Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Abbiamo già meditato più volte sul brano della Presentazione di Gesù al Tempio (cfr www.spaziospadoni.org). Vogliamo oggi riflettere sul significato della Festa odierna, dedicata alla Santa Famiglia di Nazaret.
Da: C. MIGLIETTA, LA FAMIGLIA SECONDO LA BIBBIA. I fondamenti biblici della vita familiare, Gribaudi, Milano, 2000, con presentazione del Cardinale Severino Poletto
GESU’ IN FAMIGLIA
“Stava loro sottomesso…, e cresceva” (Lc 2,51-52)
Non può non emozionare e non essere fecondo di insegnamenti per noi il fatto che il più grande evento mai accaduto, l’Incarnazione stessa di Dio, sia avvenuto nel contesto di semplicità e di ferialità di una vita familiare. Gesù, Dio stesso fatto uomo, vive la maggior parte della sua vita in famiglia, addirittura obbedendo ai genitori: “Stava loro sottomesso…, e cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,51-52). È un figlio che non si distingue dagli altri, che fa lo stesso umile mestiere del padre, e ciò sarà di scandalo per i concittadini quando si presenterà loro come il Messia promesso: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Mc 6,3). E noi sappiamo che tutta la sua vita fu redentiva, non solo la sua passione e morte: Gesù consacra quindi con la sua stessa vita l’istituto familiare, e ci mostra al contempo come la famiglia possa e debba diventare luogo di santificazione per ciascuno di noi.
L’assoluto primato di Dio
Della vita di Gesù in famiglia, ci colpiscono alcuni aspetti: innanzitutto l’assoluto primato di Dio su ogni altro valore e affetto. A dodici anni, Gesù “scappa di casa” per fermarsi nel tempio tra i dottori: avrebbe almeno potuto avvertite i genitori, evitando loro tanta ansia e tanta pena… Certamente in ciò Gesù non fa la parte del figlio modello! Ma probabilmente qui si vuole simbolicamente affermare che per ogni figlio, e tanto più per il Figlio di Dio, ciò che conta è Dio solo, e la sua chiamata: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,41-50). Ogni figlio altro riferimento non deve avere che la Paternità unica di Dio (Mt 23,9).
Un tema ricorrente nella prassi di Gesù è la “durezza”, soprattutto verso la madre, per ribadire la priorità del Regno sugli affetti familiari: “Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,27-28); “Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre»” (Mt 12,47-49). Per questo Gesù dirà: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26); e al discepolo che gli disse: “Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre”, Gesù rispose: “Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti” (Mt 8,21-22).
“Non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34)
Gesù sa che il suo messaggio può portare divisione nelle famiglie: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono infatti venuto
a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa” (Mt 10,34-35). È il mistero di chi non si sente accolto nella sua casa a causa dell’Evangelo, o viene addirittura vilipeso e offeso: “Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome” (Mt 10,21-22). Quante volte un figlio è osteggiato dal padre e dalla madre per le sue scelte per il Regno! Quante volte dei genitori sono “fatti morire” di dispiacere dai figli che non accettano il loro esempio e la loro testimonianza di vita cristiana, e li rifiutano, incamminandosi su strade di perdizione! E allora il dramma di figli che si chiedono come mai non riescono a conquistare i famigliari con la luce dei valori che essi propongono, o dei genitori che si sentono dei falliti, dal punto di vista educativo, perché i figli fanno scelte diverse e talora sbagliate. Ci consoli in quei momenti la Parola del Signore: a noi non è chiesta né l’armonia ad ogni costo nelle nostre famiglie, né che il metro di autenticità della nostra testimonianza sia l’accoglienza o meno da parte dei nostri famigliari: a noi è chiesto soltanto di “perseverare sino alla fine” (Mt 10,22)…
Gesù rifiutato dai famigliari
Gesù stesso sperimenta emarginazione e rifiuto da parte dei suoi stessi famigliari: essi si vergognano di questo congiunto che si crede profeta inviato da Dio, che compie gesti strani, che tiene discorsi, che raduna attorno a sé le folle al punto che non poteva “neppure prendere cibo” (Mc 3,20). I suoi vogliono andarselo a riprendere, riportarselo a casa; sono convinti che sia un esaltato, un fanatico, un pazzo: “Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andarlo a prendere; poiché dicevano: «É fuori di sé»… Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare” (Mc 3,21.31). In queste poche parole c’è tutto il dramma di un pesante e doloroso conflitto familiare, che tante volte si ripeterà poi per ogni discepolo: i congiunti che se ne “stanno fuori”, e che diventano in qualche modo nemici del Regno… Gesù concluderà sconsolato: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua” (Mc 6,4).
