Il Papa: “La pace non si impone, si costruisce”

Fonte: Vatican News
Nel volo di ritorno dal viaggio apostolico in Africa, Leone XIV incontra i giornalisti e rilancia l’urgenza di una cultura della pace, affrontando anche altri temi
- Il senso del viaggio apostolico: annuncio del Vangelo e vicinanza ai popoli
- Pace e conflitti globali: la condanna della guerra e delle ingiustizie
- Migrazioni e disuguaglianze: la sfida Nord-Sud del mondo
- Chiesa, unità e accoglienza: “tutti, tutti, tutti” nella visione del Papa
Nel volo di ritorno dall’Africa, Papa Leone XIV ha incontrato i giornalisti per la tradizionale conferenza stampa in aereo, tracciando un bilancio del suo intenso viaggio apostolico tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Un percorso di undici giorni segnato da incontri con popoli diversi, realtà segnate da povertà e tensioni, ma anche da una forte partecipazione di fede e speranza.
Il Pontefice ha ribadito che il cuore della sua missione non è politico ma pastorale: “il viaggio è soprattutto l’espressione di voler annunciare il Vangelo”, ha sottolineato, spiegando come l’incontro con le comunità locali significhi anche condividere gioie e sofferenze dei popoli.
Un’esperienza che diventa occasione per incoraggiare responsabilità sociali e dialogo con le autorità civili, sempre nella prospettiva del bene comune.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della pace. Leone XIV ha ribadito con forza che, come pastore, non può sostenere la guerra: la violenza, ha affermato, colpisce sempre gli innocenti e mina il futuro dell’umanità.
Da qui l’appello a costruire una “nuova cultura della pace”, che non si limiti alle dichiarazioni ma diventi impegno concreto delle nazioni e delle istituzioni internazionali.
Infine, il Papa ha affrontato il nodo delle migrazioni, definendolo un fenomeno globale che interpella Nord e Sud del mondo. Ha richiamato la responsabilità dei Paesi più ricchi, interrogandosi su cosa venga realmente fatto per ridurre le disuguaglianze e offrire alternative alla disperazione di chi è costretto a partire.
Nella stessa linea, ha ribadito la visione inclusiva della Chiesa, che accoglie “tutti, tutti, tutti”, invitando però a non perdere di vista il fondamento dell’unità cristiana e del messaggio evangelico.
Fonte e immagine
Nel volo di ritorno dal viaggio apostolico in Africa, Leone XIV incontra i giornalisti e rilancia l’urgenza di una cultura della pace, affrontando anche altri temi
- Il senso del viaggio apostolico: annuncio del Vangelo e vicinanza ai popoli
- Pace e conflitti globali: la condanna della guerra e delle ingiustizie
- Migrazioni e disuguaglianze: la sfida Nord-Sud del mondo
- Chiesa, unità e accoglienza: “tutti, tutti, tutti” nella visione del Papa
Nel volo di ritorno dall’Africa, Papa Leone XIV ha incontrato i giornalisti per la tradizionale conferenza stampa in aereo, tracciando un bilancio del suo intenso viaggio apostolico tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Un percorso di undici giorni segnato da incontri con popoli diversi, realtà segnate da povertà e tensioni, ma anche da una forte partecipazione di fede e speranza.
Il Pontefice ha ribadito che il cuore della sua missione non è politico ma pastorale: “il viaggio è soprattutto l’espressione di voler annunciare il Vangelo”, ha sottolineato, spiegando come l’incontro con le comunità locali significhi anche condividere gioie e sofferenze dei popoli.
Un’esperienza che diventa occasione per incoraggiare responsabilità sociali e dialogo con le autorità civili, sempre nella prospettiva del bene comune.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della pace. Leone XIV ha ribadito con forza che, come pastore, non può sostenere la guerra: la violenza, ha affermato, colpisce sempre gli innocenti e mina il futuro dell’umanità.
Da qui l’appello a costruire una “nuova cultura della pace”, che non si limiti alle dichiarazioni ma diventi impegno concreto delle nazioni e delle istituzioni internazionali.
Infine, il Papa ha affrontato il nodo delle migrazioni, definendolo un fenomeno globale che interpella Nord e Sud del mondo. Ha richiamato la responsabilità dei Paesi più ricchi, interrogandosi su cosa venga realmente fatto per ridurre le disuguaglianze e offrire alternative alla disperazione di chi è costretto a partire.
Nella stessa linea, ha ribadito la visione inclusiva della Chiesa, che accoglie “tutti, tutti, tutti”, invitando però a non perdere di vista il fondamento dell’unità cristiana e del messaggio evangelico.
Fonte e immagine

Fonte: Vatican News


