L’ONU dichiara la tratta degli schiavi africani “il più grave crimine contro l’umanità”

Foto di British Library su Unsplash
Nella Giornata Internazionale in Memoria delle Vittime della Schiavitù, l’ONU approva una risoluzione storica contro l’oblio della schiavitù transatlantica
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il 25 marzo 2026 una risoluzione che definisce la tratta transatlantica degli schiavi africani e la schiavitù razziale come “il più grave crimine contro l’umanità”. Promossa dal Ghana, la mozione è passata con 123 voti favorevoli, 3 contrari (Stati Uniti, Israele e Argentina) e 52 astensioni, tra cui Italia, Unione Europea e Regno Unito. Sebbene non vincolante, il testo segna un passo politico forte verso il riconoscimento delle ingiustizie storiche e invita a percorsi di giustizia riparativa.
La risoluzione emerge dal crescente pressing dei paesi in via di sviluppo per affrontare l’eredità della schiavitù, che per quattro secoli ha deportato circa tra i 12 e i 15 milioni di africani verso le Americhe, distruggendo famiglie e comunità. Il segretario generale ONU António Guterres ha sottolineato come tale crimine abbia generato un’ideologia razzista con effetti persistenti, come discriminazioni e neocolonialismo. Il presidente ghanese John Dramani Mahama, presente al voto, ha dichiarato: “Non riapriamo ferite, ma affermiamo la verità per una guarigione collettiva”.
I principali contenuti della risoluzione sono:
– il riconoscimento storico: la tratta è “un’ingiustizia disumana e persistente” per scala, durata e brutalità, che ha strutturato regimi razziali di lavoro e capitale.
– l’appello alle riparazioni: gli Stati devono negoziare scuse ufficiali, restituzioni di beni culturali (opere d’arte, archivi), compensazioni, riabilitazione e riforme contro il razzismo sistemico.
– il coinvolgimento multilaterale: si invita l’Unione Africana, il CARICOM e altri a dialogare per misure concrete, ampliando il tema oltre i risarcimenti economici.
Triste notare come i Paesi occidentali riconoscano la gravità ma evitino alcun impegni su risarcimenti, focalizzandosi sulla schiavitù moderna, che al momento conta oltre 40 milioni di vittime oggi. Questa divisione evidenzia tensioni globali: il Sud rivendica responsabilità storiche, il Nord privilegia azioni presenti.
Risorse
- Onu: schiavitù il “più grave crimine contro l’umanità” – S. Leszczynski – Vatican News – 25 marzo 2026
- Il testo della risoluzione: United Nations Declaration of the Trafficking of Enslaved Africans and Racialized Chattel Enslavement of Africans as the Gravest Crime against Humanity
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- Foto di British Library su Unsplash
Nella Giornata Internazionale in Memoria delle Vittime della Schiavitù, l’ONU approva una risoluzione storica contro l’oblio della schiavitù transatlantica
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il 25 marzo 2026 una risoluzione che definisce la tratta transatlantica degli schiavi africani e la schiavitù razziale come “il più grave crimine contro l’umanità”. Promossa dal Ghana, la mozione è passata con 123 voti favorevoli, 3 contrari (Stati Uniti, Israele e Argentina) e 52 astensioni, tra cui Italia, Unione Europea e Regno Unito. Sebbene non vincolante, il testo segna un passo politico forte verso il riconoscimento delle ingiustizie storiche e invita a percorsi di giustizia riparativa.
La risoluzione emerge dal crescente pressing dei paesi in via di sviluppo per affrontare l’eredità della schiavitù, che per quattro secoli ha deportato circa tra i 12 e i 15 milioni di africani verso le Americhe, distruggendo famiglie e comunità. Il segretario generale ONU António Guterres ha sottolineato come tale crimine abbia generato un’ideologia razzista con effetti persistenti, come discriminazioni e neocolonialismo. Il presidente ghanese John Dramani Mahama, presente al voto, ha dichiarato: “Non riapriamo ferite, ma affermiamo la verità per una guarigione collettiva”.
I principali contenuti della risoluzione sono:
– il riconoscimento storico: la tratta è “un’ingiustizia disumana e persistente” per scala, durata e brutalità, che ha strutturato regimi razziali di lavoro e capitale.
– l’appello alle riparazioni: gli Stati devono negoziare scuse ufficiali, restituzioni di beni culturali (opere d’arte, archivi), compensazioni, riabilitazione e riforme contro il razzismo sistemico.
– il coinvolgimento multilaterale: si invita l’Unione Africana, il CARICOM e altri a dialogare per misure concrete, ampliando il tema oltre i risarcimenti economici.
Triste notare come i Paesi occidentali riconoscano la gravità ma evitino alcun impegni su risarcimenti, focalizzandosi sulla schiavitù moderna, che al momento conta oltre 40 milioni di vittime oggi. Questa divisione evidenzia tensioni globali: il Sud rivendica responsabilità storiche, il Nord privilegia azioni presenti.
Risorse
- Onu: schiavitù il “più grave crimine contro l’umanità” – S. Leszczynski – Vatican News – 25 marzo 2026
- Il testo della risoluzione: United Nations Declaration of the Trafficking of Enslaved Africans and Racialized Chattel Enslavement of Africans as the Gravest Crime against Humanity
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