La conversione dei famigliari di Gesù
Ma, se può rasserenarci, il nucleo familiare che tanto si oppose a Gesù durante la sua vita, dopo la sua Resurrezione si converte a lui. Infatti vediamo Giacomo, “fratello del Signore” (Mt 13,55; Gal 1,19), diventare con Pietro e Giovanni una delle “colonne” della Chiesa nascente (Gal 2,9.12; At 12,17), grande moderatore del Concilio di Gerusalemme e autore del suo “documento finale” (At 15,13-21); e a lui Paolo fa visita (At 21,18-26), seguendone i consigli; a Giacomo il Signore Risorto riserva un’apparizione speciale, secondo la testimonianza proprio di Paolo (1 Cor 15,7); e Giacomo diventerà autore di una delle “Lettere cattoliche”, che da lui prenderà nome; secondo Giuseppe Flavio ed Esegippo coronerà la sua sequela di Gesù con il martirio subito per mano dei Giudei intorno al 62 d. C.. Così pure Giuda, “fratello di Giacomo” (Gd 1,1), autore anche lui di una delle Lettere Cattoliche, è uno dei “fratelli” del Signore (Mt 13,55), che in vita tanto lo osteggiarono…
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 31 dicembre: Luca 2, 22-40
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Abbiamo già meditato più volte sul brano della Presentazione di Gesù al Tempio (cfr www.spaziospadoni.org). Vogliamo oggi riflettere sul significato della Festa odierna, dedicata alla Santa Famiglia di Nazaret.
Da: C. MIGLIETTA, LA FAMIGLIA SECONDO LA BIBBIA. I fondamenti biblici della vita familiare, Gribaudi, Milano, 2000, con presentazione del Cardinale Severino Poletto
GESU’ IN FAMIGLIA
“Stava loro sottomesso…, e cresceva” (Lc 2,51-52)
Non può non emozionare e non essere fecondo di insegnamenti per noi il fatto che il più grande evento mai accaduto, l’Incarnazione stessa di Dio, sia avvenuto nel contesto di semplicità e di ferialità di una vita familiare. Gesù, Dio stesso fatto uomo, vive la maggior parte della sua vita in famiglia, addirittura obbedendo ai genitori: “Stava loro sottomesso…, e cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,51-52). È un figlio che non si distingue dagli altri, che fa lo stesso umile mestiere del padre, e ciò sarà di scandalo per i concittadini quando si presenterà loro come il Messia promesso: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Mc 6,3). E noi sappiamo che tutta la sua vita fu redentiva, non solo la sua passione e morte: Gesù consacra quindi con la sua stessa vita l’istituto familiare, e ci mostra al contempo come la famiglia possa e debba diventare luogo di santificazione per ciascuno di noi.
L’assoluto primato di Dio
Della vita di Gesù in famiglia, ci colpiscono alcuni aspetti: innanzitutto l’assoluto primato di Dio su ogni altro valore e affetto. A dodici anni, Gesù “scappa di casa” per fermarsi nel tempio tra i dottori: avrebbe almeno potuto avvertite i genitori, evitando loro tanta ansia e tanta pena… Certamente in ciò Gesù non fa la parte del figlio modello! Ma probabilmente qui si vuole simbolicamente affermare che per ogni figlio, e tanto più per il Figlio di Dio, ciò che conta è Dio solo, e la sua chiamata: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,41-50). Ogni figlio altro riferimento non deve avere che la Paternità unica di Dio (Mt 23,9).
