La pace comincia da te

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Con padre Alessio Geraci, riscopriamo l’appello profetico di don Tonino Bello per una pace attiva, il disarmo dei cuori e la scelta della non violenza
In questo clima atroce di guerra dove molti moltissimi cristiani hanno confuso la frase di Gesù “amatevi gli uni gli altri” con “armatevi gli uni gli altri” risuona fortissimo l’eco delle parole del grande profeta di pace speranza don Tonino bello, pronunciate all’Arena di Verona, il 30 aprile 1989:
«In piedi allora costruttore di pace. Non abbiate paura che Gesù Cristo, che scruta i cuori e che non ci stanchiamo di implorare, sai che il nostro amore per gli ultimi coincide l’amore con l’amore per lui.
Se non abbiamo la forza di dire che le armi non solo non si devono vendere, ma neppure costruire, che la politica dei blocchi iniqua, e la remissione dei debiti al terzo mondo è per un acconto sulla restituzione del nostro debito dei terzi del mondo, la logica di disarmo un laterale non è poi così disomogenea con quella del Vangelo, che la non violenza attiva criterio di prassi cristiana, che certe forme di obiezione sono segno di un amore più grande per la città terrena… Se non abbiamo la forza di dire tutto questo, rimarremo usignoli affumicanti invece che essere pasquali».
E allora caro fratello cara sorella…
Disinnesca i conflitti di disarmo il tuo cuore militarizza, batti tutti sui muri e rendilo l’uomo accessibile confortevole perché chiunque vi voglio entrare, costruire la pace parte anche da questo parte anche da te.
Fonte
- A. Geraci, Buone notizie in tempi difficili, Edizioni San Lorenzo, pp. 309-310.
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Con padre Alessio Geraci, riscopriamo l’appello profetico di don Tonino Bello per una pace attiva, il disarmo dei cuori e la scelta della non violenza
In questo clima atroce di guerra dove molti moltissimi cristiani hanno confuso la frase di Gesù “amatevi gli uni gli altri” con “armatevi gli uni gli altri” risuona fortissimo l’eco delle parole del grande profeta di pace speranza don Tonino bello, pronunciate all’Arena di Verona, il 30 aprile 1989:
«In piedi allora costruttore di pace. Non abbiate paura che Gesù Cristo, che scruta i cuori e che non ci stanchiamo di implorare, sai che il nostro amore per gli ultimi coincide l’amore con l’amore per lui.
Se non abbiamo la forza di dire che le armi non solo non si devono vendere, ma neppure costruire, che la politica dei blocchi iniqua, e la remissione dei debiti al terzo mondo è per un acconto sulla restituzione del nostro debito dei terzi del mondo, la logica di disarmo un laterale non è poi così disomogenea con quella del Vangelo, che la non violenza attiva criterio di prassi cristiana, che certe forme di obiezione sono segno di un amore più grande per la città terrena… Se non abbiamo la forza di dire tutto questo, rimarremo usignoli affumicanti invece che essere pasquali».
E allora caro fratello cara sorella…
Disinnesca i conflitti di disarmo il tuo cuore militarizza, batti tutti sui muri e rendilo l’uomo accessibile confortevole perché chiunque vi voglio entrare, costruire la pace parte anche da questo parte anche da te.
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- A. Geraci, Buone notizie in tempi difficili, Edizioni San Lorenzo, pp. 309-310.
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