Il paradiso del noi: comunione e relazioni

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Scopriamo con don Nino Carta come trasformare l’io e il tu nel noi attraverso l’amore reciproco, l’accoglienza e la comunione
È questa una prospettiva di vita frutto di una profonda esperienza di fede che si radica nell’amore e in particolare nell’accoglienza come dono, nella convivialità delle differenze.
Vivere in comunione non per annullare le individualità ma per costruire relazioni piene di vita sempre nuova e appassionante, superando l’autoreferenzialità.
Dio infatti non è una entità solitaria, ma una comunione di persone e nel Suo amore ci ha creato a Sua immagine e somiglianza.
Per questo anche noi riusciremo a trovare la profondità del nostro essere solo nel “farci dono” per gli altri.
Troviamo la felicità solo con la capacità e l’impegno di diventare tessitori di relazioni, trasformando l’egoismo dell’io e del tu nella vita divina del “noi”.
Come commenta Martin Buber: “Il ‘noi’ nasce nello spazio intermedio tra due persone, quando l’amore reciproco e la gratuità trasformano il loro stile di vita che mai tratta l’altro come un oggetto, ma come un ‘tu’ unico, vero dono di Dio”.
È un amore che, diventando sempre più dono reciproco tra le persone, non va a invadere il “tu” degli altri, ma si ferma in mezzo, come Gesù stesso ci ha insegnato nel Vangelo: “Dove sono due o tre uniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (MT 18,20).
Un noi che si divinizza proprio per la presenza di Gesù che nasce in mezzo a noi quando ci sforziamo di vincere la tentazione di essere isole per diventare ponti.
Cosi ogni atto d’amore e di comunione ci fa riscoprire il “Paradiso del noi”: il “Noi” che diventa continua gioia di amare ed essere amati.
Può sembrare un sogno, ma se ogni giorno ci sforziamo di vivere la profondità e la bellezza del noi, anche i momenti difficili si trasformano in momenti di cielo. Come commenta un amico che si sforza continuamente di vivere questa esperienza: “Nino carissimo, wow… questa sì che è una vita a colori!”.
Beh!… Ne sono convinto anch’io!
Fonte
- “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (1 maggio 2026)
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Scopriamo con don Nino Carta come trasformare l’io e il tu nel noi attraverso l’amore reciproco, l’accoglienza e la comunione
È questa una prospettiva di vita frutto di una profonda esperienza di fede che si radica nell’amore e in particolare nell’accoglienza come dono, nella convivialità delle differenze.
Vivere in comunione non per annullare le individualità ma per costruire relazioni piene di vita sempre nuova e appassionante, superando l’autoreferenzialità.
Dio infatti non è una entità solitaria, ma una comunione di persone e nel Suo amore ci ha creato a Sua immagine e somiglianza.
Per questo anche noi riusciremo a trovare la profondità del nostro essere solo nel “farci dono” per gli altri.
Troviamo la felicità solo con la capacità e l’impegno di diventare tessitori di relazioni, trasformando l’egoismo dell’io e del tu nella vita divina del “noi”.
Come commenta Martin Buber: “Il ‘noi’ nasce nello spazio intermedio tra due persone, quando l’amore reciproco e la gratuità trasformano il loro stile di vita che mai tratta l’altro come un oggetto, ma come un ‘tu’ unico, vero dono di Dio”.
È un amore che, diventando sempre più dono reciproco tra le persone, non va a invadere il “tu” degli altri, ma si ferma in mezzo, come Gesù stesso ci ha insegnato nel Vangelo: “Dove sono due o tre uniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (MT 18,20).
Un noi che si divinizza proprio per la presenza di Gesù che nasce in mezzo a noi quando ci sforziamo di vincere la tentazione di essere isole per diventare ponti.
Cosi ogni atto d’amore e di comunione ci fa riscoprire il “Paradiso del noi”: il “Noi” che diventa continua gioia di amare ed essere amati.
Può sembrare un sogno, ma se ogni giorno ci sforziamo di vivere la profondità e la bellezza del noi, anche i momenti difficili si trasformano in momenti di cielo. Come commenta un amico che si sforza continuamente di vivere questa esperienza: “Nino carissimo, wow… questa sì che è una vita a colori!”.
Beh!… Ne sono convinto anch’io!
Fonte
- “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (1 maggio 2026)
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