I 50 progetti HIC SUM in corso

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Cosa è HIC SUM
Il progetto missionario HIC SUM coniuga pensiero e azione, sottolineando il valore profondo ed essenziale racchiuso nel gesto volontario. L’obiettivo è attivare 72 progetti HIC SUM nel mondo.
Il progetto HIC SUM (espressione latina che significa “ECCOMI”) è il cuore delle attività di spazio + spadoni.
Intraprendere questo percorso significa essere consapevoli di una scelta responsabile d’impronta missionaria: allargare le braccia ad una disponibilità ad essere portatori e testimoni della Parola e dell’Amore del Signore, quindi della Sua Misericordia.
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Come funziona HIC SUM
Spazio Spadoni si mette in contatto con una Associazione e con una Congregazione religiosa missionaria femminile. Una suora dal Sud del Mondo viene in Italia per svolgere un periodo di formazione ed esperienza che varia dai 3/6 ai 12 mesi presso l’Associazione; una presenza che diviene anche “segno” tra i volontari e nella comunità.
La suora che svolge la formazione in Italia è affiancata da un tutor (individuato nell’Associazione) e per lei è previsto un piano di affiancamento articolato da parte dello staff di Spazio Spadoni, strutturato in modo da rendere questo percorso un vero e proprio accompagnamento sia nelle fasi di apprendimento rispetto alle dinamiche tecniche e organizzative sia nella gestione dei rapporti umani.
Terminata l’esperienza in Italia, la suora torna in terra di missione e getta le basi per fondare una nuova Associazione in loco, composta da volontari che svolgano con carisma di gratuità, fraternità e amore, almeno una delle 14 Opere di Misericordia. Fin da subito, viene promosso un continuo scambio di volontari tra l’Italia e il luogo di Missione e viceversa. Tra l’Associazione italiana e quella fondata in missione nasce un vero e proprio gemellaggio da
curare e far crescere.
In terra di missione si auspica venga strutturata anche un’Impresa Sociale denominata “Il Pane di Misericordia” che produca un alimento utilizzato dalla comunità del luogo (pane, riso, cioccolato, miele, etc.) o volta a strutturare o potenziare attività di agricoltura o allevamento finalizzati a generare dei beni che in parte dovranno essere venduti per generare un ricavo volto all’autosostentamento ed alla promozione sociale, ed in parte dovranno essere donati ai poveri secondo il carisma di ciascuna Congregazione. Un segno concreto dell’Opera di Misericordia “Dar da mangiare agli affamati”.
Il progetto per i primi cinque anni è seguito e sostenuto interamente da Spazio Spadoni, che oltre a farsi carico della parte economica, promuove e coordina le fasi operative; trascorso questo tempo, Spazio Spadoni continua a seguire ed assistere il progetto ma sarà l’Associazione italiana a svolgere il ruolo di protagonista nel supporto e sviluppo della missione gemellata nel Sud del Mondo.
SisterChain HIC SUM – Finanziamento Circolare per Comunità di Suore
Obiettivo del Modello
Il modello SisterChain è progettato per creare un ciclo di sostegno finanziario tra piccole imprese gestite da comunità di suore. Il ciclo parte con un finanziatore donatore (spazio + spadoni) che fornisce i fondi iniziali per l’avvio della prima impresa. Con i profitti generati, l’impresa sostiene un’altra comunità di suore, avviando un ciclo virtuoso che genera sviluppo economico e sostenibilità tra le comunità.
Struttura del Modello di Finanziamento
- Fase 1 – Finanziatore Donatore
Il ciclo inizia con finanziatore donatore ( spazio + spadoni) che fornisce i fondi iniziali per avviare Impresa A. spazio + spadoni si impegna a sostenere la creazione di un’impresa sociale gestita da suore che non solo genererà reddito per la comunità, ma supporterà successivamente altre imprese religiose.
Esempio di Finanziamento Iniziale: importo di € 100 sufficienti per coprire i costi di avviamento e le prime fasi operative di Impresa A. - Fase 2 – Impresa A. Generazione di Profitti
Impresa A è una piccola impresa gestita dalla comunità di suore. La sua attività può essere legata a produzioni artigianali, agricole, o a servizi sociali. L’obiettivo principale è generare profitti sostenibili per la comunità, coprendo sia i costi operativi sia i bisogni della comunità, e destinando parte dei profitti al finanziamento di un’altra impresa religiosa della stessa congregazione.
