Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Differenze tra i due testi
La versione di Luca (6,17-26) ci trasmette meglio il tono del documento-base. Le parole di Gesù sono trasmesse assimilate alla vita delle prime comunità, alle loro problematiche. Per Luca, il discorso della montagna è proclamazione del Regno di Dio che è venuto per salvare gli uomini; ciò che Matteo (5,1-12) invece vede nel discorso della montagna, è in primo luogo un programma di vita, un insegnamento morale per la Chiesa. Se in Luca le beatitudini sono parole di consolazione per gli infelici, per Matteo sono un catalogo di virtù ad uso delle prime comunità, definendo le condizioni per entrare nel regno di Dio.
L’EVANGELO DELLE BEATITUDINI
Entrambi i testi, sia quello di Luca che quello di Matteo, sono Parola di Dio per noi: tutti e due perciò parlano oggi al cuore del credente.
LA LIETA NOTIZIA PER I POVERI
Le Beatitudini sono innanzitutto la gioiosa proclamazione di un grande “Purim”, di un totale ribaltamento delle sorti: esse sono l’annuncio del compimento della speranza di tutte le categorie di oppressi e di sfruttati della terra!
Nella traduzione greca dell’Antico Testamento, quella dei LXX, il termine ptochòs, povero (da ptòssò, accatto), compare circa cento volte, traducendo vocaboli ebraici che han sempre il significato di povertà materiale. Afflitto, pèntos, traduce ‘ebel, esprime non tanto una tristezza interiore, ma la sua esplosione all’esterno: Luca quindi riserva la beatitudine degli afflitti a “quelli che piangono” (klaìontes). Affamato, peinòn, corrisponde all’aggettivo rà’èb: non sono quelli che hanno appetito, ma quelli che sono privi del nutrimento indispensabile, che non hanno il minimo per vivere: la vera traduzione sarebbe “famelico”.
Prospettiva teologica: Le prime beatitudini ci rimandano all’oracolo di Is 61,1-3. Come per le monarchie dei popoli vicini, in Israele la cura del debole e del povero sono attributo specifico del buon re; ma Dio è il Re unico di Israele: la difesa e la liberazione degli oppressi sono quindi sue caratteristiche irrinunciabili. Nella Bibbia c’è una vera e propria “teologia del grido del povero” che sempre viene ascoltato da Dio (Es 3,7; 22,21-26; Dt 24,14-15; Gc 5,4-5…).
Prospettiva cristologica: Il Nuovo Testamento compie questo annuncio nella Parola definitiva e nell’esempio concreto di Gesù Cristo. L’Evangelo è innanzitutto la “buona novella annunciata ai poveri” (Mt 11,5; Lc 7,22), che sono i destinatari privilegiati del Regno che viene. “Saranno consolati”, “saranno saziati”, “erediteranno la terra”, “otterranno misericordia”, “vedranno Dio”: è vero, si parla di ricompensa futura. Ma la prima beatitudine precisa ai poveri che di essi “è” il regno di Dio: in Gesù ormai “il Regno di Dio è vicino”, “è giunto a voi il regno di Dio” (Mt 12,28; Lc 11,20).
LE CONDIZIONI PER ENTRARE NEL REGNO DI DIO
Dalla prospettiva teologica-antropologica si passò presto, nella prima Chiesa, a quella antropologica. L’attenzione si trasferì dal comportamento di Dio nell’instaurare il Regno a quello dell’uomo per potervi accedere. Le Beatitudini sono un invito a stare sempre dalla parte dei poveri, degli ultimi, degli emarginati, degli oppressi, concretamente
VIVERE SECONDO LE BEATITUDINI
Essere poveri di spirito: la povertà di spirito è la sintesi di tutte le virtù cristiane, è la condizione previa per possederle.
Essere miti: i miti (praeis) sono i mansueti, i sottomessi, i disponibili, coloro che non pretendono di avere ragione, sereni, ottimisti.
Essere affamati ed assetati di giustizia: la giustizia in senso biblico è la capacità di relazione con Dio e con i fratelli (Mt 5,10.20; 6,1.13).
Essere misericordiosi: il primo dei termini ebraici che designa la misericordia è rehamin, che propriamente esprime le viscere, la sede delle emozioni, il nostro “cuore” (Sl 103,13; Ger 31,20; Is 63,15-16…).
Essere puri di cuore: significa avere un cuore nuovo, di carne e non di pietra (Ez 36,26-28), non sclerotico. Significa essere onesti, trasparenti, leali, senza finzioni (Gv 1,47).
Essere operatori di pace (eirenopoiòi): “facitori di pace”, non “pacifici”.
Essere perseguitati: i cristiani saranno perseguitati per causa di Cristo (Mt 5,11; 10,24; Gv 15,20-21), come furono prima perseguitati i profeti (Mt 5,12; At 7,52).
IL PREMIO
Il premio (misthòs: Mt 5,12) è certamente l’amicizia con Dio, la beatitudine del suo amore nell’escatologia. Ma “già al presente cento volte” (Mc 10,30), e la “gioia piena” (Gv 16,24).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Differenze tra i due testi
La versione di Luca (6,17-26) ci trasmette meglio il tono del documento-base. Le parole di Gesù sono trasmesse assimilate alla vita delle prime comunità, alle loro problematiche. Per Luca, il discorso della montagna è proclamazione del Regno di Dio che è venuto per salvare gli uomini; ciò che Matteo (5,1-12) invece vede nel discorso della montagna, è in primo luogo un programma di vita, un insegnamento morale per la Chiesa. Se in Luca le beatitudini sono parole di consolazione per gli infelici, per Matteo sono un catalogo di virtù ad uso delle prime comunità, definendo le condizioni per entrare nel regno di Dio.
L’EVANGELO DELLE BEATITUDINI
Entrambi i testi, sia quello di Luca che quello di Matteo, sono Parola di Dio per noi: tutti e due perciò parlano oggi al cuore del credente.
LA LIETA NOTIZIA PER I POVERI
Le Beatitudini sono innanzitutto la gioiosa proclamazione di un grande “Purim”, di un totale ribaltamento delle sorti: esse sono l’annuncio del compimento della speranza di tutte le categorie di oppressi e di sfruttati della terra!
Nella traduzione greca dell’Antico Testamento, quella dei LXX, il termine ptochòs, povero (da ptòssò, accatto), compare circa cento volte, traducendo vocaboli ebraici che han sempre il significato di povertà materiale. Afflitto, pèntos, traduce ‘ebel, esprime non tanto una tristezza interiore, ma la sua esplosione all’esterno: Luca quindi riserva la beatitudine degli afflitti a “quelli che piangono” (klaìontes). Affamato, peinòn, corrisponde all’aggettivo rà’èb: non sono quelli che hanno appetito, ma quelli che sono privi del nutrimento indispensabile, che non hanno il minimo per vivere: la vera traduzione sarebbe “famelico”.
Prospettiva teologica: Le prime beatitudini ci rimandano all’oracolo di Is 61,1-3. Come per le monarchie dei popoli vicini, in Israele la cura del debole e del povero sono attributo specifico del buon re; ma Dio è il Re unico di Israele: la difesa e la liberazione degli oppressi sono quindi sue caratteristiche irrinunciabili. Nella Bibbia c’è una vera e propria “teologia del grido del povero” che sempre viene ascoltato da Dio (Es 3,7; 22,21-26; Dt 24,14-15; Gc 5,4-5…).
Prospettiva cristologica: Il Nuovo Testamento compie questo annuncio nella Parola definitiva e nell’esempio concreto di Gesù Cristo. L’Evangelo è innanzitutto la “buona novella annunciata ai poveri” (Mt 11,5; Lc 7,22), che sono i destinatari privilegiati del Regno che viene. “Saranno consolati”, “saranno saziati”, “erediteranno la terra”, “otterranno misericordia”, “vedranno Dio”: è vero, si parla di ricompensa futura. Ma la prima beatitudine precisa ai poveri che di essi “è” il regno di Dio: in Gesù ormai “il Regno di Dio è vicino”, “è giunto a voi il regno di Dio” (Mt 12,28; Lc 11,20).
LE CONDIZIONI PER ENTRARE NEL REGNO DI DIO
Dalla prospettiva teologica-antropologica si passò presto, nella prima Chiesa, a quella antropologica. L’attenzione si trasferì dal comportamento di Dio nell’instaurare il Regno a quello dell’uomo per potervi accedere. Le Beatitudini sono un invito a stare sempre dalla parte dei poveri, degli ultimi, degli emarginati, degli oppressi, concretamente
VIVERE SECONDO LE BEATITUDINI
Essere poveri di spirito: la povertà di spirito è la sintesi di tutte le virtù cristiane, è la condizione previa per possederle.
Essere miti: i miti (praeis) sono i mansueti, i sottomessi, i disponibili, coloro che non pretendono di avere ragione, sereni, ottimisti.
Essere affamati ed assetati di giustizia: la giustizia in senso biblico è la capacità di relazione con Dio e con i fratelli (Mt 5,10.20; 6,1.13).
Essere misericordiosi: il primo dei termini ebraici che designa la misericordia è rehamin, che propriamente esprime le viscere, la sede delle emozioni, il nostro “cuore” (Sl 103,13; Ger 31,20; Is 63,15-16…).
Essere puri di cuore: significa avere un cuore nuovo, di carne e non di pietra (Ez 36,26-28), non sclerotico. Significa essere onesti, trasparenti, leali, senza finzioni (Gv 1,47).
Essere operatori di pace (eirenopoiòi): “facitori di pace”, non “pacifici”.
Essere perseguitati: i cristiani saranno perseguitati per causa di Cristo (Mt 5,11; 10,24; Gv 15,20-21), come furono prima perseguitati i profeti (Mt 5,12; At 7,52).
IL PREMIO
Il premio (misthòs: Mt 5,12) è certamente l’amicizia con Dio, la beatitudine del suo amore nell’escatologia. Ma “già al presente cento volte” (Mc 10,30), e la “gioia piena” (Gv 16,24).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di domenica 29 settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
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Vangelo di domenica 01 settembre: Marco 7, 1-8. 14-15. 21-23
Vangelo di domenica 25 agosto: Giovanni 6, 60-69
Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 11 agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 4 agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 28 luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 14 luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 07 luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Domenica 30 giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 23 giugno: Marco 4, 35-41
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Vangelo di Domenica 02 giugno: Marco 14, 12-26; 16, 22-26
Vangelo di Domenica 26 maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 19 maggio: Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
Vangelo di Domenica 12 maggio: Marco 16, 15-20
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Vangelo di Domenica 28 aprile: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 21 aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 14 aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 07 aprile: Giovanni 20, 19-31
Pasqua di Resurrezione: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 24 marzo: Marco 14, 1-15, 47
Vangelo di Domenica 17 marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 10 marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 03 marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 25 febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 18 febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 11 febbraio: Marco 1, 40-45
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Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
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Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
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Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
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Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre