Lavorare per il bene comune

Foto di Nicole Baster su Unsplash
Un’azione che richiede sacrificio, cura e una vera conversione del cuore per trasformare i deserti dell’egoismo
Chi vuol lavorare seriamente per il bene comune, deve saper mettere nei suoi programmi di ogni giorno non solo tanto amore, buona volontà, fede e voglia di giustizia, ma anche una parte non indifferente di fatica, di sacrificio e di rinuncia che ogni lavoro comporta; il bene comune infatti non deve essere costrizione e paura, ma consapevolezza , entusiasmo e impegno in prima persona.
É fondamentale per questo innamorarci del bene comune perché è cosa nostra, che ci appartiene e per questo dobbiamo guardare con gli occhi del cuore la natura, il creato, il verde, ogni essere vivente e soprattutto ogni uomo. Infatti, i deserti esterni che stiamo cercando di combattere e di trasformare in giardino, sono sempre frutto dei deserti del cuore, dell’egoismo, del voler avere a tutti i costi ricchezze, potere e piaceri.
Senza una vera conversione del cuore, senza mettere al primo posto la fraternità, il rispetto verso gli altri e l’impegno per la cura e la tenerezza, mai riusciremo a fare un lavoro serio.
Il bene comune deve venire prima anche delle nostre libertà, perché la libertà vera non chiude mai, anzi apre il cuore e si fa dono per amore.
Lavorare per il bene comune è metterlo allora al primo posto nel nostro cuore, pronti a dare la vita per esso.
Non basta gridare più forte degli altri seminando discordia e violenza, ma cominciare a fare la nostra piccola parte accogliendo, rispettando, dialogando, perdonando e così dando valore ad ogni piccolo atto di collaborazione.
Mi capita di emozionarmi da solo quando lavando i piatti, mi viene ormai spontaneo ricordarmi dei suggerimenti di Papa Francesco nella Laudato si’: “spegnere la luce, risparmiare l’acqua, consumare il giusto…”.
Sembrano azioni di poco conto e di poco valore, ed invece le scopro ogni giorno come un vero vivere per amore, che lentamente cambia il cuore liberandolo da interessi individuali, avvolgendolo così di bene comune.
E ancora: mi viene proprio adesso in mente un altro pensiero: mi sto convincendo sempre di più che ogni azione in vista del bene comune è un vero atto politico e una vera celebrazione e per questo una offerta di atti d’amore per il bene della “polis universale”.
E qui penso alla vita di tante famiglie semplici e di tanti volontari a tutti i livelli; gente profondamente cristiana che non cede a richieste disoneste e continuano nella semplicità e nella povertà a costruire il tessuto sano della società.
E anche per questo, nonostante il male sembra assordarci con le sue propagande, sono convinto che le persone che lavorano per il bene comune sono molte, molte di più. Avanti allora con speranza, nonostante la nostra piccolezza!
Fonte
- “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (4 maggio 2026)
Immagine
- Foto di Nicole Baster su Unsplash
Un’azione che richiede sacrificio, cura e una vera conversione del cuore per trasformare i deserti dell’egoismo
Chi vuol lavorare seriamente per il bene comune, deve saper mettere nei suoi programmi di ogni giorno non solo tanto amore, buona volontà, fede e voglia di giustizia, ma anche una parte non indifferente di fatica, di sacrificio e di rinuncia che ogni lavoro comporta; il bene comune infatti non deve essere costrizione e paura, ma consapevolezza , entusiasmo e impegno in prima persona.
É fondamentale per questo innamorarci del bene comune perché è cosa nostra, che ci appartiene e per questo dobbiamo guardare con gli occhi del cuore la natura, il creato, il verde, ogni essere vivente e soprattutto ogni uomo. Infatti, i deserti esterni che stiamo cercando di combattere e di trasformare in giardino, sono sempre frutto dei deserti del cuore, dell’egoismo, del voler avere a tutti i costi ricchezze, potere e piaceri.
Senza una vera conversione del cuore, senza mettere al primo posto la fraternità, il rispetto verso gli altri e l’impegno per la cura e la tenerezza, mai riusciremo a fare un lavoro serio.
Il bene comune deve venire prima anche delle nostre libertà, perché la libertà vera non chiude mai, anzi apre il cuore e si fa dono per amore.
Lavorare per il bene comune è metterlo allora al primo posto nel nostro cuore, pronti a dare la vita per esso.
Non basta gridare più forte degli altri seminando discordia e violenza, ma cominciare a fare la nostra piccola parte accogliendo, rispettando, dialogando, perdonando e così dando valore ad ogni piccolo atto di collaborazione.
Mi capita di emozionarmi da solo quando lavando i piatti, mi viene ormai spontaneo ricordarmi dei suggerimenti di Papa Francesco nella Laudato si’: “spegnere la luce, risparmiare l’acqua, consumare il giusto…”.
Sembrano azioni di poco conto e di poco valore, ed invece le scopro ogni giorno come un vero vivere per amore, che lentamente cambia il cuore liberandolo da interessi individuali, avvolgendolo così di bene comune.
E ancora: mi viene proprio adesso in mente un altro pensiero: mi sto convincendo sempre di più che ogni azione in vista del bene comune è un vero atto politico e una vera celebrazione e per questo una offerta di atti d’amore per il bene della “polis universale”.
E qui penso alla vita di tante famiglie semplici e di tanti volontari a tutti i livelli; gente profondamente cristiana che non cede a richieste disoneste e continuano nella semplicità e nella povertà a costruire il tessuto sano della società.
E anche per questo, nonostante il male sembra assordarci con le sue propagande, sono convinto che le persone che lavorano per il bene comune sono molte, molte di più. Avanti allora con speranza, nonostante la nostra piccolezza!
Fonte
- “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (4 maggio 2026)
Immagine
- Foto di Nicole Baster su Unsplash

Foto di Nicole Baster su Unsplash


