“Pane in piazza” | Opere di misericordia che lievitano

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27 Agosto 2025

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Pane-in-piazza1

Dal 24 agosto al primo settembre, in piazza Duomo a Milano, l’iniziativa di solidarietà promossa  dai Missionari Cappuccini e dalla famiglia Marinoni

“A Pane in Piazza 2025, noi Frati Cappuccini di Lombardia vogliamo unirci al messaggio del Giubileo per rispondere alla grande fame di speranza che ha il mondo”. Così fra Giovanni Cropelli, responsabile delle Missioni estere dei Cappuccini della Lombardia, presenta il più grande evento missionario che si sia mai svolto sotto la Madonnina.

Insieme alla famiglia Marinoni, storica famiglia di panificatori, i Missionari uniscono eccellenza artigiana e attenzione al prossimo in un’iniziativa che coinvolge quasi 400.000 visitatori e in cui il pane diventa gesto di condivisione, espressione di fede e strumento concreto di solidarietà.

A partecipare sono 250 panificatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, che per alcuni giorni si mettono all’opera nel cuore della città per offrire pane, ma anche un messaggio forte: il pane è un diritto, la solidarietà è un dovere. L’obiettivo del progetto, infatti, è raccogliere fondi per costruire un panificio in Camerun a Bambui e fornire gratuitamente pane ai giovani detenuti del carcere di Bamenda, nel desiderio di riconoscere la loro umanità, costruire un ponte con la società.

pane-in-piazza-CappucciniIl panificio non sarà solo un’infrastruttura produttiva, ma un punto di riferimento sociale ed educativo: un luogo dove giovani e adulti potranno formarsi, imparare un mestiere, guadagnarsi da vivere in modo dignitoso.

“Il ricavato delle passate iniziative (2018-2019) ha permesso di avviare un panificio in Etiopia, a Dire Dawa, con annessa scuola di panificazione e negozio, creando lavoro per i giovani e dando sostegno alle comunità locali che ospitano orfani, poveri e disabili”, si legge sul sito dei Cappuccini.

Tantissimi gli eventi in programma: tavole rotonde, momenti di intrattenimento musicale, di preghiera e di riflessione, spettacoli, ecc.

In un tempo in cui tutto sembra correre veloce e disconnesso, “Pane in Piazza” ci ricorda che la solidarietà ha bisogno di mani, di tempo, di presenza.
E che un pane spezzato in piazza può arrivare lontano, fino ai margini del mondo
, portando con sé un messaggio universale: la fraternità è possibile, e comincia da noi.

Chi partecipa a “Pane in Piazza” non è solo spettatore: è protagonista di un processo che ha ricadute reali, tangibili. Che si tratti di un’offerta, di una parola condivisa, di un pezzo di pane acquistato, ogni gesto ha un valore. Perché ogni pane spezzato in piazza, si moltiplica altrove: nel sorriso di un detenuto, nella rinascita di un villaggio, nella vita di un giovane che ritrova speranza.

Fonte

Immagini

  • Fra Paolo Maria Braghini

Dal 24 agosto al primo settembre, in piazza Duomo a Milano, l’iniziativa di solidarietà promossa  dai Missionari Cappuccini e dalla famiglia Marinoni

“A Pane in Piazza 2025, noi Frati Cappuccini di Lombardia vogliamo unirci al messaggio del Giubileo per rispondere alla grande fame di speranza che ha il mondo”. Così fra Giovanni Cropelli, responsabile delle Missioni estere dei Cappuccini della Lombardia, presenta il più grande evento missionario che si sia mai svolto sotto la Madonnina.

Insieme alla famiglia Marinoni, storica famiglia di panificatori, i Missionari uniscono eccellenza artigiana e attenzione al prossimo in un’iniziativa che coinvolge quasi 400.000 visitatori e in cui il pane diventa gesto di condivisione, espressione di fede e strumento concreto di solidarietà.

A partecipare sono 250 panificatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, che per alcuni giorni si mettono all’opera nel cuore della città per offrire pane, ma anche un messaggio forte: il pane è un diritto, la solidarietà è un dovere. L’obiettivo del progetto, infatti, è raccogliere fondi per costruire un panificio in Camerun a Bambui e fornire gratuitamente pane ai giovani detenuti del carcere di Bamenda, nel desiderio di riconoscere la loro umanità, costruire un ponte con la società.

pane-in-piazza-CappucciniIl panificio non sarà solo un’infrastruttura produttiva, ma un punto di riferimento sociale ed educativo: un luogo dove giovani e adulti potranno formarsi, imparare un mestiere, guadagnarsi da vivere in modo dignitoso.

“Il ricavato delle passate iniziative (2018-2019) ha permesso di avviare un panificio in Etiopia, a Dire Dawa, con annessa scuola di panificazione e negozio, creando lavoro per i giovani e dando sostegno alle comunità locali che ospitano orfani, poveri e disabili”, si legge sul sito dei Cappuccini.

Tantissimi gli eventi in programma: tavole rotonde, momenti di intrattenimento musicale, di preghiera e di riflessione, spettacoli, ecc.

In un tempo in cui tutto sembra correre veloce e disconnesso, “Pane in Piazza” ci ricorda che la solidarietà ha bisogno di mani, di tempo, di presenza.
E che un pane spezzato in piazza può arrivare lontano, fino ai margini del mondo
, portando con sé un messaggio universale: la fraternità è possibile, e comincia da noi.

Chi partecipa a “Pane in Piazza” non è solo spettatore: è protagonista di un processo che ha ricadute reali, tangibili. Che si tratti di un’offerta, di una parola condivisa, di un pezzo di pane acquistato, ogni gesto ha un valore. Perché ogni pane spezzato in piazza, si moltiplica altrove: nel sorriso di un detenuto, nella rinascita di un villaggio, nella vita di un giovane che ritrova speranza.

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  • Fra Paolo Maria Braghini
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