Esempio di Impresa A- Settore: Panificio o produzione di miele
- Profitti annuali: € 55
- Percentuale di profitti destinati al finanziamento di Impresa B: 30% ( € 16.5 )
- Fase 3 – Impresa B. Finanziamento e Crescita
Impresa B è una seconda impresa gestita da un’altra comunità di suore. I profitti generati da Impresa A vengono utilizzati per finanziare Impresa B. L’impresa B, a sua volta, inizia a svilupparsi grazie al capitale ricevuto e si impegna a restituire parte dei profitti per avviare un’altra impresa religiosa della stessa congregazione (Impresa C).
Esempio di Impresa B- Settore: Laboratorio di sartoria o produzione di candele
- Capitale comunità B o congregazione € 50
- Capitale ricevuto iniziale: € 16.5
- Capitale ricevuto per altri 2 finanziamenti in 2 anni dalla impresa A per un totale di € 49.5
- Profitti annuali negli anni successivi: € 25
- Percentuale di profitti destinati al finanziamento di Impresa C: 30% .
- Fase 4 – Impresa C. Nuovo Finanziamento
Impresa C è la terza impresa del ciclo. Una volta che Impresa B è stabilizzata e genera profitti, una parte di questi fondi viene reinvestita in Impresa C, proseguendo così il ciclo di sostegno tra comunità religiose.
Esempio di Impresa C- Settore: Agricoltura biologica o prodotti di bellezza naturali
- Capitale comunità C o congregazione
- Capitale ricevuto dalla comunità B: € 49.5
- Restituzione e reinvestimento: Impresa C si impegna a destinare una parte dei suoi futuri profitti per finanziare una nuova impresa religiosa
- Fase 5 – Ciclo di Sviluppo e Sostegno
Una volta che il ciclo è avviato, ogni impresa genera profitti che vengono in parte reinvestiti per finanziare nuove iniziative. Il ciclo continua ad espandersi, creando un network di imprese sostenibili che rafforza l’autosufficienza economica delle comunità di suore.
Ruolo del Finanziatore Donatore
spazio + spadoni che è il finanziatore donatore iniziale svolge un ruolo chiave nella creazione del ciclo, fornendo il capitale necessario per avviare il processo. Una volta avviato, il modello SisterChain diventa autosufficiente, poiché le imprese finanziate continuano a generare e reinvestire i profitti in nuove imprese. Il finanziatore donatore può continuare a supportare il ciclo con nuove donazioni o contribuire solo inizialmente, permettendo al ciclo di proseguire autonomamente.
Vantaggi del Modello
- Sostenibilità Economica
Il modello crea un ecosistema di imprese autosufficienti che non solo generano profitti per la comunità, ma reinvestono questi profitti per sostenere altre imprese. - Impatto Sociale e Comunitario
Ogni impresa non solo contribuisce all’economia locale, ma offre anche beni o servizi che rispondono a bisogni comunitari, come prodotti alimentari o abbigliamento. - Effetto Moltiplicatore
Una singola donazione iniziale può avere un impatto duraturo, creando una catena di imprese che continuano a crescere e a finanziare altre comunità. - Autonomia delle Comunità
Le suore diventano finanziariamente indipendenti e in grado di auto sostenere le proprie comunità oltre alle missioni sociali e religiose, senza dipendere esclusivamente da donazioni continue o dalla casa madre. - Modello da condividere nel mondo
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Perché 72 progetti HIC SUM? 72 DISCEPOLI (Lc 10, 1)
Quando si legge la Bibbia, bisogna ricordarsi che in essa tutti i numeri non hanno tanto un valore oggettivo, quanto invece simbolico.
Il Libro della Genesi, al capitolo dieci (Gn 10,1-32), presenta la “Tavola delle nazioni”, cioè l’elenco dei Popoli creati da Dio.
Tutti i capostipiti delle nazioni sono in numero di 70, multiplo perfetto del 7, sacro per eccellenza (7×10). Ci sono quattordici discendenti da Japhet, trentuno da Cam, venticinque da Sem. Sem, Cam e Japhet sono i tre figli di Noè.
L’esegesi ebraica sviluppò una nutrita teologia su questo numero 70. I Rabbini affermano che, a causa di tale divisione, Dio avrebbe creato gli Angeli delle Nazioni in numero di 69, riservandosi per sé Israele (69 +1 = 70); per rispettare tale numero, sul Sinai Dio avrebbe promulgato la Legge in 70 lingue, e avrebbe comandato che nella Festa dei Tabernacoli i Sacerdoti offrissero 70 olocausti (2 Cr 29,32). Per analogia, i discendenti di Giacobbe, antenato del popolo santo, sarebbero stati 70 (Gn 46,27; Es 1,15). Così come sono 70 gli Anziani nel deserto (Es 24,1), 70 i re vinti da Adon-Bezek (Gdc 1,7), 70 i figli di Gedeone (Gdc 8,30), 70 i figli di Acab (2 Re 10,1), 70 gli Anziani della casa di Israele (Nm 11,16). Il numero 70 dunque è anche il numero simbolico di una famiglia ideale, sia in terra che in cielo. E questo anche in tradizioni non ebraiche: nel Panteon di Ugarit, capitale dell’antico Regno in Siria, si enumerano infatti 70 figli delle divinità ‘El e Aserah (II, AB VI, 46).
“Questo sistema che a noi Occidentali parrebbe un gioco, ai lettori semiti scopriva le armonie del numero e dell’unità di composizione” (P. E. Testa).
La traduzione in greco della Bibbia, quella detta dei LXX, parla invece della creazione di 72 popoli.
Secondo la tradizione, il sovrano egiziano Tolomeo II Filadelfo, che regnò dal 285 al 246 a. C., commissionò personalmente alle autorità religiose del tempio di Gerusalemme una traduzione in greco del Pentateuco per la neonata biblioteca di Alessandria, anche perché ormai, dopo l’esilio babilonese, gli ebrei non capivano più l’ebraico e il greco era invece la lingua internazionale, un po’ come l’inglese oggi. Il sommo sacerdote Eleazaro nominò 72 eruditi ebrei, sei scribi per ciascuna delle dodici tribù di Israele (in alcune narrazioni successive semplificati a 70), che si recarono ad Alessandria e vennero
accolti con grande calore dal sovrano. Stabilitisi nell’isola di Faro, completarono la traduzione in 72 giorni grazie al loro lavoro comune.
In ogni caso “era la Bibbia greca quella che Luca, quando scrive il suo Vangelo, aveva a disposizione” (O. Da Spinetoli): quella Bibbia che afferma che i popoli creati da Dio sono 72. Scrive quindi Luca: “Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi” (Lc 10,1).
In realtà anche gli Anziani di Israele su cui scende lo Spirito di Dio sono 72, perché ai 70 Anziani radunati nella Tenda del Convegno vanno aggiunti Eldad e Medad, che erano rimasti nell’accampamento (Nm 11,25-26), come sottolineerà sempre lo Zohar, il libro più importante della tradizione cabalistica.
Si osservi che il numero 72 corrisponde anche al nome di Dio (IHWH) secondo la gematria, la scienza teologica ebraica che dà un valore numerico ad ogni lettera (come avviene anche nel mondo latino, dove i numeri erano rappresentati da lettere): la somma dei valori delle singole lettere dà un numero che a sua volta definisce una persona o una cosa.
Quindi il numero 72 è al contempo simbolo di universalità e richiama il Nome santo di Dio stesso.
I discepoli sono quindi inviati, secondo il simbolismo ebraico, ad evangelizzare tutte le genti. “Al di là della questione se sono 70 o 72, il significato è chiaro: la Parola data ad Israele deve raggiungere tutti i figli di Dio, tutti i popoli. E 72 (i popoli) più 12 (le tribù di Israele) fanno 84, cioè 7 volte 12: la totalità (7) degli uomini è popolo di Dio (12)!” (S. Fausti).
Anche un semplice valore numerico, per chi approfondisce con amore e passione la Sacra Scrittura, può dischiudere rivelazioni meravigliose…
Carlo Miglietta – biblista
I 50 progetti HIC SUM nel mondo
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