Letture: At 3,13-15.17-19; 1 Gv 2,1-5; Lc 24,35-48
Annunciare la Resurrezione di Gesù
“Di questo voi siete testimoni”: così si conclude il Vangelo di oggi. L’esperienza del Risorto non è qualcosa di personale, di intimistico: è gioia da traboccare agli altri, è entusiasmo che diventa contagioso. Gli apostoli diventano subito “testimoni della sua resurrezione” (At 1,22; 4,33). Il grande annuncio di Pietro e di tutti gli Apostoli è proprio che “voi avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato, e di questo noi siamo testimoni” (prima Lettura: At 3,14-15.26; cfr 2,22-36; 4,10; 5,30; 10,40-41; 17,18…): con questo compito essi sono mandati a tutte le genti (Vangelo: Lc 24,47), perché Cristo è Salvatore “di tutto il mondo” (seconda Lettura: 1 Gv 2,1-5)!
Tutti chiamati all’evangelizzazione
Anche noi oggi siamo chiamati da Gesù ad essere testimoni della sua resurrezione: tutti abbiamo questa vocazione, preti, suore e laici. Per tutti vale l’ammonimento di Paolo: “E’ un dovere per me predicare il Vangelo: guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1 Cor 9,16); tutti dobbiamo annunziare la Parola “in ogni occasione, opportuna e non opportuna” (2 Tm 4,2). E se preti e consacrati lo fanno “istituzionalmente”, è ai miei fratelli laici che oggi voglio riservare una particolare riflessione: ci dice infatti il Concilio: “Ogni laico deve essere un testimone della resurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo al cospetto del mondo” (LG 38); “I laici sono soprattutto chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze in cui essa non può diventare sale della terra se non per mezzo loro… Grava quindi su tutti i laici il glorioso peso di lavorare affinché il divino disegno di salvezza raggiunga ogni giorno più tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra. Sia perciò loro aperta qualunque via (ndr: !!!) affinché… anch’essi attivamente partecipino all’opera salvifica della Chiesa” (LG 33); “Cristo… adempie il suo ufficio profetico… anche per mezzo del laici, che perciò costituisce suoi testimoni e provvede del senso della fede e della grazia della parola (cfr At 2,17-18; Ap 19,10)… In questo ufficio appare di grande valore quello stato di vita che è santificato da uno speciale sacramento, cioè la vita matrimoniale a familiare. Là si ha l’esercizio ed una eccellente scuola di apostolato dei laici… La famiglia cristiana proclama ad alta voce e le virtù presenti del Regno di Dio e la speranza della vita beata… I laici quindi, anche quando sono occupati in cure temporali, possono e devono esercitare una preziosa azione per l’evangelizzazione del mondo…; bisogna che tutti cooperino alla dilatazione e all’incremento del Regno di Cristo nel mondo” (LG 35).
Innamorati di Gesù
“Bisogna”, “devono”: perché allora siamo così tiepidi e timorosi? Perché forse non abbiamo incontrato personalmente il Risorto nella meditazione della Scrittura, perché dedichiamo troppo poco tempo alla contemplazione orante della sua Parola: abbiamo bisogno anche noi che il Cristo ci “apra la mente all’intelligenza della Scrittura” (Lc 24,45), “cominciando da Mosè e da tutti i Profeti” (Lc 24,27) e “nei Salmi” (Lc 24,44), così che possiamo dire come Paolo: “E’ apparso anche a me!” (1 Cor 15,8). O forse perché non ci apriamo con generosità allo Spirito Santo, che ci “guida alla verità tutta intera” (Gv 16,13), che ci dà “il potere di esprimerci” (At 2,4; 4,8), che “parla in noi” anche “davanti ai governatori e ai re” (Mt 10,18-20), che “ci rende testimonianza” perché “anche noi rendiamo testimonianza” (Gv 15,26-27), così che diventiamo “testimoni noi e lo Spirito Santo” (At 5,32), in un’unità che ci dà forza, coraggio, felicità…
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Fonte
III Domenica Di Pasqua B – Testimoni Della Resurrezione
il:
– di:
Letture: At 3,13-15.17-19; 1 Gv 2,1-5; Lc 24,35-48
Annunciare la Resurrezione di Gesù
“Di questo voi siete testimoni”: così si conclude il Vangelo di oggi. L’esperienza del Risorto non è qualcosa di personale, di intimistico: è gioia da traboccare agli altri, è entusiasmo che diventa contagioso. Gli apostoli diventano subito “testimoni della sua resurrezione” (At 1,22; 4,33). Il grande annuncio di Pietro e di tutti gli Apostoli è proprio che “voi avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato, e di questo noi siamo testimoni” (prima Lettura: At 3,14-15.26; cfr 2,22-36; 4,10; 5,30; 10,40-41; 17,18…): con questo compito essi sono mandati a tutte le genti (Vangelo: Lc 24,47), perché Cristo è Salvatore “di tutto il mondo” (seconda Lettura: 1 Gv 2,1-5)!
Tutti chiamati all’evangelizzazione
Anche noi oggi siamo chiamati da Gesù ad essere testimoni della sua resurrezione: tutti abbiamo questa vocazione, preti, suore e laici. Per tutti vale l’ammonimento di Paolo: “E’ un dovere per me predicare il Vangelo: guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1 Cor 9,16); tutti dobbiamo annunziare la Parola “in ogni occasione, opportuna e non opportuna” (2 Tm 4,2). E se preti e consacrati lo fanno “istituzionalmente”, è ai miei fratelli laici che oggi voglio riservare una particolare riflessione: ci dice infatti il Concilio: “Ogni laico deve essere un testimone della resurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo al cospetto del mondo” (LG 38); “I laici sono soprattutto chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze in cui essa non può diventare sale della terra se non per mezzo loro… Grava quindi su tutti i laici il glorioso peso di lavorare affinché il divino disegno di salvezza raggiunga ogni giorno più tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra. Sia perciò loro aperta qualunque via (ndr: !!!) affinché… anch’essi attivamente partecipino all’opera salvifica della Chiesa” (LG 33); “Cristo… adempie il suo ufficio profetico… anche per mezzo del laici, che perciò costituisce suoi testimoni e provvede del senso della fede e della grazia della parola (cfr At 2,17-18; Ap 19,10)… In questo ufficio appare di grande valore quello stato di vita che è santificato da uno speciale sacramento, cioè la vita matrimoniale a familiare. Là si ha l’esercizio ed una eccellente scuola di apostolato dei laici… La famiglia cristiana proclama ad alta voce e le virtù presenti del Regno di Dio e la speranza della vita beata… I laici quindi, anche quando sono occupati in cure temporali, possono e devono esercitare una preziosa azione per l’evangelizzazione del mondo…; bisogna che tutti cooperino alla dilatazione e all’incremento del Regno di Cristo nel mondo” (LG 35).
Innamorati di Gesù
“Bisogna”, “devono”: perché allora siamo così tiepidi e timorosi? Perché forse non abbiamo incontrato personalmente il Risorto nella meditazione della Scrittura, perché dedichiamo troppo poco tempo alla contemplazione orante della sua Parola: abbiamo bisogno anche noi che il Cristo ci “apra la mente all’intelligenza della Scrittura” (Lc 24,45), “cominciando da Mosè e da tutti i Profeti” (Lc 24,27) e “nei Salmi” (Lc 24,44), così che possiamo dire come Paolo: “E’ apparso anche a me!” (1 Cor 15,8). O forse perché non ci apriamo con generosità allo Spirito Santo, che ci “guida alla verità tutta intera” (Gv 16,13), che ci dà “il potere di esprimerci” (At 2,4; 4,8), che “parla in noi” anche “davanti ai governatori e ai re” (Mt 10,18-20), che “ci rende testimonianza” perché “anche noi rendiamo testimonianza” (Gv 15,26-27), così che diventiamo “testimoni noi e lo Spirito Santo” (At 5,32), in un’unità che ci dà forza, coraggio, felicità…
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Letture: At 3,13-15.17-19; 1 Gv 2,1-5; Lc 24,35-48
Annunciare la Resurrezione di Gesù
“Di questo voi siete testimoni”: così si conclude il Vangelo di oggi. L’esperienza del Risorto non è qualcosa di personale, di intimistico: è gioia da traboccare agli altri, è entusiasmo che diventa contagioso. Gli apostoli diventano subito “testimoni della sua resurrezione” (At 1,22; 4,33). Il grande annuncio di Pietro e di tutti gli Apostoli è proprio che “voi avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato, e di questo noi siamo testimoni” (prima Lettura: At 3,14-15.26; cfr 2,22-36; 4,10; 5,30; 10,40-41; 17,18…): con questo compito essi sono mandati a tutte le genti (Vangelo: Lc 24,47), perché Cristo è Salvatore “di tutto il mondo” (seconda Lettura: 1 Gv 2,1-5)!
Tutti chiamati all’evangelizzazione
Anche noi oggi siamo chiamati da Gesù ad essere testimoni della sua resurrezione: tutti abbiamo questa vocazione, preti, suore e laici. Per tutti vale l’ammonimento di Paolo: “E’ un dovere per me predicare il Vangelo: guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1 Cor 9,16); tutti dobbiamo annunziare la Parola “in ogni occasione, opportuna e non opportuna” (2 Tm 4,2). E se preti e consacrati lo fanno “istituzionalmente”, è ai miei fratelli laici che oggi voglio riservare una particolare riflessione: ci dice infatti il Concilio: “Ogni laico deve essere un testimone della resurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo al cospetto del mondo” (LG 38); “I laici sono soprattutto chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze in cui essa non può diventare sale della terra se non per mezzo loro… Grava quindi su tutti i laici il glorioso peso di lavorare affinché il divino disegno di salvezza raggiunga ogni giorno più tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra. Sia perciò loro aperta qualunque via (ndr: !!!) affinché… anch’essi attivamente partecipino all’opera salvifica della Chiesa” (LG 33); “Cristo… adempie il suo ufficio profetico… anche per mezzo del laici, che perciò costituisce suoi testimoni e provvede del senso della fede e della grazia della parola (cfr At 2,17-18; Ap 19,10)… In questo ufficio appare di grande valore quello stato di vita che è santificato da uno speciale sacramento, cioè la vita matrimoniale a familiare. Là si ha l’esercizio ed una eccellente scuola di apostolato dei laici… La famiglia cristiana proclama ad alta voce e le virtù presenti del Regno di Dio e la speranza della vita beata… I laici quindi, anche quando sono occupati in cure temporali, possono e devono esercitare una preziosa azione per l’evangelizzazione del mondo…; bisogna che tutti cooperino alla dilatazione e all’incremento del Regno di Cristo nel mondo” (LG 35).
Innamorati di Gesù
“Bisogna”, “devono”: perché allora siamo così tiepidi e timorosi? Perché forse non abbiamo incontrato personalmente il Risorto nella meditazione della Scrittura, perché dedichiamo troppo poco tempo alla contemplazione orante della sua Parola: abbiamo bisogno anche noi che il Cristo ci “apra la mente all’intelligenza della Scrittura” (Lc 24,45), “cominciando da Mosè e da tutti i Profeti” (Lc 24,27) e “nei Salmi” (Lc 24,44), così che possiamo dire come Paolo: “E’ apparso anche a me!” (1 Cor 15,8). O forse perché non ci apriamo con generosità allo Spirito Santo, che ci “guida alla verità tutta intera” (Gv 16,13), che ci dà “il potere di esprimerci” (At 2,4; 4,8), che “parla in noi” anche “davanti ai governatori e ai re” (Mt 10,18-20), che “ci rende testimonianza” perché “anche noi rendiamo testimonianza” (Gv 15,26-27), così che diventiamo “testimoni noi e lo Spirito Santo” (At 5,32), in un’unità che ci dà forza, coraggio, felicità…
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