America Centrale, Honduras | Gli Scalabriniani e le Carovane di Ocotepeque

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Viaggio tra le carovane della disperazione in Honduras: il ruolo del Rifugio per Migranti di Ocotepeque e il sostegno della Chiesa
(di Miela Fagiolo D’Attilia)
Le chiamano “le carovane della disperazione”, un flusso umano che da anni dissangua l’Honduras, al ritmo di 350mila persone l’anno che tentano il viaggio verso Guatemala, Messico, Stati Uniti.
Lo “tsunami migrante” è un fenomeno radicato nelle condizioni economiche disperate e fa da moltiplicatore alla criminalità, al narcotraffico, e al traffico di esseri umani. Ma il fenomeno ha spesso un doppio canale di marcia, dato che ogni settimana arrivano i voli di ritorno dei respinti alle frontiere di Messico e Stati Uniti. Non solo: con i suoi 11 milioni di abitanti, l’Honduras è anche zona di transito per chi fugge da altre nazioni – Venezuela, Cuba, Haiti – che in numero sempre maggiore si dirigono a Nord (con un aumento del 195,5% degli ingressi irregolari tra il 2022 e il 2023).
In questi anni la situazione è progressivamente peggiorata. Nel 2025, con le nuove normative dell’amministrazione Trump, si è registrato un aumento di migranti espulsi dagli Stati Uniti che hanno chiuso i pro grammi a supporto dei migranti honduregni.
Questo ha ridotto le opzioni per misure di protezione nel presente e nel futuro, mentre alcuni progetti sostenuti da fondi statunitensi sono stati chiusi, incidendo direttamente sul funzionamento e sulla portata degli aiuti forniti dall’Association Hermanas Misioneras-AHS.
La presenza scalabriniana in Honduras, in particolare nella città di Ocotepeque (al confine con El Salvador e Guatemala), è attiva da oltre 25 anni, presso la parrocchia San Josè dove dal 1996 è in funzione il Rifugio per Migranti.
In seguito, la Pastoral de Movilidad Humana-PMH, attraverso Caritas Honduras, ha ottenuto i primi finanziamenti per la sua attività dal Catholic Relief Services-CRS.
Durante la prima metà del 2003, il rifugio ha smesso di funzionare, ma ha riaperto nel 2004, grazie agli sforzi del Forum Nazionale per le Migrazioni in Honduras, al CRS in coordinamento con organizzazioni come l’Istituto Honduregno per l’Infanzia e le Famiglie.
Malgrado le alterne vicende dei finanziamenti, il Rifugio è riuscito ad aiutare negli anni migliaia di rifugiati.
Ora grazie ad un progetto finanziato dai fondi dell’8xmilledella Cei, si sta rafforzando la rete di collaborazione dei servizi locali di accoglienza, organizzato in tre fasi: la prima è centrata sulla formazione di nuovi membri per il coordinamento con la pastorale sociale; la seconda consiste nell’applicazione delle conoscenze acquisite e il sostegno e l’assistenza ai migranti, per quanto riguarda cibo, trasporti, alloggio salute.
La terza fase infine riguarda i processi per informare e influenzare la società, le istituzioni per garantire i diritti delle persone coinvolte nelle migrazioni.
Fonte
- M. Fagiolo D’Attilia, Popoli e Missione, 4/2026, p. 39.
Immagine
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Viaggio tra le carovane della disperazione in Honduras: il ruolo del Rifugio per Migranti di Ocotepeque e il sostegno della Chiesa
(di Miela Fagiolo D’Attilia)
Le chiamano “le carovane della disperazione”, un flusso umano che da anni dissangua l’Honduras, al ritmo di 350mila persone l’anno che tentano il viaggio verso Guatemala, Messico, Stati Uniti.
Lo “tsunami migrante” è un fenomeno radicato nelle condizioni economiche disperate e fa da moltiplicatore alla criminalità, al narcotraffico, e al traffico di esseri umani. Ma il fenomeno ha spesso un doppio canale di marcia, dato che ogni settimana arrivano i voli di ritorno dei respinti alle frontiere di Messico e Stati Uniti. Non solo: con i suoi 11 milioni di abitanti, l’Honduras è anche zona di transito per chi fugge da altre nazioni – Venezuela, Cuba, Haiti – che in numero sempre maggiore si dirigono a Nord (con un aumento del 195,5% degli ingressi irregolari tra il 2022 e il 2023).
In questi anni la situazione è progressivamente peggiorata. Nel 2025, con le nuove normative dell’amministrazione Trump, si è registrato un aumento di migranti espulsi dagli Stati Uniti che hanno chiuso i pro grammi a supporto dei migranti honduregni.
Questo ha ridotto le opzioni per misure di protezione nel presente e nel futuro, mentre alcuni progetti sostenuti da fondi statunitensi sono stati chiusi, incidendo direttamente sul funzionamento e sulla portata degli aiuti forniti dall’Association Hermanas Misioneras-AHS.
La presenza scalabriniana in Honduras, in particolare nella città di Ocotepeque (al confine con El Salvador e Guatemala), è attiva da oltre 25 anni, presso la parrocchia San Josè dove dal 1996 è in funzione il Rifugio per Migranti.
In seguito, la Pastoral de Movilidad Humana-PMH, attraverso Caritas Honduras, ha ottenuto i primi finanziamenti per la sua attività dal Catholic Relief Services-CRS.
Durante la prima metà del 2003, il rifugio ha smesso di funzionare, ma ha riaperto nel 2004, grazie agli sforzi del Forum Nazionale per le Migrazioni in Honduras, al CRS in coordinamento con organizzazioni come l’Istituto Honduregno per l’Infanzia e le Famiglie.
Malgrado le alterne vicende dei finanziamenti, il Rifugio è riuscito ad aiutare negli anni migliaia di rifugiati.
Ora grazie ad un progetto finanziato dai fondi dell’8xmilledella Cei, si sta rafforzando la rete di collaborazione dei servizi locali di accoglienza, organizzato in tre fasi: la prima è centrata sulla formazione di nuovi membri per il coordinamento con la pastorale sociale; la seconda consiste nell’applicazione delle conoscenze acquisite e il sostegno e l’assistenza ai migranti, per quanto riguarda cibo, trasporti, alloggio salute.
La terza fase infine riguarda i processi per informare e influenzare la società, le istituzioni per garantire i diritti delle persone coinvolte nelle migrazioni.
Fonte
- M. Fagiolo D’Attilia, Popoli e Missione, 4/2026, p. 39.
Immagine
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