Un tema ricorrente nella prassi di Gesù è la “durezza”, soprattutto verso la madre, per ribadire la priorità del Regno sugli affetti familiari: “Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,27-28); “Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre»” (Mt 12,47-49). Per questo Gesù dirà: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26); e al discepolo che gli disse: “Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre”, Gesù rispose: “Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti” (Mt 8,21-22).
“Non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34)
Gesù sa che il suo messaggio può portare divisione nelle famiglie: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono infatti venuto
a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa” (Mt 10,34-35). È il mistero di chi non si sente accolto nella sua casa a causa dell’Evangelo, o viene addirittura vilipeso e offeso: “Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome” (Mt 10,21-22). Quante volte un figlio è osteggiato dal padre e dalla madre per le sue scelte per il Regno! Quante volte dei genitori sono “fatti morire” di dispiacere dai figli che non accettano il loro esempio e la loro testimonianza di vita cristiana, e li rifiutano, incamminandosi su strade di perdizione! E allora il dramma di figli che si chiedono come mai non riescono a conquistare i famigliari con la luce dei valori che essi propongono, o dei genitori che si sentono dei falliti, dal punto di vista educativo, perché i figli fanno scelte diverse e talora sbagliate. Ci consoli in quei momenti la Parola del Signore: a noi non è chiesta né l’armonia ad ogni costo nelle nostre famiglie, né che il metro di autenticità della nostra testimonianza sia l’accoglienza o meno da parte dei nostri famigliari: a noi è chiesto soltanto di “perseverare sino alla fine” (Mt 10,22)…
Gesù rifiutato dai famigliari
Gesù stesso sperimenta emarginazione e rifiuto da parte dei suoi stessi famigliari: essi si vergognano di questo congiunto che si crede profeta inviato da Dio, che compie gesti strani, che tiene discorsi, che raduna attorno a sé le folle al punto che non poteva “neppure prendere cibo” (Mc 3,20). I suoi vogliono andarselo a riprendere, riportarselo a casa; sono convinti che sia un esaltato, un fanatico, un pazzo: “Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andarlo a prendere; poiché dicevano: «É fuori di sé»… Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare” (Mc 3,21.31). In queste poche parole c’è tutto il dramma di un pesante e doloroso conflitto familiare, che tante volte si ripeterà poi per ogni discepolo: i congiunti che se ne “stanno fuori”, e che diventano in qualche modo nemici del Regno… Gesù concluderà sconsolato: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua” (Mc 6,4).
La conversione dei famigliari di Gesù
Ma, se può rasserenarci, il nucleo familiare che tanto si oppose a Gesù durante la sua vita, dopo la sua Resurrezione si converte a lui. Infatti vediamo Giacomo, “fratello del Signore” (Mt 13,55; Gal 1,19), diventare con Pietro e Giovanni una delle “colonne” della Chiesa nascente (Gal 2,9.12; At 12,17), grande moderatore del Concilio di Gerusalemme e autore del suo “documento finale” (At 15,13-21); e a lui Paolo fa visita (At 21,18-26), seguendone i consigli; a Giacomo il Signore Risorto riserva un’apparizione speciale, secondo la testimonianza proprio di Paolo (1 Cor 15,7); e Giacomo diventerà autore di una delle “Lettere cattoliche”, che da lui prenderà nome; secondo Giuseppe Flavio ed Esegippo coronerà la sua sequela di Gesù con il martirio subito per mano dei Giudei intorno al 62 d. C.. Così pure Giuda, “fratello di Giacomo” (Gd 1,1), autore anche lui di una delle Lettere Cattoliche, è uno dei “fratelli” del Signore (Mt 13,55), che in vita tanto lo osteggiarono…
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Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
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Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre