“In Brasile, ho incontrato gente semplice dalla fede solida”

Santuário Nacional de Aparecida
Dal Michigan (USA), padre Piero Masolo, missionario del Pime, ci racconta il suo viaggio in Brasile ed altre esperienze
Cari amici, questo mese di aprile è iniziato in Brasile, dove sono andato per il Consiglio Regionale PIME America.
È stato importante ritrovarsi con p. Joseph, fratel Silvio, p. Raul e p. Patrick, per lavorare sui bilanci che i diversi economi d’area (Brasile, Messico e Stati Uniti) avevano preparato, e che ci permettono di vivere come comunità e programmare le diverse spese necessarie per quest’anno ed il prossimo.
CertO, l’economia non è il tema più esaltante, ma è veramente essenziale alla missione.
È stato bello poter passare il Triduo e la Pasqua con p. Ace e le sue comunità nella periferia di São Paulo, sia in parrocchia a Nossa Senhora dos Anjos, che nella cappella di São Gabriel e nella favela di Ancheita.
Ho incontrato gente semplice dalla fede solida, che sa gioire anche nelle difficoltà della vita. Ho visto bellezza dove non me la sarei aspettata, nel piccolissimo giardino della cappella di São José, ad esempio, circondato da baracche. Ho toccato con mano l’impegno gratuito di chi si fa in quattro per la propria comunità, perché si sente a casa. E non è poco.
Ho potuto visitare l’enorme santuario mariano dell’Aparecida, che accoglie oltre 12 milioni di pellegrini ogni anno. Tutto è iniziato oltre tre secoli fa, nel 1717, quando tre pescatori ritrovano prima il corpo e poi la testa di una piccola statua della Vergine Maria.
Com’era finita nel fiume accanto al loro villaggio? Nessuno può dirlo, ma, dopo averla ritrovata, i tre tornano a pescare, visto che non erano ancora riusciti a prendere nulla, e la pesca tutto d’un tratto diventa incredibilmente abbondante, miracolosa.
Da allora molte grazie sono state chieste e ricevute, ed una piccola cappella si è trasformata in una delle basiliche più grandi del mondo. Dall’Aparecida ho proseguito in pullman per Rio de Janeiro, dove in meno di 24 ore (tutto il tempo che avevo!) ho potuto camminare sulle meravigliose spiagge di Copacabana ed Ipanema, godermi il tramonto sull’oceano, salire al Pão de Açúcar e al Corcovado, da cui la grande statua del Cristo Redentore domina e benedice la città. Rio è una città di una bellezza pazzesca, con spiagge, baie, laghi e montagne che si mescolano ai diversi quartieri.
Appena rientrato a casa a Detroit, ho potuto “accompagnare” il viaggio di Papa Leone in Algeria, grazie alla richiesta di TV2000 di commentare il suo arrivo all’aeroporto di Algeri, il discorso alle autorità del Paese presso il Monumento ai Martiri della Rivoluzione (cioè i partigiani morti durante la guerra d’indipendenza dalla Francia), e la visita alla Grande Moschea.
È stata un’emozione incredibile: mi è sembrato di essere là, con tanta gente che riconoscevo dalle immagini sullo schermo. Il motto del viaggio è stato: Assalam Alaikum, la pace sia con voi. Un saluto quotidiano per le strade di Algeri, come dire ciao, ma con un significato ben più profondo, che tante volte ho pronunciato anch’io.
In questo momento di polarizzazioni e guerre, mi sembra davvero necessario costruire una pace “disarmata e disarmante”, come il Papa non si è stancato di ripetere, ripercorrendo i passi di Sant’Agostino, San Charles de Foucauld e dei Beati Martiri d’Algeria.
Due settimane fa, abbiamo avuto l’assemblea PIME Stati Uniti: 10 missionari insieme per tre giorni a scrivere il senso della nostra presenza qui. Qualcosa di non affatto scontato né semplice, ma assolutamente costruttivo.
La settimana scorsa abbiamo vissuto un Vocations Jam con gli studenti della Wayne State University a Detroit. Ci siamo ritrovati insieme diversi preti, suore, fratelli religiosi e giovani ed abbiamo condiviso chi siamo. Mi colpisce la qualità dell’ascolto dei ragazzi, che si pongono una miriade di domande sulla loro vita.
Lo scorso weekend abbiamo iniziato la stagione 2026 dei Mission Appeals recandoci a Minneapolis con p. Fernando. Ci hanno accolto due parrocchie diverse della città: Saint Helena e Saint Bridget, con i laici impegnati nelle rispettive comunità. Uno di loro, John, mi ha regalato un libro scritto da lui, “Two x Two”, A 2 a 2, con l’immagine di due preti in copertina. Ho appena iniziato a leggerlo e sembra divertente.
Vi auguro un buon mese di maggio e vi abbraccio
Immagine
- Profilo Fb di p. Piero Masolo
Dal Michigan (USA), padre Piero Masolo, missionario del Pime, ci racconta il suo viaggio in Brasile ed altre esperienze
Cari amici, questo mese di aprile è iniziato in Brasile, dove sono andato per il Consiglio Regionale PIME America.
È stato importante ritrovarsi con p. Joseph, fratel Silvio, p. Raul e p. Patrick, per lavorare sui bilanci che i diversi economi d’area (Brasile, Messico e Stati Uniti) avevano preparato, e che ci permettono di vivere come comunità e programmare le diverse spese necessarie per quest’anno ed il prossimo.
CertO, l’economia non è il tema più esaltante, ma è veramente essenziale alla missione.
È stato bello poter passare il Triduo e la Pasqua con p. Ace e le sue comunità nella periferia di São Paulo, sia in parrocchia a Nossa Senhora dos Anjos, che nella cappella di São Gabriel e nella favela di Ancheita.
Ho incontrato gente semplice dalla fede solida, che sa gioire anche nelle difficoltà della vita. Ho visto bellezza dove non me la sarei aspettata, nel piccolissimo giardino della cappella di São José, ad esempio, circondato da baracche. Ho toccato con mano l’impegno gratuito di chi si fa in quattro per la propria comunità, perché si sente a casa. E non è poco.
Ho potuto visitare l’enorme santuario mariano dell’Aparecida, che accoglie oltre 12 milioni di pellegrini ogni anno. Tutto è iniziato oltre tre secoli fa, nel 1717, quando tre pescatori ritrovano prima il corpo e poi la testa di una piccola statua della Vergine Maria.
Com’era finita nel fiume accanto al loro villaggio? Nessuno può dirlo, ma, dopo averla ritrovata, i tre tornano a pescare, visto che non erano ancora riusciti a prendere nulla, e la pesca tutto d’un tratto diventa incredibilmente abbondante, miracolosa.
Da allora molte grazie sono state chieste e ricevute, ed una piccola cappella si è trasformata in una delle basiliche più grandi del mondo. Dall’Aparecida ho proseguito in pullman per Rio de Janeiro, dove in meno di 24 ore (tutto il tempo che avevo!) ho potuto camminare sulle meravigliose spiagge di Copacabana ed Ipanema, godermi il tramonto sull’oceano, salire al Pão de Açúcar e al Corcovado, da cui la grande statua del Cristo Redentore domina e benedice la città. Rio è una città di una bellezza pazzesca, con spiagge, baie, laghi e montagne che si mescolano ai diversi quartieri.
Appena rientrato a casa a Detroit, ho potuto “accompagnare” il viaggio di Papa Leone in Algeria, grazie alla richiesta di TV2000 di commentare il suo arrivo all’aeroporto di Algeri, il discorso alle autorità del Paese presso il Monumento ai Martiri della Rivoluzione (cioè i partigiani morti durante la guerra d’indipendenza dalla Francia), e la visita alla Grande Moschea.
È stata un’emozione incredibile: mi è sembrato di essere là, con tanta gente che riconoscevo dalle immagini sullo schermo. Il motto del viaggio è stato: Assalam Alaikum, la pace sia con voi. Un saluto quotidiano per le strade di Algeri, come dire ciao, ma con un significato ben più profondo, che tante volte ho pronunciato anch’io.
In questo momento di polarizzazioni e guerre, mi sembra davvero necessario costruire una pace “disarmata e disarmante”, come il Papa non si è stancato di ripetere, ripercorrendo i passi di Sant’Agostino, San Charles de Foucauld e dei Beati Martiri d’Algeria.
Due settimane fa, abbiamo avuto l’assemblea PIME Stati Uniti: 10 missionari insieme per tre giorni a scrivere il senso della nostra presenza qui. Qualcosa di non affatto scontato né semplice, ma assolutamente costruttivo.
La settimana scorsa abbiamo vissuto un Vocations Jam con gli studenti della Wayne State University a Detroit. Ci siamo ritrovati insieme diversi preti, suore, fratelli religiosi e giovani ed abbiamo condiviso chi siamo. Mi colpisce la qualità dell’ascolto dei ragazzi, che si pongono una miriade di domande sulla loro vita.
Lo scorso weekend abbiamo iniziato la stagione 2026 dei Mission Appeals recandoci a Minneapolis con p. Fernando. Ci hanno accolto due parrocchie diverse della città: Saint Helena e Saint Bridget, con i laici impegnati nelle rispettive comunità. Uno di loro, John, mi ha regalato un libro scritto da lui, “Two x Two”, A 2 a 2, con l’immagine di due preti in copertina. Ho appena iniziato a leggerlo e sembra divertente.
Vi auguro un buon mese di maggio e vi abbraccio
Immagine
- Profilo Fb di p. Piero Masolo

Santuário Nacional de Aparecida


