Perù | “L’amore di Gesù va oltre gli errori”

il: 

23 Maggio 2026

di: 

Padre-Geraci_abbraccio-perdono
Padre-Geraci_abbraccio-perdono

Foto di p. Alessio Geraci

Padre Alessio Geraci, missionario comboniano in Perù, ci accompagna nel commento del Vangelo di Giovanni

Il Vangelo di ieri 22 maggio ci ha portati al capitolo 21 di Giovanni, nell’ambito della terza apparizione di Gesù Risorto ai suoi discepoli.

Dopo aver mangiato, Gesù si rivolge a Pietro, chiamandolo per nome, perché il Risorto cerca sempre con ciascuno/a di noi una relazione intima, personale e diretta.

L’evangelista “gioca” con due verbi greci, “agapao” e “fileo”.

Agapao è il verbo che ci parla dell’amore di Dio (agape), dell’amore totalmente gratuito e disinteressato, che non aspetta nulla in cambio, che ha in amore la propria ricompensa.

Fileo, invece, è l’amore dell’amicizia, il “volere molto”.

Gesù chiede a Pietro due volte: “Mi ami? », utilizzando il verbo agapao.

Pietro gli risponde due volte con il verbo fileo; non può arrivare ad amare Gesù con lo stesso amore con cui Gesù lo ama.

E poi Gesù scende allo stesso livello di Pietro: nella terza domanda, Gesù usa il verbo fileo.

L’amore di Gesù va oltre gli errori e gli orrori commessi, le incomprensioni, tutto. È un amore capace solo di amare!

È a Pietro, il pescatore senza istruzione, il discepolo che lo ha negato, che Gesù affida la missione di placare il suo gregge, nel quale siamo anche noi.

Questo Vangelo termina con ciò che Gesù dice a Pietro e a ciascuno/a di noi oggi: «Seguimi», affinché io possa essere persona nuova, risuscitata, che resuscita coloro che ne hanno più bisogno!

E alla vigilia della grande festa missionaria di Pentecoste, chiedi nella tua preghiera personale che lo Spirito Santo ti aiuti, con fedeltà e passione, a seguire Gesù tutti i giorni della tua vita!

Fonte e immagine

Profilo Fb di p. Alessio Geraci

Padre Alessio Geraci, missionario comboniano in Perù, ci accompagna nel commento del Vangelo di Giovanni

Il Vangelo di ieri 22 maggio ci ha portati al capitolo 21 di Giovanni, nell’ambito della terza apparizione di Gesù Risorto ai suoi discepoli.

Dopo aver mangiato, Gesù si rivolge a Pietro, chiamandolo per nome, perché il Risorto cerca sempre con ciascuno/a di noi una relazione intima, personale e diretta.

L’evangelista “gioca” con due verbi greci, “agapao” e “fileo”.

Agapao è il verbo che ci parla dell’amore di Dio (agape), dell’amore totalmente gratuito e disinteressato, che non aspetta nulla in cambio, che ha in amore la propria ricompensa.

Fileo, invece, è l’amore dell’amicizia, il “volere molto”.

Gesù chiede a Pietro due volte: “Mi ami? », utilizzando il verbo agapao.

Pietro gli risponde due volte con il verbo fileo; non può arrivare ad amare Gesù con lo stesso amore con cui Gesù lo ama.

E poi Gesù scende allo stesso livello di Pietro: nella terza domanda, Gesù usa il verbo fileo.

L’amore di Gesù va oltre gli errori e gli orrori commessi, le incomprensioni, tutto. È un amore capace solo di amare!

È a Pietro, il pescatore senza istruzione, il discepolo che lo ha negato, che Gesù affida la missione di placare il suo gregge, nel quale siamo anche noi.

Questo Vangelo termina con ciò che Gesù dice a Pietro e a ciascuno/a di noi oggi: «Seguimi», affinché io possa essere persona nuova, risuscitata, che resuscita coloro che ne hanno più bisogno!

E alla vigilia della grande festa missionaria di Pentecoste, chiedi nella tua preghiera personale che lo Spirito Santo ti aiuti, con fedeltà e passione, a seguire Gesù tutti i giorni della tua vita!

Fonte e immagine

Profilo Fb di p. Alessio Geraci

Padre-Geraci_abbraccio-perdono
Padre-Geraci_abbraccio-perdono

Foto di p. Alessio Geraci

CONDIVIDI