1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto 2 dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. 3 Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». 5 Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: 6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. 7 Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». 8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». 9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; 10 sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano;
11 e anche:
essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
12 Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». 13 Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.
Lc 4,1-13
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Ecco qui un elemento di predicazione apostolica: in un’immagine pittorica, quindi simbolica, si esprime prima la solidarietà di Cristo con l’uomo, e poi la sua vittoria sul male.
“Fu condotto dallo Spirito nel deserto”
Bellissimo questo versetto. È lo Spirito d Dio: è Dio che ci ha fatti limitati, che ci ha fatti creature, per avere un partner nell’amore che fosse altro da sé, lui che l’infinito, 1’illimitato, l’eterno; ha fatto l’uomo con un limite creaturale, perché potesse dialogare con lui nell’amore, perché potesse essere diverso da lui, così che l’uomo è limitato, sottoposto alla prova, sottoposto alla tentazione.
Quindi è lo Spirito che permette la prova, per poter permettere a noi di rispondere nell’amore all’amore di Dio. Dio non ci prende per il collo, Dio non ci violenta. Dio ci propone il suo Amore e ci ha fatti capaci di aderire al suo amore o anche di respingerlo. Nell’esercizio positivo della liberta ci è permesso di dimostrare che noi gli siamo fedeli.
Il deserto è il luogo della prova, della lotta contro gli spiriti maligni; è il luogo dove siamo lontani dalle ricchezze di questo mondo, siamo lontani da tutto, dalla vita di tutti i giorni. E’ anche il luogo di incontro con Dio, il luogo in cui possiamo ascoltare la sua voce, dialogare con lui, rapportarci a lui, è il luogo in cui possiamo “fare all’amore” con Dio. Ma è anche il luogo della prova, il luogo in cui possiamo rimpiangere le cipolle di Egitto, rimpiangere la carne del Faraone, in cui malediciamo di essere usciti dalla terra di schiavitù di Egitto, in cui non crediamo di arrivare alla terra Promessa, il luogo in cui noi possiamo farci l’idolo del vitello d’oro, e anche il luogo dove affrontiamo la lotta contro i nemici, i nemici di Israele.
Anche noi abbiamo i nostri deserti, le nostre difficoltà, la nostalgia talora della schiavitù, la paura della libertà: è un momento che passiamo tutti, ed e lì, nella prova, che si vede se amiamo il Signore: non è quando va tutto bene, è quando cominciano le difficoltà che dobbiamo dire: “Signore io credo in te. Io credo che questa vita, anche se creaturale, quindi limitata, quindi con l’esperienza della malattia e dell’angoscia, è un tuo dono. Nonostante tutto io credo che sia un tuo dono. Perché la vita è importante non perché è piena di salute, piena di ricchezza, ma perché è il momento in cui io posso dire: “Ti amo”, oppure: “Non ti amo”: allora ogni vita prende valore, anche la vita dell’handicappato, anche la vita del malato terminale.
Ecco qui la differenza tra la logica del mondo e la logica del cristiano. Nella logica del mondo la vita ha valore per quel che possiedi. Nella logica del cristiano la vita ha valore nella sua finitudine perché fa parte dell’essere creatura. La vita ha sempre valore perché e il momento dell’incontro con Dio, e il momento in cui posso dire: “Ti amo” a Dio che mi dice: “Ti amo”. Indipendentemente dal fatto che io abbia due gambe o una o nessuna. Indipendentemente dal fatto che io stia bene o sia in fase terminale.
“Per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo”
Gesù è tentato per quaranta giorni. Quaranta è un numero simbolico con cui si intende il tempo stabilito da Dio: non solo negli scritti biblici, ma anche in altri scritti ebraici ricorre spesso il numero quaranta come simbolo per definire un tempo stabilito da Dio: Israele sta nel deserto quaranta anni. E’ il tempo classico del digiuno: in gran parte della Scrittura si parla sempre di quaranta giorni di digiuno.
Gesù è tentato da Satana: ma chi è questo Satana? Satana, nei libri più antichi del Vecchio Testamento, è il Pubblico ministero, non il cattivo, ma è l’angelo è così fedele alla legge, innamorato della legge, che continuamente, di fronte a Dio, accusa gli uomini peccatori.
Israele si trova Satana che continuamente lo accusa dei suoi peccati, per fedeltà alla Legge. Esiste un genere letterario del Processo di IHWH: cioè IHWH chiama le nazioni, una per una: in tale processo l’accusatore è Satana, colui che dice: “IHWH, punisci Israele perché ha peccato”, dunque il Pubblico ministro. Quest’ultimo ben presto diventa l’avversario. Ai tempi di Gesù, soprattutto da parte in una certa teologia rabbinica anche per particolari influssi persiani, i demoni vengono descritti come angeli decaduti: ma la storia degli angeli decaduti non c’è esplicitamente nella Bibbia: non ha fondamento biblico.
Qualcuno asserisce che questi demoni sarebbero i figli di Dio che si sposarono con le figlie dell’uomo (Gen 6), comunque al tempo di Gesù si pensa che esistano queste creature, che all’inizio accusavano Israele perché innamorate della legge, poi ad un certo momento hanno iniziato ad essere avversari. Ecco che nell’A.T. da accusatore diventa avversario, diventa il nemico dell’uomo, non solo colui che accusa Israele davanti a Dio, ma colui che tenta Israele, che gode nel vedere Israele in difficoltà.
I rabbini, riprendendo l’idea di origine persiana, pensano a questi demoni come delle figure negative le quali fomentano il male in mezzo agli uomini e diventano in qualche misura 1’avversario di Dio.
II nome greco è “diaballo”, che significa “divido”: i demoni sono i divisori, perché sono coloro che dividono l’uomo da Dio, dividono gli uomini fa di loro e dividono l’uomo all’interno di se stesso. Cioè sono la causa delle nostre schizofrenie, delle nostre divisioni interiori, delle nostre angosce, delle nostre ansie. Se noi notiamo, spesso nel Nuovo Testamento i demoni sono descritti in termini collettivi: “Uscirono da lui sette demoni”; “Come ti chiami?”, Gesù chiede a un demone; e gli viene data per risposta il nome “Legione”, che significa “gruppo”. Le forze del male sono in noi causa di fratture interne, di ansia, di schizofrenia.
Le lettere ebraiche hanno un valore numerico, come i numeri romani (L vale cinquanta, X vale 10, ecc.). Il nome “Satana”, scritto in ebraico, equivale al numero 364, che sono i giorni dell’anno meno uno, il giorno del Kippur o festa dell’espiazione, per intendere che tutta la nostra vita, tutta la nostra realtà, sono sotto questo segno dei male.
Gesù si inserisce nella cultura del suo tempo, e intende con Satana, il male, due cose:
a) satana non è 1’origine del male, non è un anti-Dio, e tantomeno un dio cattivo che si oppone ad un Dio buono. Per la Bibbia non è una divinità, un principio metafisico del male: si afferma subito con forza nella Genesi che è una delle “chajjat hassadeh”, “bestie selvatiche” (Gen 3,1: cfr.2,19.20), un animale, una creatura. Anche il genere letterario del racconto del serpente tentatore non ci permette di farne una lettura teologica sulle origini del male: è piuttosto una saga eziologica per spiegare come mai tra tanti animali considerati “cosa buona” ve ne sia uno da sempre e da tutti (e soprattutto… dalle donne, cfr Gen 3,15!) considerato schifoso e immondo. Con questa rappresentazione il male è demitizzato, è dedivinizzato, è rappresentato in un “essere del campo”, che appartiene cioè alla realtà delle cose che non sono in Dio; ma è un essere che si distingue per la sua “astuzia”, che esercita una potenza e una forza di seduzione, che rappresenta una dominante. Esso possiede un’intrinseca malizia che esercita attraverso la tentazione agendo nell’ambito del creato: non è una divinità concorrente con Dio… Genesi ci dice chiaramente che satana è una bestia, una delle bestia della terra, il serpente che strisciava, quindi una creatura. Non è una potenza malefica: è una creatura libera che vota contro, che non tira dalla parte di Dio, ma non è l’origine e la fonte del male.
Gesù, prendendo la cultura del suo tempo, vede come preda di queste forze del male, simboleggiate dalle figure dei demoni, i malati, spesso verranno chiamati indemoniati: cioè sono persone che subiscono questo influsso delle forze malefiche. Sono definiti spiriti impuri, perché sono contrari a Dio: Dio è sacro, Dio è il Santo, e ciò che non è Santo non e puro e perciò lontano da Dio.
Le Chiese riformate hanno sempre interpretato i demoni solamente in senso simbolico. La Chiesa Cattolica, sulla base di questi brani, ha sempre proposto l’esistenza di questi demoni come persone reali: ma, ricordiamoci bene, sono delle realtà subordinate. Non diamo loro molto spazio! Anche noi siamo satana: quando siamo contro Dio, quando noi pecchiamo, quando noi invece di dare il buon esempio diamo il cattivo esempio, facciamo la stessa cosa che fa il demonio.
Non è una forza occulta con chissà quale forza tremenda: è una bestiaccia, come dice Genesi, una delle bestia della selva, ed e assolutamente vinta dalla Risurrezione del Signore. Gesù lo dirà in tanti brani in cui parlerà dei demoni: dirà che egli è il più forte, e che vincerà definitivamente i demoni, e i demoni sono stati definitivamente sconfitti nella passione morte e risurrezione di Gesù.
Dunque, in una civiltà come quella attuale, dove si crede alle fattucchiere ai maghi, alle “messe nere” e a storie di questo genere, bisogna riaffermare con forza che la religione cristiana non e la religione del demonio. che è una bestia e basta, ma che è la religione di Gesù Cristo, Figlio di Dio che, morendo sulla Croce e risorgendo, vince definitivamente il male, la malattia, il peccato, la morte.
Le tentazioni
Le tentazioni, se guardiamo bene, sono sempre il scegliere tra servire ed essere servito.
La prima tentazione è che quella di usare i beni: “Trasforma questi sassi in pane”: così tutti diranno: “Oh, che bravo! Sei Figlio di Dio!”.
La seconda tentazione è quella delle ricchezze: “Adorami, e tutto il mondo sarà tuo”.
La terza tentazione è quella dei gesti spettacolari: “Buttati giù dal pinnacolo del tempio”.
E notiamo: tutto a fin di bene. Quante volte noi pecchiamo a fin di bene, quante volte la Chiesa è tentata di usare i beni di questo mondo per la maggior gloria del Regno di Dio. Tante volte la Chiesa ama fare gesti spettacolari per la maggior gloria del Regno di Dio. Ricordiamoci che la Chiesa siamo noi: quante volte sentiamo dai credenti questa mentalità: “Ah! Se divento importante, se faccio carriera farò più del bene”. Questa non è la logica dell’Evangelo.
Tante volte a fin di bene noi commettiamo veramente dei peccati. Tante volte lo avvertiamo dai discorsi che sentiamo fare anche in comunità, come la quantificazione del numero dei cristiani, o: “Più cristiani vanno al potere, più faranno del bene”: non e vero!
Più i cristiani soffrono, più i cristiani si mettono all’ultimo posto, più i cristiani scelgono veramente la via dello svuotamento, la via della croce di Cristo, più il seme, morendo, porta frutto.
È un’altra logica. Il peccato è sempre una tentazione tra il servirsi e il servire, anche se a volte scegliamo il servirsi a fin di bene. È proprio a fin di bene che a volte si compie il male. La logica del Vangelo è invece quella di fare la fila con i peccatori, di prendere la croce, di morire crocifissi.
Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, questo Spirito che riempie Gesù, questo Spirito che è con lui nella prova. Abbiamo con noi lo Spirito di Dio! Lo Spirito di Dio ci guida, ci dà la forza di fuggire al peccato, e di dire: “Ti amo!” al suo: “Ti amo!”. Il Signore ci accompagna ogni momento con il suo Spirito.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Ecco qui un elemento di predicazione apostolica: in un’immagine pittorica, quindi simbolica, si esprime prima la solidarietà di Cristo con l’uomo, e poi la sua vittoria sul male.
“Fu condotto dallo Spirito nel deserto”
Bellissimo questo versetto. È lo Spirito d Dio: è Dio che ci ha fatti limitati, che ci ha fatti creature, per avere un partner nell’amore che fosse altro da sé, lui che l’infinito, 1’illimitato, l’eterno; ha fatto l’uomo con un limite creaturale, perché potesse dialogare con lui nell’amore, perché potesse essere diverso da lui, così che l’uomo è limitato, sottoposto alla prova, sottoposto alla tentazione.
Quindi è lo Spirito che permette la prova, per poter permettere a noi di rispondere nell’amore all’amore di Dio. Dio non ci prende per il collo, Dio non ci violenta. Dio ci propone il suo Amore e ci ha fatti capaci di aderire al suo amore o anche di respingerlo. Nell’esercizio positivo della liberta ci è permesso di dimostrare che noi gli siamo fedeli.
Il deserto è il luogo della prova, della lotta contro gli spiriti maligni; è il luogo dove siamo lontani dalle ricchezze di questo mondo, siamo lontani da tutto, dalla vita di tutti i giorni. E’ anche il luogo di incontro con Dio, il luogo in cui possiamo ascoltare la sua voce, dialogare con lui, rapportarci a lui, è il luogo in cui possiamo “fare all’amore” con Dio. Ma è anche il luogo della prova, il luogo in cui possiamo rimpiangere le cipolle di Egitto, rimpiangere la carne del Faraone, in cui malediciamo di essere usciti dalla terra di schiavitù di Egitto, in cui non crediamo di arrivare alla terra Promessa, il luogo in cui noi possiamo farci l’idolo del vitello d’oro, e anche il luogo dove affrontiamo la lotta contro i nemici, i nemici di Israele.
Anche noi abbiamo i nostri deserti, le nostre difficoltà, la nostalgia talora della schiavitù, la paura della libertà: è un momento che passiamo tutti, ed e lì, nella prova, che si vede se amiamo il Signore: non è quando va tutto bene, è quando cominciano le difficoltà che dobbiamo dire: “Signore io credo in te. Io credo che questa vita, anche se creaturale, quindi limitata, quindi con l’esperienza della malattia e dell’angoscia, è un tuo dono. Nonostante tutto io credo che sia un tuo dono. Perché la vita è importante non perché è piena di salute, piena di ricchezza, ma perché è il momento in cui io posso dire: “Ti amo”, oppure: “Non ti amo”: allora ogni vita prende valore, anche la vita dell’handicappato, anche la vita del malato terminale.
Ecco qui la differenza tra la logica del mondo e la logica del cristiano. Nella logica del mondo la vita ha valore per quel che possiedi. Nella logica del cristiano la vita ha valore nella sua finitudine perché fa parte dell’essere creatura. La vita ha sempre valore perché e il momento dell’incontro con Dio, e il momento in cui posso dire: “Ti amo” a Dio che mi dice: “Ti amo”. Indipendentemente dal fatto che io abbia due gambe o una o nessuna. Indipendentemente dal fatto che io stia bene o sia in fase terminale.
“Per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo”
Gesù è tentato per quaranta giorni. Quaranta è un numero simbolico con cui si intende il tempo stabilito da Dio: non solo negli scritti biblici, ma anche in altri scritti ebraici ricorre spesso il numero quaranta come simbolo per definire un tempo stabilito da Dio: Israele sta nel deserto quaranta anni. E’ il tempo classico del digiuno: in gran parte della Scrittura si parla sempre di quaranta giorni di digiuno.
Gesù è tentato da Satana: ma chi è questo Satana? Satana, nei libri più antichi del Vecchio Testamento, è il Pubblico ministero, non il cattivo, ma è l’angelo è così fedele alla legge, innamorato della legge, che continuamente, di fronte a Dio, accusa gli uomini peccatori.
Israele si trova Satana che continuamente lo accusa dei suoi peccati, per fedeltà alla Legge. Esiste un genere letterario del Processo di IHWH: cioè IHWH chiama le nazioni, una per una: in tale processo l’accusatore è Satana, colui che dice: “IHWH, punisci Israele perché ha peccato”, dunque il Pubblico ministro. Quest’ultimo ben presto diventa l’avversario. Ai tempi di Gesù, soprattutto da parte in una certa teologia rabbinica anche per particolari influssi persiani, i demoni vengono descritti come angeli decaduti: ma la storia degli angeli decaduti non c’è esplicitamente nella Bibbia: non ha fondamento biblico.
Qualcuno asserisce che questi demoni sarebbero i figli di Dio che si sposarono con le figlie dell’uomo (Gen 6), comunque al tempo di Gesù si pensa che esistano queste creature, che all’inizio accusavano Israele perché innamorate della legge, poi ad un certo momento hanno iniziato ad essere avversari. Ecco che nell’A.T. da accusatore diventa avversario, diventa il nemico dell’uomo, non solo colui che accusa Israele davanti a Dio, ma colui che tenta Israele, che gode nel vedere Israele in difficoltà.
I rabbini, riprendendo l’idea di origine persiana, pensano a questi demoni come delle figure negative le quali fomentano il male in mezzo agli uomini e diventano in qualche misura 1’avversario di Dio.
II nome greco è “diaballo”, che significa “divido”: i demoni sono i divisori, perché sono coloro che dividono l’uomo da Dio, dividono gli uomini fa di loro e dividono l’uomo all’interno di se stesso. Cioè sono la causa delle nostre schizofrenie, delle nostre divisioni interiori, delle nostre angosce, delle nostre ansie. Se noi notiamo, spesso nel Nuovo Testamento i demoni sono descritti in termini collettivi: “Uscirono da lui sette demoni”; “Come ti chiami?”, Gesù chiede a un demone; e gli viene data per risposta il nome “Legione”, che significa “gruppo”. Le forze del male sono in noi causa di fratture interne, di ansia, di schizofrenia.
Le lettere ebraiche hanno un valore numerico, come i numeri romani (L vale cinquanta, X vale 10, ecc.). Il nome “Satana”, scritto in ebraico, equivale al numero 364, che sono i giorni dell’anno meno uno, il giorno del Kippur o festa dell’espiazione, per intendere che tutta la nostra vita, tutta la nostra realtà, sono sotto questo segno dei male.
Gesù si inserisce nella cultura del suo tempo, e intende con Satana, il male, due cose:
a) satana non è 1’origine del male, non è un anti-Dio, e tantomeno un dio cattivo che si oppone ad un Dio buono. Per la Bibbia non è una divinità, un principio metafisico del male: si afferma subito con forza nella Genesi che è una delle “chajjat hassadeh”, “bestie selvatiche” (Gen 3,1: cfr.2,19.20), un animale, una creatura. Anche il genere letterario del racconto del serpente tentatore non ci permette di farne una lettura teologica sulle origini del male: è piuttosto una saga eziologica per spiegare come mai tra tanti animali considerati “cosa buona” ve ne sia uno da sempre e da tutti (e soprattutto… dalle donne, cfr Gen 3,15!) considerato schifoso e immondo. Con questa rappresentazione il male è demitizzato, è dedivinizzato, è rappresentato in un “essere del campo”, che appartiene cioè alla realtà delle cose che non sono in Dio; ma è un essere che si distingue per la sua “astuzia”, che esercita una potenza e una forza di seduzione, che rappresenta una dominante. Esso possiede un’intrinseca malizia che esercita attraverso la tentazione agendo nell’ambito del creato: non è una divinità concorrente con Dio… Genesi ci dice chiaramente che satana è una bestia, una delle bestia della terra, il serpente che strisciava, quindi una creatura. Non è una potenza malefica: è una creatura libera che vota contro, che non tira dalla parte di Dio, ma non è l’origine e la fonte del male.
