Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
LE TENTAZIONI DI GESU’
Iniziamo oggi la Quaresima in tempo di Sinodo: Sinodo, dal greco syn odòs, significa “camminare insieme”. Il primo cammino che ci è chiesto come singoli e come Chiesa è andare alle profondità di noi stessi, all’essenziale, all’Assoluto, all’Amore. È un invito a ciascuno di noi e alla Chiesa tutta a liberarci di quelle che Mons. Tonino Bello definiva “le tentazioni delle tre «P»: profitto, prodigio, potere. Il che significa: strumentalizzare le cose, Dio, l’uomo. «Fa’ che le pietre diventino pane»: ridurre tutto a economia, a ventre. Convertire anche i sogni in assegni circolari… Solo profitto. Anzi, massimizzazione del profitto… Produzione. Ideologia della produzione. Ma oltre alla strumentalizzazione delle cose c’è anche quella di Dio. «Gettati dall’alto: Lui ti salverà». Ecco la tentazione del prodigio… Un Dio utile. Di cui ci si serve… Come è comodo un Dio che ratifichi il mio disimpegno e mi sostituisca nelle scelte decisive! «Ti darò in mano tutti i regni del mondo». Ecco la tentazione del potere. Crescere salendo sulle spalle dell’altro. Schienare il prossimo perché dipenda da me”.
Siamo chiamati a camminare alla sequela di Gesù, che rifiuta la mentalità di questo mondo contrapponendole la forza della Parola di Dio: “Non di solo pane vive l’uomo” (Dt 8,3); “Solo al Signore tuo Dio ti prostrerai, lui solo adorerai” (Dt 6,13); “Non tenterai il Signore Dio tuo” (Dt 6,16).
Gesù risponde con la completa fiducia nel Padre al punto da non pretendere da lui nessun segno; egli ribadisce l’assoluto primato di Dio; ma soprattutto sceglie lo stile di Dio, che non è atteggiamento di potenza, ma di amore. Il Dio che per creare l’uomo ha accettato di farsi “Altro” da lui, il Dio che lascia l’uomo libero anche di sbagliare, il Dio “che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Mt 5,45), non è il Dio del dominio, ma del servizio.
Lo stile di Gesù sarà proprio questo: farsi servo, umiliarsi (Fil 2,7), fino a lavare i piedi ai suoi discepoli, facendo per loro il gesto dello schiavo (Gv 13), senza nulla pretendere, ma solo donando, fino ad immolare la propria vita per i suoi amici (Gv 15,13), fino allo scandalo di morire crocifisso (1 Cor 1,18; Gal 5,11). Icona di questa sua dimensione è il suo ingresso a Gerusalemme su un umile asino, realizzando l’oracolo di Zaccaria: “Dite alla figlia di Sion: «Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma»” (Mt 21,5; cfr Zc 9,9).
L’esempio di Gesù mette quindi in crisi ogni ideologia, anche nella Chiesa, di far conto sui beni economici, anche a fin di bene; di accettare compromessi o concordati con i vari potentati, anche se per nobili scopi; di cercare la piazza, le manifestazioni grandiose, le prove di forza, gli strumenti di potere di ogni tipo, fosse anche per annunciare il Regno. La povertà di Gesù è segno della potenza divina, e che la salvezza viene da Dio e non da mezzi umani; inoltre è annuncio ai poveri che Dio capisce la loro condizione, perché nel Figlio l’ha provata, l’ha condivisa, l’ha presa su di sé.
“NON CI ABBANDONARE ALLA TENTAZIONE”
La “tentazione” è certamente un tema costante nella Bibbia: poiché l’amore è un atto libero, è “voler” bene, si può sempre dire di no all’alleanza proposta da Dio, si può sempre rifiutare la sua offerta. La possibilità di dire di no a Dio, di cercare altrove che in lui ciò che per l’uomo è bene e felicità, è presente fin dall’esperienza di Adamo ed Eva (Gen 3), di Abramo (Gen 22,1-19), di Giobbe (Gb 1,9-12; 2,4-6), dell’intero Israele (Dt 8,2-5). La tentazione fa parte del nostro essere liberi (Gdt 8,25-27): è la conseguenza del nostro essere “a immagine e somiglianza” di Dio (Gen 1,26), capaci di amore e quindi di atti volontari. In questo senso Dio ci “manda” la tentazione: ci ha dato cioè la possibilità di rapportarci o no con lui in una libera scelta. Anche Gesù, vero uomo, ebbe questa possibilità: per questo si dice che “fu condotto dallo Spirito (ndr.:!!!) nel deserto per essere tentato dal diavolo” (Mt 4,1).
Ma se è reale la tentazione, che significa chiedere a Dio di non “indurci” in essa, come diceva la vecchia traduzione del Padre nostro (Mt 6,13)? Tradurre con una sola parola il termine greco eisenègkes è difficile: significa “non permettere di entrare in” (cfr Mt 26,41: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione”), “non lasciarci soccombere alla tentazione”.
“Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male” (Gc 1,13); al contrario, vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato. Siamo impegnati nella lotta «tra la carne e lo Spirito». Questa richiesta implora lo Spirito di discernimento e di fortezza” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2846). Noi chiediamo cioè a Dio quello Spirito che egli non nega mai, e che ci rende capaci di dire “Abbà, Padre!” (Gal 4,6) e “Gesù è Signore” (1 Cor 12,3), di aderire quindi con fede al suo piano d’amore. La richiesta fatta a Dio è affermazione della nostra disponibilità ad aprire il nostro cuore a lui.
Ma soprattutto lo preghiamo di “non lasciarci soccombere alla tentazione”, e quindi di “non abbandonarci alla tentazione”, o meglio ancora “nella tentazione”, come avremmo dovuto avere il coraggio di tradurre. Il “Dio con noi” (Mt 1,23) resta al nostro fianco sempre, con tutta la sua Gloria e la sua Potenza. Egli sempre ci dà la forza di rispondere al suo tenerissimo: “Ti amo” con il nostro libero: “Ti amo”.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 6 Marzo: Luca 4, 1-13
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
LE TENTAZIONI DI GESU’
Iniziamo oggi la Quaresima in tempo di Sinodo: Sinodo, dal greco syn odòs, significa “camminare insieme”. Il primo cammino che ci è chiesto come singoli e come Chiesa è andare alle profondità di noi stessi, all’essenziale, all’Assoluto, all’Amore. È un invito a ciascuno di noi e alla Chiesa tutta a liberarci di quelle che Mons. Tonino Bello definiva “le tentazioni delle tre «P»: profitto, prodigio, potere. Il che significa: strumentalizzare le cose, Dio, l’uomo. «Fa’ che le pietre diventino pane»: ridurre tutto a economia, a ventre. Convertire anche i sogni in assegni circolari… Solo profitto. Anzi, massimizzazione del profitto… Produzione. Ideologia della produzione. Ma oltre alla strumentalizzazione delle cose c’è anche quella di Dio. «Gettati dall’alto: Lui ti salverà». Ecco la tentazione del prodigio… Un Dio utile. Di cui ci si serve… Come è comodo un Dio che ratifichi il mio disimpegno e mi sostituisca nelle scelte decisive! «Ti darò in mano tutti i regni del mondo». Ecco la tentazione del potere. Crescere salendo sulle spalle dell’altro. Schienare il prossimo perché dipenda da me”.
Siamo chiamati a camminare alla sequela di Gesù, che rifiuta la mentalità di questo mondo contrapponendole la forza della Parola di Dio: “Non di solo pane vive l’uomo” (Dt 8,3); “Solo al Signore tuo Dio ti prostrerai, lui solo adorerai” (Dt 6,13); “Non tenterai il Signore Dio tuo” (Dt 6,16).
Gesù risponde con la completa fiducia nel Padre al punto da non pretendere da lui nessun segno; egli ribadisce l’assoluto primato di Dio; ma soprattutto sceglie lo stile di Dio, che non è atteggiamento di potenza, ma di amore. Il Dio che per creare l’uomo ha accettato di farsi “Altro” da lui, il Dio che lascia l’uomo libero anche di sbagliare, il Dio “che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Mt 5,45), non è il Dio del dominio, ma del servizio.
Lo stile di Gesù sarà proprio questo: farsi servo, umiliarsi (Fil 2,7), fino a lavare i piedi ai suoi discepoli, facendo per loro il gesto dello schiavo (Gv 13), senza nulla pretendere, ma solo donando, fino ad immolare la propria vita per i suoi amici (Gv 15,13), fino allo scandalo di morire crocifisso (1 Cor 1,18; Gal 5,11). Icona di questa sua dimensione è il suo ingresso a Gerusalemme su un umile asino, realizzando l’oracolo di Zaccaria: “Dite alla figlia di Sion: «Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma»” (Mt 21,5; cfr Zc 9,9).
L’esempio di Gesù mette quindi in crisi ogni ideologia, anche nella Chiesa, di far conto sui beni economici, anche a fin di bene; di accettare compromessi o concordati con i vari potentati, anche se per nobili scopi; di cercare la piazza, le manifestazioni grandiose, le prove di forza, gli strumenti di potere di ogni tipo, fosse anche per annunciare il Regno. La povertà di Gesù è segno della potenza divina, e che la salvezza viene da Dio e non da mezzi umani; inoltre è annuncio ai poveri che Dio capisce la loro condizione, perché nel Figlio l’ha provata, l’ha condivisa, l’ha presa su di sé.
“NON CI ABBANDONARE ALLA TENTAZIONE”
La “tentazione” è certamente un tema costante nella Bibbia: poiché l’amore è un atto libero, è “voler” bene, si può sempre dire di no all’alleanza proposta da Dio, si può sempre rifiutare la sua offerta. La possibilità di dire di no a Dio, di cercare altrove che in lui ciò che per l’uomo è bene e felicità, è presente fin dall’esperienza di Adamo ed Eva (Gen 3), di Abramo (Gen 22,1-19), di Giobbe (Gb 1,9-12; 2,4-6), dell’intero Israele (Dt 8,2-5). La tentazione fa parte del nostro essere liberi (Gdt 8,25-27): è la conseguenza del nostro essere “a immagine e somiglianza” di Dio (Gen 1,26), capaci di amore e quindi di atti volontari. In questo senso Dio ci “manda” la tentazione: ci ha dato cioè la possibilità di rapportarci o no con lui in una libera scelta. Anche Gesù, vero uomo, ebbe questa possibilità: per questo si dice che “fu condotto dallo Spirito (ndr.:!!!) nel deserto per essere tentato dal diavolo” (Mt 4,1).
Ma se è reale la tentazione, che significa chiedere a Dio di non “indurci” in essa, come diceva la vecchia traduzione del Padre nostro (Mt 6,13)? Tradurre con una sola parola il termine greco eisenègkes è difficile: significa “non permettere di entrare in” (cfr Mt 26,41: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione”), “non lasciarci soccombere alla tentazione”.
“Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male” (Gc 1,13); al contrario, vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato. Siamo impegnati nella lotta «tra la carne e lo Spirito». Questa richiesta implora lo Spirito di discernimento e di fortezza” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2846). Noi chiediamo cioè a Dio quello Spirito che egli non nega mai, e che ci rende capaci di dire “Abbà, Padre!” (Gal 4,6) e “Gesù è Signore” (1 Cor 12,3), di aderire quindi con fede al suo piano d’amore. La richiesta fatta a Dio è affermazione della nostra disponibilità ad aprire il nostro cuore a lui.
Ma soprattutto lo preghiamo di “non lasciarci soccombere alla tentazione”, e quindi di “non abbandonarci alla tentazione”, o meglio ancora “nella tentazione”, come avremmo dovuto avere il coraggio di tradurre. Il “Dio con noi” (Mt 1,23) resta al nostro fianco sempre, con tutta la sua Gloria e la sua Potenza. Egli sempre ci dà la forza di rispondere al suo tenerissimo: “Ti amo” con il nostro libero: “Ti amo”.
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
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Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
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Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
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Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
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Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
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Vangelo di Domenica 17 marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 10 marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 03 marzo: Giovanni 2, 13-25
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Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
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Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
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Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre