XII Domenica anno B
35In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: “Passiamo all’altra riva”. 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che siamo perduti?”. 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. 41E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?”.
Mc 4, 35-41
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Nell’Evangelo di Marco, i miracoli occupano circa un terzo della narrazione (209 versetti su 666): sono in genere prodigi di guarigione o di resurrezione di morti, ma talora anche di dominio sulla natura. I miracoli sono la conseguenza della potenza di salvezza di Gesù, dello scopo della sua missione: egli è venuto per sconfiggere definitivamente il male e la morte, e la sua vittoria inizia proprio nel limite spazio-temporale della povera umanità ammalata che a lui accorre e della natura ostile. Perciò Marco li chiama dynamis, potenza (Mc 6,2.5.14; 9,39), e mai sèmeion, segno, o tèras, prodigio.
I miracoli nei Vangeli non sono quindi, di per sé, segni propagandistici compiuti per dimostrare che Gesù è Dio, ma momenti rivelativi della divina sollecitudine per i sofferenti, della missione del Figlio di farci superare la nostra finitudine creaturale: restano infatti, nella Scrittura, come gesti in sé ambigui, che lasciano talora perplessi i testimoni, che di per sé non inducono gli astanti alla fede in Gesù (Gv 12,37). Anzi, Gesù ammonisce che “segni e portenti” potranno essere compiuti anche da “falsi cristi e falsi profeti” (Mc 13,22). Perciò Gesù rifiuta ogni segno ai farisei che gliene chiedono uno di prova (Mc 8,11-13). Si spiega allora perché il Signore spesso imponga il silenzio a quelli che guarisce (Mc 1,34; 3,12; 5,43; 7,36; 8,26). E si capisce l’insistenza della fede richiesta a chi viene guarito (Mc 5,34; 7,29; 9,22-24; 10,52): Gesù ribadisce che la salvezza totale viene solo dall’adesione a lui, e l’evento miracolo altro non è che un epifenomeno del totale annientamento del male che la sua incarnazione realizza.
Il Vangelo odierno ci presenta l’inizio del “Libretto dei miracoli” di Marco (4,35-6,6).
v. 35: – Siamo “in quel giorno”, il “giorno di IHWH”, il giorno della prova, “verso sera” (v. 35), quando ormai si avvicina l’ora delle tenebre.
– “Passiamo all’altra riva”: qui c’è un comando missionario, ma c’e anche una transizione tra il precedente libretto delle parabole e il libretto dei miracoli. Qui i discepoli prendono Gesù con loro
sulla barca. Per arrivare alla meta, per eseguire la missione, bisogna avere Gesù sulla nostra barca: nel Vangelo di Marco, la barca è simbolo della Chiesa. Se dobbiamo compiere la missione, dobbiamo avere Gesù con noi.
v. 38: Si scatena la tempesta sul lago, ma Gesù dorme, come Dio quando il salmista gli grida: “Destati, perché dormi o Signore? Svegliati!” (Sl 44,24); o il Profeta Isaia: “Svegliati, svegliati, rivestiti di forza o braccio di IHWH! Svegliati, Signore! Apri gli occhi! Riprendi il tuo vigore e salvaci, come nei tempi antichi quando hai abbattuto il tempestoso Raab, hai fatto a pezzi il mostro marino” (Is 51,9-10).
E’ il sonno di Dio, la sua assenza, esperienza di tutti i credenti. E’ il momento della croce, il silenzio del Sabato Santo, il sonno di Cristo nel sepolcro. Com’è difficile allora non perdere la pace, restare saldi in Dio, confidare solo in lui! Accettare che Dio non intervenga è la prova della fede.
Marco qui è spregiudicato. I discepoli non chiamano Gesù come in Matteo e Luca: “Signore”: lo chiamano soltanto: “Maestro”. Matteo e Luca fanno fare ai discepoli una pia preghiera: “Signore salvaci! Salvaci! Siamo perduti”; invece in Marco i discepoli dicono: “Signore, non te ne importa niente di noi?”. E’ l’uomo che lancia il suo grido, nella malattia, nella sofferenza, nella morte: “Ma perché, Dio, perché non intervieni? Perché dormi?”. Qui c’è tutta la nostra umanità, il nostro atteggiamento di fronte alla morte.
v. 39: – Gesù compie un esorcismo. Per il giudaismo, il mare e il vento erano degli spiriti e Gesù li caccia con lo stesso ordine dato all’indemoniato: “Taci!”. Gesù libera i suoi discepoli dalla paura: di fronte alla forza oscura dei fenomeni mondani, una mondo libero dalla paura è un mondo sdemonizzato.
Gesù si manifesta come il Kyrios, come Dio che domina il caos, rappresentato biblicamente dal mare. Per gli ebrei il mare è simbolo del male: dominare il mare è segno che Dio domina il male, come dice il Salmo 107:
“23 Coloro che solcavano il mare sulle navi
e commerciavano sulle grandi acque,
24 videro le opere del Signore,
i suoi prodigi nel mare profondo.
25 Egli parlò e fece levare
un vento burrascoso che sollevò i suoi flutti.
26 Salivano fino al cielo,
scendevano negli abissi;
la loro anima languiva nell’affanno.
27 Ondeggiavano e barcollavano come ubriachi,
tutta la loro perizia era svanita.
28 Nell’angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.
29 Ridusse la tempesta alla calma,
tacquero i flutti del mare.
30 Si rallegrarono nel vedere la bonaccia
ed egli li condusse al porto sospirato” (Sl 107,23-30).
Ancora il Salmo 89:
“10 Tu domini l’orgoglio del mare,
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
11 Tu hai calpestato Raab come un vinto,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici” (Sl 89,10-11).
II Salmo 106 ricorda che Dio minacciò il mar Rosso ed esso fu disseccato:
“8 Ma Dio li salvò per il suo nome,
per manifestare la sua potenza.
9 Minacciò il mar Rosso e fu disseccato,
li condusse tra i flutti come per un deserto;
10 li salvò dalla mano di chi li odiava,
li riscattò dalla mano del nemico.
11 L’acqua sommerse i loro avversari;
nessuno di essi sopravvisse.
12 Allora credettero alle sue parole
e cantarono la sua lode” (Sl 106,8-12).
v. 40: Poi Gesù rimprovera i discepoli: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. Gesù ci insegna che tutte le nostre paure provengono dalla nostra “apistia”, dalla mancanza di fede. Le nostre ansie, le nostre preoccupazioni, la nostra angoscia, il pessimismo sono la nostra poca fede in lui.
Anche nel momento del silenzio di Dio dovremo sempre recitare il salmo 131, anche se è difficile a volte pregarlo, anche se lo si dice con l’angoscia nel cuore:
“Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
2 Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
3 Speri Israele nel Signore,
ora e sempre” (Sl 131,1-3).
La serenità “sempre” è il distintivo del cristiano, la cartina al tornasole di una sequela autentica, che riposa sull’amore di Dio e che a lui si affida. E una fede non a parole, ma nei fatti, è quella che riesce a tradurre nella concretezza della vita le verità professate con la bocca, è quella che cala il divino annuncio di liberazione nelle profondità del cuore, nei meandri della psiche, accendendo nell’intimo dell’uomo, in ogni circostanza, una festa senza fine.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 23 giugno: Marco 4, 35-41
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– di:
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Nell’Evangelo di Marco, i miracoli occupano circa un terzo della narrazione (209 versetti su 666): sono in genere prodigi di guarigione o di resurrezione di morti, ma talora anche di dominio sulla natura. I miracoli sono la conseguenza della potenza di salvezza di Gesù, dello scopo della sua missione: egli è venuto per sconfiggere definitivamente il male e la morte, e la sua vittoria inizia proprio nel limite spazio-temporale della povera umanità ammalata che a lui accorre e della natura ostile. Perciò Marco li chiama dynamis, potenza (Mc 6,2.5.14; 9,39), e mai sèmeion, segno, o tèras, prodigio.
I miracoli nei Vangeli non sono quindi, di per sé, segni propagandistici compiuti per dimostrare che Gesù è Dio, ma momenti rivelativi della divina sollecitudine per i sofferenti, della missione del Figlio di farci superare la nostra finitudine creaturale: restano infatti, nella Scrittura, come gesti in sé ambigui, che lasciano talora perplessi i testimoni, che di per sé non inducono gli astanti alla fede in Gesù (Gv 12,37). Anzi, Gesù ammonisce che “segni e portenti” potranno essere compiuti anche da “falsi cristi e falsi profeti” (Mc 13,22). Perciò Gesù rifiuta ogni segno ai farisei che gliene chiedono uno di prova (Mc 8,11-13). Si spiega allora perché il Signore spesso imponga il silenzio a quelli che guarisce (Mc 1,34; 3,12; 5,43; 7,36; 8,26). E si capisce l’insistenza della fede richiesta a chi viene guarito (Mc 5,34; 7,29; 9,22-24; 10,52): Gesù ribadisce che la salvezza totale viene solo dall’adesione a lui, e l’evento miracolo altro non è che un epifenomeno del totale annientamento del male che la sua incarnazione realizza.
Il Vangelo odierno ci presenta l’inizio del “Libretto dei miracoli” di Marco (4,35-6,6).
v. 35: – Siamo “in quel giorno”, il “giorno di IHWH”, il giorno della prova, “verso sera” (v. 35), quando ormai si avvicina l’ora delle tenebre.
– “Passiamo all’altra riva”: qui c’è un comando missionario, ma c’e anche una transizione tra il precedente libretto delle parabole e il libretto dei miracoli. Qui i discepoli prendono Gesù con loro
sulla barca. Per arrivare alla meta, per eseguire la missione, bisogna avere Gesù sulla nostra barca: nel Vangelo di Marco, la barca è simbolo della Chiesa. Se dobbiamo compiere la missione, dobbiamo avere Gesù con noi.
v. 38: Si scatena la tempesta sul lago, ma Gesù dorme, come Dio quando il salmista gli grida: “Destati, perché dormi o Signore? Svegliati!” (Sl 44,24); o il Profeta Isaia: “Svegliati, svegliati, rivestiti di forza o braccio di IHWH! Svegliati, Signore! Apri gli occhi! Riprendi il tuo vigore e salvaci, come nei tempi antichi quando hai abbattuto il tempestoso Raab, hai fatto a pezzi il mostro marino” (Is 51,9-10).
E’ il sonno di Dio, la sua assenza, esperienza di tutti i credenti. E’ il momento della croce, il silenzio del Sabato Santo, il sonno di Cristo nel sepolcro. Com’è difficile allora non perdere la pace, restare saldi in Dio, confidare solo in lui! Accettare che Dio non intervenga è la prova della fede.
Marco qui è spregiudicato. I discepoli non chiamano Gesù come in Matteo e Luca: “Signore”: lo chiamano soltanto: “Maestro”. Matteo e Luca fanno fare ai discepoli una pia preghiera: “Signore salvaci! Salvaci! Siamo perduti”; invece in Marco i discepoli dicono: “Signore, non te ne importa niente di noi?”. E’ l’uomo che lancia il suo grido, nella malattia, nella sofferenza, nella morte: “Ma perché, Dio, perché non intervieni? Perché dormi?”. Qui c’è tutta la nostra umanità, il nostro atteggiamento di fronte alla morte.
v. 39: – Gesù compie un esorcismo. Per il giudaismo, il mare e il vento erano degli spiriti e Gesù li caccia con lo stesso ordine dato all’indemoniato: “Taci!”. Gesù libera i suoi discepoli dalla paura: di fronte alla forza oscura dei fenomeni mondani, una mondo libero dalla paura è un mondo sdemonizzato.
Gesù si manifesta come il Kyrios, come Dio che domina il caos, rappresentato biblicamente dal mare. Per gli ebrei il mare è simbolo del male: dominare il mare è segno che Dio domina il male, come dice il Salmo 107:
“23 Coloro che solcavano il mare sulle navi
e commerciavano sulle grandi acque,
24 videro le opere del Signore,
i suoi prodigi nel mare profondo.
25 Egli parlò e fece levare
un vento burrascoso che sollevò i suoi flutti.
26 Salivano fino al cielo,
scendevano negli abissi;
la loro anima languiva nell’affanno.
