito ministri, tecnici e partner internazionali attorno al tema della trasformazione dei sistemi agroalimentari attraverso innovazione, partnership e investimenti.

L’aspetto cruciale che è emerso è stata la convinzione che l’Africa non abbia bisogno solo di produrre di più, ma di produrre meglio, con maggiore resilienza ai cambiamenti climatici, alle crisi dei prezzi, alle malattie transfrontaliere e alla pressione demografica. Tra i dossier discussi figurano infatti la gestione dei parassiti e delle malattie, il finanziamento dell’agroalimentare, la gestione sostenibile di suolo e acqua, la biodiversità, la bioeconomia e la cosiddetta “blue transformation”, cioè il rilancio sostenibile delle risorse ittiche e acquatiche.

Un elemento importante dell’ARC34 è stato il coinvolgimento dei giovani, chiamati a portare idee concrete su innovazione, digitale e occupazione agricola. Questo è un segnale forte: la sicurezza alimentare non si costruisce solo nei ministeri, ma anche nei laboratori, nelle comunità rurali, nelle cooperative e nelle reti di formazione.

Alla conferenza ha preso parte anche l’Osservatore permanente della Santa Sede presso Fao, Ifad e Wfp Mons. Fernando Chica Arellano che ha ricordato i dati dell’ultimo rapporto Onu sullo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI 2025) secondo cui “circa 673 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2024”. Questi dati  elaborati su scala prospettica indicano “che 512 milioni di persone potrebbero soffrire di malnutrizione cronica entro il 2030, il 60% delle quali in Africa”.

L’inviato della Santa Sede ha ripreso l’appello di Papa Leone XIV del 16 ottobre scorso nel  discorso alla Sede della FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che invitava “a mobilitare tutte le risorse disponibili, in uno spirito di solidarietà, affinché nessuno sulla terra manchi del cibo necessario, sia in quantità che in qualità. In questo modo, sarà possibile porre fine a una situazione che nega la dignità umana”.

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