Gesù, prendendo la cultura del suo tempo, vede come preda di queste forze del male, simboleggiate dalle figure dei demoni, i malati, spesso verranno chiamati indemoniati: cioè sono persone che subiscono questo influsso delle forze malefiche. Sono definiti spiriti impuri, perché sono contrari a Dio: Dio è sacro, Dio è il Santo, e ciò che non è Santo non e puro e perciò lontano da Dio.
Le Chiese riformate hanno sempre interpretato i demoni solamente in senso simbolico. La Chiesa Cattolica, sulla base di questi brani, ha sempre proposto l’esistenza di questi demoni come persone reali: ma, ricordiamoci bene, sono delle realtà subordinate. Non diamo loro molto spazio! Anche noi siamo satana: quando siamo contro Dio, quando noi pecchiamo, quando noi invece di dare il buon esempio diamo il cattivo esempio, facciamo la stessa cosa che fa il demonio.
Non è una forza occulta con chissà quale forza tremenda: è una bestiaccia, come dice Genesi, una delle bestia della selva, ed e assolutamente vinta dalla Risurrezione del Signore. Gesù lo dirà in tanti brani in cui parlerà dei demoni: dirà che egli è il più forte, e che vincerà definitivamente i demoni, e i demoni sono stati definitivamente sconfitti nella passione morte e risurrezione di Gesù.
Dunque, in una civiltà come quella attuale, dove si crede alle fattucchiere ai maghi, alle “messe nere” e a storie di questo genere, bisogna riaffermare con forza che la religione cristiana non e la religione del demonio. che è una bestia e basta, ma che è la religione di Gesù Cristo, Figlio di Dio che, morendo sulla Croce e risorgendo, vince definitivamente il male, la malattia, il peccato, la morte.
Le tentazioni
Le tentazioni, se guardiamo bene, sono sempre il scegliere tra servire ed essere servito.
La prima tentazione è che quella di usare i beni: “Trasforma questi sassi in pane”: così tutti diranno: “Oh, che bravo! Sei Figlio di Dio!”.
La seconda tentazione è quella delle ricchezze: “Adorami, e tutto il mondo sarà tuo”.
La terza tentazione è quella dei gesti spettacolari: “Buttati giù dal pinnacolo del tempio”.
E notiamo: tutto a fin di bene. Quante volte noi pecchiamo a fin di bene, quante volte la Chiesa è tentata di usare i beni di questo mondo per la maggior gloria del Regno di Dio. Tante volte la Chiesa ama fare gesti spettacolari per la maggior gloria del Regno di Dio. Ricordiamoci che la Chiesa siamo noi: quante volte sentiamo dai credenti questa mentalità: “Ah! Se divento importante, se faccio carriera farò più del bene”. Questa non è la logica dell’Evangelo.
Tante volte a fin di bene noi commettiamo veramente dei peccati. Tante volte lo avvertiamo dai discorsi che sentiamo fare anche in comunità, come la quantificazione del numero dei cristiani, o: “Più cristiani vanno al potere, più faranno del bene”: non e vero!
Più i cristiani soffrono, più i cristiani si mettono all’ultimo posto, più i cristiani scelgono veramente la via dello svuotamento, la via della croce di Cristo, più il seme, morendo, porta frutto.
È un’altra logica. Il peccato è sempre una tentazione tra il servirsi e il servire, anche se a volte scegliamo il servirsi a fin di bene. È proprio a fin di bene che a volte si compie il male. La logica del Vangelo è invece quella di fare la fila con i peccatori, di prendere la croce, di morire crocifissi.
Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, questo Spirito che riempie Gesù, questo Spirito che è con lui nella prova. Abbiamo con noi lo Spirito di Dio! Lo Spirito di Dio ci guida, ci dà la forza di fuggire al peccato, e di dire: “Ti amo!” al suo: “Ti amo!”. Il Signore ci accompagna ogni momento con il suo Spirito.
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di domenica 29 settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di domenica 15 settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di domenica 08 settembre: Marco 7, 31-35
Vangelo di domenica 01 settembre: Marco 7, 1-8. 14-15. 21-23
Vangelo di domenica 25 agosto: Giovanni 6, 60-69
Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 11 agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 4 agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 28 luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 14 luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 07 luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Domenica 30 giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 23 giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 16 giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 09 giugno: Marco 3, 20-35
Vangelo di Domenica 02 giugno: Marco 14, 12-26; 16, 22-26
Vangelo di Domenica 26 maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 19 maggio: Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
Vangelo di Domenica 12 maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 05 maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 28 aprile: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 21 aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 14 aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 07 aprile: Giovanni 20, 19-31
Pasqua di Resurrezione: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 24 marzo: Marco 14, 1-15, 47
Vangelo di Domenica 17 marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 10 marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 03 marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 25 febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 18 febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 11 febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 04 febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 28 gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 21 gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 14 gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Domenica 07 gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Sabato 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Lunedì 01 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 31 dicembre: Luca 2, 22-40
Vangelo di Lunedì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 24 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 17 dicembre: Giovanni 1, 6-8. 19-28
Vangelo di Venerdì 8 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 10 dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 03 dicembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 26 novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 19 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 12 novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 5 novembre: Matteo 23, 1-12
Vangelo di Mercoledì 1 novembre: Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 29 ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 22 ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 15 ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 8 ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 1 ottobre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 24 settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 17 settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 10 settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 03 settembre: Matteo 16, 21-28
Vangelo di Domenica 27 agosto: Matteo 16, 13-20
Vangelo di Domenica 20 agosto: Matteo 15 ,21-28
Vangelo di Martedì 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 13 Agosto: Matteo 14, 22-33
Vangelo di Domenica 06 Agosto: Matteo 17, 1-9
Vangelo di Domenica 30 Luglio: Matteo 13, 44-52
Vangelo di Domenica 23 Luglio: Matteo 13, 24-43
Vangelo di Domenica 16 Luglio: Matteo 13, 1-23
Vangelo di Domenica 09 Luglio: Matteo 11, 25-30
Vangelo di Domenica 02 Luglio: Matteo 10, 37-42
Vangelo di Giovedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 25 Giugno: Matteo 10, 26-33
Vangelo di Domenica 18 Giugno: Matteo 9, 36 – 10, 8
Vangelo di Domenica 11 Giugno: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 04 Giugno: Giovanni 3, 16-18
Vangelo di Domenica 28 Maggio: Giovanni 20, 19-23
Vangelo di Domenica 21 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 14 Maggio: Giovanni 14, 15-21
Vangelo di Domenica 07 Maggio: Giovanni 14, 1-12
Vangelo di Domenica 30 Aprile: Giovanni 10, 1-10
Vangelo di Domenica 23 Aprile: Luca 24, 13-35
Vangelo di Domenica 16 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Domenica 09 Aprile: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 02 Aprile: Matteo 26, 14-27, 66
Vangelo di Domenica 26 marzo: Giovanni 11, 1-45
Vangelo di Domenica 19 marzo: Giovanni 9, 1-41
Vangelo di Domenica 12 marzo: Giovanni 4, 5-42
Vangelo di Domenica 5 marzo: Matteo 17, 1-13
Vangelo di Domenica 26 febbraio: Matteo 4, 1-11
Vangelo di Domenica 19 febbraio: Matteo 5, 38-48
Vangelo di Domenica 12 febbraio: Matteo 5, 17-37
Vangelo di Domenica 05 febbraio: Matteo 5, 13-16
Vangelo di Domenica 29 Gennaio: Matteo 5 , 1-12
Vangelo di Domenica 22 Gennaio: Matteo 4 , 12-25
Vangelo di Domenica 15 Gennaio: Giovanni 1, 29-34
Vangelo di Domenica 8 Gennaio: Matteo 3 , 13-17
Vangelo di Venerdì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 18 Dicembre: Matteo 1, 18-24
Vangelo di Domenica 11 Dicembre: Matteo 11, 2-11
Vangelo di Giovedì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 4 Dicembre: Matteo 3, 1-12
Vangelo di Domenica 27 Novembre: Matteo 24, 37-44
Vangelo di Domenica 20 Novembre: Luca 23, 35-43
Vangelo di Domenica 13 Novembre: Luca 21, 5-19
Vangelo di Domenica 6 Novembre: Luca 20, 27-38
Vangelo di Martedì 1 Novembre: Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 30 Ottobre: Luca 19, 1-10
Vangelo di Domenica 23 Ottobre: Luca 18, 9-14
Vangelo di Domenica 16 Ottobre: Luca 18, 1-8
Vangelo di Domenica 9 Ottobre: Luca 17, 11-19
Vangelo di Domenica 2 Ottobre: Luca 17, 5-10
Vangelo di Domenica 25 Settembre: Luca 16, 19-31
Vangelo di Domenica 18 Settembre: Luca 16, 1-13
Vangelo di Domenica 11 Settembre: Luca 15, 1-32
Vangelo di Domenica 4 Settembre: Luca 14, 25-33
Vangelo di Domenica 28 Agosto: Luca 14, 1.7-14
Vangelo di Domenica 21 Agosto: Luca 13, 22-30
Vangelo di Lunedì 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 14 Agosto: Luca 12, 49-53
Vangelo di Domenica 7 Agosto: Luca 12, 32-48
Vangelo di Domenica 31 Luglio: Luca 12, 13-21
Vangelo di Domenica 24 Luglio: Luca 11, 1-13
Vangelo di Domenica 17 Luglio: Luca 10, 38-42
Vangelo di Domenica 10 Luglio: Luca 10, 25-37
Vangelo di Domenica 3 Luglio: Luca 10, 1-20
Vangelo di Domenica 26 Giugno: Luca 9, 51-62
Vangelo di Domenica 19 Giugno: Luca 9, 10-17
Vangelo di Domenica 12 Giugno: Giovanni 16, 12-15
Vangelo di Domenica 5 Giugno: Giovanni 14, 15-16. 23-26
Vangelo di Domenica 29 Maggio: Luca 24, 46-53
Vangelo di Domenica 22 Maggio : Giovanni 14, 23-29
Vangelo di Domenica 15 Maggio: Giovanni 13, 31-35
Vangelo di Domenica 8 Maggio: Giovanni 10, 27-30
Vangelo di Domenica 1 Maggio: Giovanni 21, 1-23
Vangelo di Domenica 24 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Domenica 17 Aprile: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 10 Aprile: Luca 22, 14-23, 56
Vangelo di Domenica 3 Aprile: Giovanni 8, 1-11
Vangelo di Domenica 27 Marzo: Luca 15 ,1-3.11-32
Vangelo di Domenica 20 Marzo: Luca 13, 1-9
Vangelo di Domenica 13 Marzo: Luca 9, 28-36
Vangelo di Domenica 6 Marzo: Luca 4, 1-13
Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre