Venerdì Santo

Venerdì Santo
Venerdì Santo: Il Mistero della Croce e il Sacrificio Redentore di Cristo
Nome
Venerdì Santo
Titolo
La passione del Signore
Martirologio
edizione 2004
Preghiera
Signore Gesù ti sei addossato i nostri dolori e sei stato umiliato sotto il carico della croce. Sei stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Sei diventato un corpo piagato e sofferente perché ti sei messo al nostro posto per salvarci dal peccato. Tanto ci hai amato, Signore Gesù! Ti chiediamo perdono contemplando il tuo volto sfigurato e ricordando le tue parole che vorremmo far dimorare nel nostro cuore. Se uno vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua. Per questa santa croce, sii tu benedetto nei secoli dei secoli. Amen.
Luogo reliquie
Basilica del Santo Sepolcro
Il Santo e la missione
La missione di Gesù nel Venerdì Santo giunge al suo compimento radicale: è la missione della Sostituzione Vicaria. Egli non muore per una tragica fatalità politica, ma perché “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. La Sua missione in questo giorno è caricarsi del peso del peccato del mondo, scendendo nell’abisso della sofferenza umana — fisica, morale e spirituale — per santificarlo. Dall’orto del Getsemani al Pretorio, fino alla collina del Golgota, la Sua missione è quella dell’Obbedienza Perfetta. Mentre l’umanità cercava di innalzarsi contro Dio, Dio si abbassa fino alla morte di croce per rialzare l’uomo. Sulla Croce, il trono della Sua regalità, la missione di Gesù è “Tutto è compiuto”: non è un grido di sconfitta, ma il segnale che il debito è pagato e la via verso il Padre è stata riaperta dal Suo costato squarciato. In questo giorno, la missione cristiana ci insegna che non esiste resurrezione senza il passaggio attraverso il sacrificio e la morte al proprio egoismo.
Il Santo e le opere di misericordia
La misericordia del Venerdì Santo è una misericordia che sanguina e perdona. È la misericordia che sgorga dalle Sette Parole di Gesù in croce. La prima di esse è il vertice assoluto dell’amore divino: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. In questo istante, la misericordia di Dio non mette condizioni; essa si offre ai Suoi carnefici, ai soldati che lo deridono, all’umanità che lo ignora. È una misericordia che non si scandalizza del male, ma lo vince lasciandosene trafiggere. Dalla ferita del costato, secondo la tradizione, nascono la Chiesa e i Sacramenti: acqua e sangue, simboli di una misericordia che lava e che nutre. La misericordia del Venerdì Santo è anche quella rivolta al Buon Ladrone: “Oggi sarai con me nel paradiso”. Essa ci assicura che non è mai troppo tardi per essere salvati, che un solo istante di pentimento sincero davanti alla Croce può cancellare una vita intera di errori. In questo giorno, la misericordia di Dio si fa “vulnerabile” per rendere noi invincibili nella speranza, ricordandoci che il Suo amore è più forte della morte stessa.
Agiografia
Il Venerdì Santo è il giorno in cui si ricordano gli eventi della Passione e della Morte di Gesù Cristo, come narrati nei Vangeli. Nel cuore della notte, dopo l’Ultima Cena, Gesù si ritirò con i suoi discepoli nel Giardino del Getsemani. Qui, immerso nell’angoscia, si rivolse al Padre in preghiera…
Fonte dell’articolo e immagini
Venerdì Santo: Il Mistero della Croce e il Sacrificio Redentore di Cristo
Nome
Venerdì Santo
Titolo
La passione del Signore
Martirologio
edizione 2004
Preghiera
Signore Gesù ti sei addossato i nostri dolori e sei stato umiliato sotto il carico della croce. Sei stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Sei diventato un corpo piagato e sofferente perché ti sei messo al nostro posto per salvarci dal peccato. Tanto ci hai amato, Signore Gesù! Ti chiediamo perdono contemplando il tuo volto sfigurato e ricordando le tue parole che vorremmo far dimorare nel nostro cuore. Se uno vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua. Per questa santa croce, sii tu benedetto nei secoli dei secoli. Amen.
Luogo reliquie
Basilica del Santo Sepolcro
Il Santo e la missione
La missione di Gesù nel Venerdì Santo giunge al suo compimento radicale: è la missione della Sostituzione Vicaria. Egli non muore per una tragica fatalità politica, ma perché “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. La Sua missione in questo giorno è caricarsi del peso del peccato del mondo, scendendo nell’abisso della sofferenza umana — fisica, morale e spirituale — per santificarlo. Dall’orto del Getsemani al Pretorio, fino alla collina del Golgota, la Sua missione è quella dell’Obbedienza Perfetta. Mentre l’umanità cercava di innalzarsi contro Dio, Dio si abbassa fino alla morte di croce per rialzare l’uomo. Sulla Croce, il trono della Sua regalità, la missione di Gesù è “Tutto è compiuto”: non è un grido di sconfitta, ma il segnale che il debito è pagato e la via verso il Padre è stata riaperta dal Suo costato squarciato. In questo giorno, la missione cristiana ci insegna che non esiste resurrezione senza il passaggio attraverso il sacrificio e la morte al proprio egoismo.
Il Santo e le opere di misericordia
La misericordia del Venerdì Santo è una misericordia che sanguina e perdona. È la misericordia che sgorga dalle Sette Parole di Gesù in croce. La prima di esse è il vertice assoluto dell’amore divino: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. In questo istante, la misericordia di Dio non mette condizioni; essa si offre ai Suoi carnefici, ai soldati che lo deridono, all’umanità che lo ignora. È una misericordia che non si scandalizza del male, ma lo vince lasciandosene trafiggere. Dalla ferita del costato, secondo la tradizione, nascono la Chiesa e i Sacramenti: acqua e sangue, simboli di una misericordia che lava e che nutre. La misericordia del Venerdì Santo è anche quella rivolta al Buon Ladrone: “Oggi sarai con me nel paradiso”. Essa ci assicura che non è mai troppo tardi per essere salvati, che un solo istante di pentimento sincero davanti alla Croce può cancellare una vita intera di errori. In questo giorno, la misericordia di Dio si fa “vulnerabile” per rendere noi invincibili nella speranza, ricordandoci che il Suo amore è più forte della morte stessa.
Agiografia
Il Venerdì Santo è il giorno in cui si ricordano gli eventi della Passione e della Morte di Gesù Cristo, come narrati nei Vangeli. Nel cuore della notte, dopo l’Ultima Cena, Gesù si ritirò con i suoi discepoli nel Giardino del Getsemani. Qui, immerso nell’angoscia, si rivolse al Padre in preghiera…
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