Indonesia, Isola di Flores | Opere di misericordia che diventano “miracoli”

Foto di Mehdi Sepehri su Unsplash
I padri Camilliani sono presenti sull’Isola di Flores dal 2009. Con le loro opere di misericordia, rendono vivibile anche per i poveri questo piccolo paradiso terrestre
“Sull’isola di Flores, i Camilliani vivono il loro carisma là dove la fragilità è più evidente: accanto ai malati, ai poveri e alle famiglie che lottano ogni giorno per la dignità. La nostra missione è prendersi cura del corpo e dell’anima, offrendo ascolto, salute e speranza”.
Così, dal St. Camillus Social Center di Kupang si racconta all’Agenzia Fides padre Luigi Galvani, missionario camilliano.
Flores (dal portoghese “fiori”) – influenzata tantissimo dai missionari cristiani, prima portoghesi e poi olandesi – è un’incantevole isola dell’Indonesia, famosa per le sue spiagge, le barriere coralline, i varani di komodo, ecc. Tuttavia, al di là delle bellezze naturali e del turismo, la gente nei villaggi ha bisogno di tutto: dall’assistenza sanitaria di base al cibo, dalla casa all’istruzione.
In prossimità della Giornata mondiale dei Poveri del 16 Novembre 2025, è un sollievo scoprire il lavoro incessante e prezioso dei Missionari Camilliani.
Solo nell’ultimo anno, è stato un fiorire di “piccoli miracoli umani”.

I Camilliani in Indonesia
Grazie al sostegno di tanti benefattori, infatti, 160 bambini e le loro famiglie hanno ricevuto mensilmente pacchi di alimenti di base: riso, olio, legumi, prodotti di prima necessità. Non solo nutrimento, quindi, ma anche sicurezza e respiro per affrontare la fatica di ogni giorno.
Un’altra iniziativa ha restituito libertà e dignità a persone affette da malattie mentali, spesso tenute incatenate per anni in capanne isolate.
Per loro – racconta padre Galvani – sono state costruite piccole case con un letto e un bagno: spazi semplici ma pieni di libertà, dove possono ricominciare a vivere.
Inoltre, 30 studenti indigenti hanno ricevuto borse di studio, uniformi, quaderni e la possibilità di continuare gli studi. Per chi vive più lontano, un centro di accoglienza vicino alla città offrirà un letto pulito, sostegno allo studio e una comunità disponibile ad accompagnare la crescita.
Ma il cammino di carità non si ferma qui. È in costruzione anche la Casa della Carità “San Camillo”, destinata ad accogliere persone sole e abbandonate: qui troveranno un pasto, cure di base e una presenza amica. Vicino alla città, sorgerà anche
La misericordia nel concreto
Sono opere di misericordia vissute nel concreto: dar da mangiare agli affamati, istruire gli ignoranti, accogliere i senza tetto, visitare gli ammalati.
Non un elenco di azioni meccaniche, ma gesti che, nella quotidianità di Flores e attraverso la presenza dei Camilliani, diventano segni visibili dell’amore di Dio.
“Dietro ogni progetto – conclude padre Galvani – ci sono volti, storie, sorrisi ritrovati. La solidarietà dei benefattori ha cambiato la vita di tanti poveri e ha ridato a noi missionari un entusiasmo nuovo”.
Perciò, nel cuore di un arcipelago spesso dimenticato, la Giornata mondiale dei poveri trova il suo significato più profondo: non un appuntamento da calendario, ma un invito a riconoscere che ogni gesto di misericordia è un miracolo possibile.
Fonte
Immagine
- Foto 1 di Mehdi Sepehri su Unsplash
- Foto 2 (Sito web Camilliani)
I padri Camilliani sono presenti sull’Isola di Flores dal 2009. Con le loro opere di misericordia, rendono vivibile anche per i poveri questo piccolo paradiso terrestre
“Sull’isola di Flores, i Camilliani vivono il loro carisma là dove la fragilità è più evidente: accanto ai malati, ai poveri e alle famiglie che lottano ogni giorno per la dignità. La nostra missione è prendersi cura del corpo e dell’anima, offrendo ascolto, salute e speranza”.
Così, dal St. Camillus Social Center di Kupang si racconta all’Agenzia Fides padre Luigi Galvani, missionario camilliano.
Flores (dal portoghese “fiori”) – influenzata tantissimo dai missionari cristiani, prima portoghesi e poi olandesi – è un’incantevole isola dell’Indonesia, famosa per le sue spiagge, le barriere coralline, i varani di komodo, ecc. Tuttavia, al di là delle bellezze naturali e del turismo, la gente nei villaggi ha bisogno di tutto: dall’assistenza sanitaria di base al cibo, dalla casa all’istruzione.
In prossimità della Giornata mondiale dei Poveri del 16 Novembre 2025, è un sollievo scoprire il lavoro incessante e prezioso dei Missionari Camilliani.
Solo nell’ultimo anno, è stato un fiorire di “piccoli miracoli umani”.

I Camilliani in Indonesia
Grazie al sostegno di tanti benefattori, infatti, 160 bambini e le loro famiglie hanno ricevuto mensilmente pacchi di alimenti di base: riso, olio, legumi, prodotti di prima necessità. Non solo nutrimento, quindi, ma anche sicurezza e respiro per affrontare la fatica di ogni giorno.
Un’altra iniziativa ha restituito libertà e dignità a persone affette da malattie mentali, spesso tenute incatenate per anni in capanne isolate.
Per loro – racconta padre Galvani – sono state costruite piccole case con un letto e un bagno: spazi semplici ma pieni di libertà, dove possono ricominciare a vivere.
Inoltre, 30 studenti indigenti hanno ricevuto borse di studio, uniformi, quaderni e la possibilità di continuare gli studi. Per chi vive più lontano, un centro di accoglienza vicino alla città offrirà un letto pulito, sostegno allo studio e una comunità disponibile ad accompagnare la crescita.
Ma il cammino di carità non si ferma qui. È in costruzione anche la Casa della Carità “San Camillo”, destinata ad accogliere persone sole e abbandonate: qui troveranno un pasto, cure di base e una presenza amica. Vicino alla città, sorgerà anche
La misericordia nel concreto
Sono opere di misericordia vissute nel concreto: dar da mangiare agli affamati, istruire gli ignoranti, accogliere i senza tetto, visitare gli ammalati.
Non un elenco di azioni meccaniche, ma gesti che, nella quotidianità di Flores e attraverso la presenza dei Camilliani, diventano segni visibili dell’amore di Dio.
“Dietro ogni progetto – conclude padre Galvani – ci sono volti, storie, sorrisi ritrovati. La solidarietà dei benefattori ha cambiato la vita di tanti poveri e ha ridato a noi missionari un entusiasmo nuovo”.
Perciò, nel cuore di un arcipelago spesso dimenticato, la Giornata mondiale dei poveri trova il suo significato più profondo: non un appuntamento da calendario, ma un invito a riconoscere che ogni gesto di misericordia è un miracolo possibile.
Fonte
Immagine
- Foto 1 di Mehdi Sepehri su Unsplash
- Foto 2 (Sito web Camilliani)

Foto di Mehdi Sepehri su Unsplash