27 Ondeggiavano e barcollavano come ubriachi,
tutta la loro perizia era svanita.
28 Nell’angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.
29 Ridusse la tempesta alla calma,
tacquero i flutti del mare.
30 Si rallegrarono nel vedere la bonaccia
ed egli li condusse al porto sospirato” (Sl 107,23-30).
Ancora il Salmo 89:
“10 Tu domini l’orgoglio del mare,
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
11 Tu hai calpestato Raab come un vinto,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici” (Sl 89,10-11).
II Salmo 106 ricorda che Dio minacciò il mar Rosso ed esso fu disseccato:
“8 Ma Dio li salvò per il suo nome,
per manifestare la sua potenza.
9 Minacciò il mar Rosso e fu disseccato,
li condusse tra i flutti come per un deserto;
10 li salvò dalla mano di chi li odiava,
li riscattò dalla mano del nemico.
11 L’acqua sommerse i loro avversari;
nessuno di essi sopravvisse.
12 Allora credettero alle sue parole
e cantarono la sua lode” (Sl 106,8-12).
v. 40: Poi Gesù rimprovera i discepoli: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. Gesù ci insegna che tutte le nostre paure provengono dalla nostra “apistia”, dalla mancanza di fede. Le nostre ansie, le nostre preoccupazioni, la nostra angoscia, il pessimismo sono la nostra poca fede in lui.
Anche nel momento del silenzio di Dio dovremo sempre recitare il salmo 131, anche se è difficile a volte pregarlo, anche se lo si dice con l’angoscia nel cuore:
“Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
2 Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
3 Speri Israele nel Signore,
ora e sempre” (Sl 131,1-3).
La serenità “sempre” è il distintivo del cristiano, la cartina al tornasole di una sequela autentica, che riposa sull’amore di Dio e che a lui si affida. E una fede non a parole, ma nei fatti, è quella che riesce a tradurre nella concretezza della vita le verità professate con la bocca, è quella che cala il divino annuncio di liberazione nelle profondità del cuore, nei meandri della psiche, accendendo nell’intimo dell’uomo, in ogni circostanza, una festa senza fine.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di domenica 29 settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di domenica 15 settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di domenica 08 settembre: Marco 7, 31-35
Vangelo di domenica 01 settembre: Marco 7, 1-8. 14-15. 21-23
Vangelo di domenica 25 agosto: Giovanni 6, 60-69
Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 11 agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 4 agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 28 luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
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Vangelo di Domenica 07 luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Domenica 30 giugno: Marco 5, 21-43
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Vangelo di Domenica 09 giugno: Marco 3, 20-35
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Vangelo di Domenica 19 maggio: Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
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Vangelo di Domenica 21 aprile: Giovanni 10, 11-18
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Vangelo di Domenica 4 Dicembre: Matteo 3, 1-12
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Vangelo di Domenica 3 Luglio: Luca 10, 1-20
Vangelo di Domenica 26 Giugno: Luca 9, 51-62
Vangelo di Domenica 19 Giugno: Luca 9, 10-17
Vangelo di Domenica 12 Giugno: Giovanni 16, 12-15
Vangelo di Domenica 5 Giugno: Giovanni 14, 15-16. 23-26
Vangelo di Domenica 29 Maggio: Luca 24, 46-53
Vangelo di Domenica 22 Maggio : Giovanni 14, 23-29
Vangelo di Domenica 15 Maggio: Giovanni 13, 31-35
Vangelo di Domenica 8 Maggio: Giovanni 10, 27-30
Vangelo di Domenica 1 Maggio: Giovanni 21, 1-23
Vangelo di Domenica 24 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Domenica 17 Aprile: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 10 Aprile: Luca 22, 14-23, 56
Vangelo di Domenica 3 Aprile: Giovanni 8, 1-11
Vangelo di Domenica 27 Marzo: Luca 15 ,1-3.11-32
Vangelo di Domenica 20 Marzo: Luca 13, 1-9
Vangelo di Domenica 13 Marzo: Luca 9, 28-36
Vangelo di Domenica 6 Marzo: Luca 4, 1-13
Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre